E’ amarissima da bere, ancor più del solito, la Milano nerazzurra per il Napoli di Allegri, che perde all’ultimo respiro contro l’Inter dopo aver raggiunto un doppio vantaggio e aver sfiorato il gol vittoria pochi secondi prima della beffa.
E’ successo di tutto nel secondo tempo, dopo una prima frazione in cui gli azzurri, messi alle corde nel primo quarto d’ora (gran parata di Meret su Diouf dopo 2′), sono venuti fuori con autorevolezza, sfiorando il vantaggio con Anguissa, Politano e Hojlind, nonostante lo spavento nel finale con la traversa di Dimarco su punizione regalata dall’esterno ex di giornata.
Matteo si è però fatto perdonare a inizio ripresa, sfruttando l’assist di Hojlund su errore di Barella e infilando Martinez al secondo tentativo.
Pochi istanti dopo il Napoli ha addirittura trovato il 2-0 grazie alla caparbietà di Di Lorenzo, pronto a recuperare un pallone rimasto in gioco dopo un’altra azione pericolosa, e alla classe di Hojlund, bravissimo a calciare di prima intenzione sul secondo palo il pallone ricevuto dal capitano.
I partenopei hanno però pagato l’ennesima distrazione difensiva poco dopo, quando Dimarco e Lautaro hanno sfruttato un cross apparentemente lungo, trovando l’assist e la deviazione vincente con Politano e Rrahmani fermi e lontani dai loro avversari, nella convinzione che il pallone sarebbe finito fuori.
A questo punto purtroppo la paura ha preso il sopravvento, e in tal senso determinante, in negativo, è stato l’ingresso di Badiashile, fermo da mesi e gettato nella mischia in un contesto così difficile, con il conseguente passaggio alla difesa a 5: un messaggio timoroso lasciato alla squadra, e un errore imperdonabile sia dal punto di vista tattico che delle scelte degli uomini.
Non a caso il gol del pareggio, firmato da Thuram a una decina di minuti dalla fine, è arrivato dopo un lungo assedio interista, e con un’incornata in cui il centravanti francese ha letteralmente sovrastato il difensore suo connazionale, battendo l’incolpevole Meret.
Il finale è stato rocambolesco, con Thuram e Neres a divorarsi due facili occasioni, ma soprattutto con Anguissa, “servito” da una ciabattata di Lucca su delizioso assist di De Bruyne, incapace di spedire il pallone in porta da non più di un metro.
Un minuto dopo è arrivata l’atroce beffa firmata da Lautaro Martinez, che ad onor del vero avrebbe dovuto essere espulso 20′ prima, per via di una gomitata volontaria a Rafa Marin dopo aver già ricevuto un giallo per proteste.
Sul gol del “Toro”, servito sotto misura da Thuram al termine di una mischia furibonda, pesa però un altro errore gravissimo di Lucca, che in anticipo sul pallone vagante ha provato a proteggerlo favorendo un’impossibile uscita di Meret invece di spazzarlo fuori dallo stadio, come qualsiasi altro essere mediamente senziente avrebbe fatto.
Un’autentica beffa, dunque, ma soprattutto la seconda sconfitta (consecutiva) nelle prime 3 partite di campionato, che allontana il Napoli dal vertice alla vigilia di una sfida ancora più proibitiva, ovvero l’esordio di stasera (ore 21) al “Maradona” in Champions League contro i Vice Campioni d’Europa dell’Arsenal.
Il tecnico livornese potrebbe rimescolare le carte sia in attacco, con Lang o Neres, che a centrocampo, dove potrebbe partire per la prima volta dall’inizio De Bruyne al posto di uno tra Anguissa e Vergara.
Gli azzurri hanno affrontato i “Gunners” a Fuorigrotta due volte, e anche se è arrivata una vittoria per parte, in entrambi i casi il finale è stato amaro per loro: il 18 Aprile 2019 infatti la punizione di Lacazette sancì l’eliminazione della squadra di Ancelotti dai quarti di Europa League dopo il 2-0 degli inglesi all’andata, ma ancora più atroce fu la beffa che si consumò l’11 Dicembre 2013.
Quella sera infatti, nell’ultima giornata della fase a gironi di Champions League, i partenopei di Benitez vinsero 2-0 grazie alle reti di Higuain e Callejon, ma finirono terzi nel loro raggruppamento gli stessi 12 punti in classifica dei londinesi e del Borussia Dortmund per via di un gol subìto in più negli scontri diretti con le altre due squadre.
Le lacrime del “Pipita”, diventato qualche anno dopo un odiato traditore, sono ancora impresse nella mente dei tifosi azzurri, specialmente dopo aver vissuto a San Siro un’altra notte altrettanto beffarda.
Chissà che nella serata più difficile, Allegri e i suoi non riescano un’impresa che potrebbe far cambiare il corso di una stagione che, dopo appena 3 partite, appare già partita sotto i peggiori auspici.







