Trama: Si fa chiamare Neve. Il suo nome è una promessa di purezza impossibile in un mondo che la graffia e la trasforma. Vive in una Roma ribaltata, tra strip club e case popolari, tra droga e relazioni tossiche, con un desiderio bruciante: essere amata, essere un’altra. Poi incontra Loris, il ragazzo dagli occhi di colori diversi, l’unico che la vede davvero. Lui la stringe e la ferisce, lividi e promesse, baci e sputi. E mentre si perdono l’una nell’altro, il loro rapporto diventa per Neve una prigione da cui è impossibile fuggire.
Con una scrittura cruda e poetica, elettrica e senza filtri, Yasmin Incretolli scrive una novella che è un grido, un vortice di desiderio e annientamento, una storia d’amore che brucia e lascia cicatrici. Bellissima è un viaggio senza ritorno dentro la dipendenza più devastante di tutte.
Pidgin edizioni
Recensione: Una novella, un libro breve, ma tutt’altro che leggero: una di quelle letture che non chiedono permesso, entrano con forza e lasciano addosso una sensazione difficile da scrollare via. È un romanzo intenso, ruvido, magnetico, costruito intorno a una protagonista fragile e insieme potentissima, Neve, figura sospesa tra desiderio di amore, bisogno di riconoscimento e continua esposizione alla ferita.
Il merito maggiore del libro sta nella sua scrittura: Yasmin Incretolli ha una lingua viva, tagliente, fisica. Non racconta semplicemente il dolore, lo fa percepire. Ogni pagina sembra attraversata da una tensione emotiva costante, da una specie di elettricità narrativa che rende impossibile restare indifferenti. La sua prosa è cruda, ma mai gratuita; poetica, ma mai decorativa. Riesce a dare forma a un mondo marginale e sporco senza trasformarlo in spettacolo, mantenendo sempre al centro l’umanità dei personaggi.
“Bellissima” è soprattutto un romanzo sulla dipendenza affettiva, sull’amore quando smette di essere salvezza e diventa gabbia, sull’illusione devastante di essere visti davvero solo da chi, nello stesso tempo, ci ferisce. Il rapporto tra Neve e Loris è raccontato con una lucidità dolorosa: non viene addolcito, non viene moralizzato, non viene spiegato con formule semplici. È proprio questa assenza di consolazione a rendere il libro così efficace.
Pur nella sua brevità, il romanzo ha una densità rara. Ogni scena sembra necessaria, ogni immagine resta impressa. Incretolli non cerca una bellezza rassicurante, ma una bellezza disturbante, viva, piena di crepe. Ed è forse qui che il titolo trova il suo significato più profondo: “Bellissima” non è una storia “bella” nel senso convenzionale del termine, ma è bellissima perché autentica, feroce, vulnerabile, capace di guardare senza paura dentro ciò che spesso preferiamo non vedere.
Un libro potente, doloroso e necessario, consigliato a chi cerca una narrativa contemporanea coraggiosa, capace di ferire e illuminare nello stesso movimento.
Yasmin Incretolli è stata nella rosa dei vincitori del Premio Italo Calvino. Ha pubblicato Mescolo tutto (Tunué) e altri racconti per diverse case editrici. Ha scritto sul Corriere della Sera, L’indice dei Libri del Mese, Nazione Indiana, Il Libraio e L’Indiscreto.


