“BERLINO 1989-FRAMMENTI DI MURO-PERSONE”.

Efficacia, immediatezza, sogni, speranze, narrazione e storia. E’ su questi termini che si sviluppa l’interessante mostra fotografica intitolata “Berlino 1989- Frammenti di Muro-Persone”, di Luciano Ferrara (1950), allestita nella Cappella Palatina del Maschio Angioino, a Napoli, fino al 1 dicembre 2019. Fotografo freelance, acuto osservatore della realtà, dei cambiamenti sociali, dei lavoratori, delle fabbriche e delle lotte, emerge dai suoi scatti una visione antropocentrica del mondo circostante, attraverso un uso sapiente del medium fotografico e una spiccata sensibilità emotiva e visiva. Artefice di numerosi reportage, dai “femminielli” agli studenti, dai no-global agli eventi di caratura internazionale, Ferrara si distingue per la sua visione cosmopolita della realtà, senza nessuna base pregiudiziale.

I suoi reportage non sono dei semplici storytelling, ma l’esito di un approccio multidisciplinare che racchiude la psicologia, la politica, la filosofia, la sociologia e la storiografia, in cui non manca la componente documentaria. In effetti, il  suo modus operandi  rimanda ad una ricostruzione  degli eventi storici attraverso una sequenza cronologica descritta in modo obiettivo e con metodo scientifico, come Erodoto e Tucidide nell’antica Grecia. Questa straordinaria capacità di sintesi è visibile negli scatti realizzati nell’anno della caduta del Muro di Berlino del 1989, in cui “attualizza” un evento del passato, lanciando un monito verso l’attuale società e sistema politico, dove è evidente la propensione alla costruzione di nuove barriere per controllare i confini nazionali. A distanza di trenta anni, le singole istantanee riportano in auge intense emozioni, si ripensa al senso e al significato di quell’evento, e alla sua valenza storica, politica, economica e sociale. Sono immagini impattanti, volti trasfigurati dallo stupore e dalla gioia, persone che non si conoscevano unite in un appassionato abbraccio, cortei di utilitarie, manifestazioni di giubilo di persone coraggiose che si arrampicarono sul muro, tutti ripetevano una sola parola: “INCREDIBILE”.

Emerge dall’osservazione delle fotografie una perfetta simbiosi di etica ed estetica, in cui la componente emozionale e morale trova una corrispondenza visiva nelle reazioni dei berlinesi: spontanea, pura e immediata. Ferrara è un testimone oculare: è il tramite per conoscere una realtà immaginata ma non rivelata, dell’interno proiettato all’esterno, di un microcosmo di cui si conosceva l’esistenza ma non l’essenza. Con il suo obiettivo analogico documentò quell’evento epocale, immortalando non solo il popolo tedesco, ma anche il simbolo di quella scellerata divisione: il MURO. Una cortina di ferro, una barriera visiva e psicologica, divisione tra Est ed Ovest, separazione di due correnti politiche opposte: l’Occidente liberista e l’Oriente comunista.

E’ una continua narrazione per immagini che focalizza l’attenzione anche su un aspetto meno noto, quello di un popolo provato, del gesto elegiaco emanato dai soggetti quanto dal modo in cui vengono rappresentati. Gruppi di madri con bambini, scene di passione, masse in movimento, raccontano la Storia che Ferrara mostra con la passione di uno storico, di un documentarista, con cura dei dettagli e obiettività. Riconquistare la libertà, vincere la paura, smantellare il muro, sono certezze e consapevolezze per affrontare di nuovo la vita. Esistenza che negli anni precedenti è stata pagata a caro prezzo da coloro che hanno tentato di oltrepassare la cortina di ferro. Questo reportage di raffinata bellezza è un vero e proprio “manifesto” verso l’umanità, una testimonianza e una esortazione affinchè si possa costruire un futuro migliore, una società civile nel rispetto delle culture, delle diversità, delle religioni e delle razze.

La mostra coinvolge il pubblico in un viaggio a ritroso, si avvale delle immagini per ricostruire la Storia, le emozioni e le difficoltà della società di quegli anni, è l’esempio lampante di un “eterno ritorno” che si ritrova nelle concezioni del tempo ciclico di Friedrich Nietzsche.  Il messaggio di Ferrara è di grande valore e si rivolge soprattutto alle nuove generazioni. Non a caso, interessante è la scelta di realizzare la copertina del catalogo con una grafica che rievoca il diario delle scuole elementari tedesche ai tempi del Muro. Un diario (catalogo) tutto da leggere e da scoprire.

 

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Biografia Luca Del Core

Luca Del Core
Ha scritto per alcune riviste di settore, tra cui "Arskey Magazine" e per alcune delle quali è ancora redattore, "Artslife" e "Art a part of cult(ure)". L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. (Paul Klee)

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