Oggi siamo lieti di avere con noi Cristina Donadio, una delle attrici più talentuose e poliedriche del panorama italiano, conosciuta soprattutto per il suo ruolo di Chanel nella serie televisiva Gomorra. Un personaggio che ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei telespettatori grazie alla sua intensità e complessità. Ma Cristina non è solo la “Chanel” della serie cult, è anche una professionista del teatro, dove ha portato avanti una carriera che unisce la passione per la recitazione e l’impegno per il teatro di qualità.
Con una carriera che spazia dal piccolo schermo alla scena teatrale, Cristina ci parlerà oggi delle sue esperienze più significative, delle sfide che ha affrontato e delle sue visioni artistiche.
Cristina, qual è stata la scena più difficile da girare in Gomorra?
Sai, a quasi dieci anni di distanza è difficile da ricordare, direi che sono state tutte meravigliose e tutte complicate. Io non è che interpretavo Chanel, per il mio modo di esser attrice, io ero Chanel, quindi non ci poteva essere nessuna difficoltà. Era la mia vita, il mio modo di pensare.

Ti aspettavi un riscontro internazionale così vasto?
Non ci si aspetta mai una cosa del genere. E poi mi rammaricano tutte le polemiche che ci sono state talmente stupide, come se una serie potesse influenzare davvero la vita di una persona. Quando qualcuno scende in campo per fare il delinquente è una scelta ponderata, mica nasce da un serie. Sarebbe compito della scuola, della famiglia educare al giusto. Le serie raccontano storie e basta. E anche questa storia che Gomorra dava una brutta immagine di Napoli, mi sembra strana perché allora non dovrebbero esistere film come Il Padrino o film sulla mafia russa; allora Don Matteo dovrebbe far diventare tutti più buoni?
Hai già visto tute le puntate di Gomorra-le Origini?
No solo le prime due, le altre me le voglio godere con calma come una qualsiasi spettatrice. Annalisa (Chanel da giovane n.d.r.) appena appare nella seconda puntata. Vedo nello sguardo di Fabiola Balestriere un’ottima attrice, e vedo nel suo sguardo quello che poi diventerà la Chanel adulta.

