LGBT – Senza Linea https://www.senzalinea.it/giornale Napoli e dintorni Fri, 31 Jul 2020 04:29:09 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Le Peggiori canzoni omofobe https://www.senzalinea.it/giornale/le-peggiori-canzoni-omofobe/ Fri, 31 Jul 2020 04:29:09 +0000 https://www.senzalinea.it/giornale/?p=86323 A volte il mondo LGBT è visto come una “moda” da sfruttare da chi vuole farsi pubblicità ed apparire politicamente corretto.

Data per scontata la sacralità della libertà di espressione di un artista, a mio parere, i cantanti dovrebbero sfruttare il loro potere mediatico per combattere e non alimentare qualsiasi tipo di discriminazione o forme di bullismo nei confronti di qualsiasi categoria.

Canzoni carine ma rovinate da versi gay inascoltabili e pezzi decisamente omofobi.

Discorso a parte per la scena Trap (dove sembra che se non insulti qualcuno non vali nulla).

Povia, da cantante divertente con I bambini fanno oh, e Vorrei avere il becco, si è trasformato in una specie di omofobo ad uso e consumo del web. La canzone Luca era gay è stata contestata prima, dopo e durante il Festival di Sanremo in cui fu presentata. Due sono le cose, o Luca non è mai stato gay oppure lui racconta stupidaggini che alimentano le perentorie teorie di un ritorno all’eterosessualità. La canzone è un involucro di luoghi comuni fantasiosi che rafforzano le false speranze di chi non vuole essere semplicemente se stesso.

Passiamo a Fedez, un Fedez giovane, prima di diventare il Signor Ferragni. “Mi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing. Ora so che ha mangiato più wurstel che crauti” in Tutto il Contrario. Dopo le accuse di omofobia da parte del ben più noto Ferro Tiziano, Fedez si è ribellato, ed in un certo modo si è scusato per la suddetta  frase. Ha proposto proprio a Tiziano di lanciare un‘ iniziativa contro l’omofobia”.

Sizzla, cantante reggae, giamaicano di nascita. Forse è uno dei peggiori. Talmente gravi le sue espressioni contro i gay che nel 2016 gli fecero saltare il concerto al Raggae Geel. E non è stata l’unica volta, anche il Just Music Festival annullò un suo concerto a Roma dopo le insistenti proteste da parte del mondo LGBT. I testi incriminati a prova della sua violenta omofobia: “Venite fuori! Il sangue dei froci scorrerà! Verrete bruciati!’. Infine, he he, Noi non ci uniamo a loro. Noi non facciamo sesso con loro, Uccidiamo i froci e lasciamo che ritrovino i loro corpi”. Capite? La violenza di questo pseudo uomo va oltre una singola rima che viene utilizzata da un ragazzino (vedi Fedez) per fare sensazionalismo.

Irama, prodotto D.O.C. De Filippi Maria nel brano Stanotte vuole, testualmente, “fare a pugni con quel trans.” Accusato di omofobia da un‘inviperita Vladimir Luxuria e da Manila Gorio, che afferma di essere lei la trans della canzone.

Ha poi replicato, senza scusarsi davvero e parlando di esser bersagliato e non compreso.

C’è davvero qualcuno che si “gasa”a cantare versi omofobi? Il cantante bello e maledetto deve essere per forza politicamente scorretto?

Sembrano progetti volutamente omofobi, sapendo di generare una qualche reazione o sperando che ci sia.

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Prosegue (e cresce) la mostra “Pride by your side” https://www.senzalinea.it/giornale/prosegue-e-cresce-la-mostra-pride-by-your-side/ Fri, 24 Jul 2020 14:31:43 +0000 https://www.senzalinea.it/giornale/?p=86066 Prosegue, sino al 20 settembre , la collettiva “Pride by your side”, organizzata dal gallerista Francesco Maria Boni

Prosegue, e cresce, “Pride by your side”: diventano 30 gli artisti, 210 le opere. In mostra l’amore LGBT+, tra corpi e passioni

Trenta artisti a confronto per raccontare l’amore e il mondo LGBTQI+, tra pittura e fotografia, street art e illustrazione. I ricavati della galleria saranno devoluti a due associazioni LGBT italiane: Casa Famiglia Refuge LGBT e Plus – Persone LGBT+ sieropositive.

Una mostra online per raccontare l’amore LGBT+, sia fisico che spirituale, attraverso l’arte: prosegue sino al 20 settembre la collettiva “Pride by your side”, all’interno di Artspace, spazio che la galleria online FMB Art Gallery di Francesco Maria Boni (www.fmbartgallery.com) dedica agli eventi speciali. L’esposizione, partita il 20 giugno con diciannove artisti e più di cento opere, è cresciuta ulteriormente: sono trenta gli artisti ora in mostra, italiani e con “incursioni importanti” da Spagna, Israele, Russia, Giappone e Inghilterra. Circa duecentodieci, invece, le opere presenti, tra fotografia e pittura, street art e illustrazione. I ricavati della galleria saranno devoluti a due associazioni LGBT italiane: Casa Famiglia Refuge LGBT e Plus – Persone LGBT+ sieropositive.

L’EVENTO COME UN’ONDA PRIDE – Il tema del progetto “Pride by your side” riguarda il mondo LGBT e punta a mettere in evidenza l’orgoglio della diversità di ogni singolo individuo che si manifesta nel rapporto intimo che ha non solo con se stesso, ma anche con il mondo esterno con il quale si relaziona. Le opere raccontano orgoglio, identità, unicità, sesso e sessualità. Un viaggio alla scoperta del proprio io, un percorso per riscoprire l’amore e il sesso come espressione del proprio essere.

GLI ARTISTI IN MOSTRA – L’elenco completo degli artisti, in ordine alfabetico: Connor Addison, Emiliano Alfonsi, Alberto Alicata, Alessia Babrow, Thomas Bires, Keith Buswell, Cinzia Carbonelli e Adriana Seganti, Lidia Cestari, Stefano Cipollari, Stefano Coviello, Bianca Demo, Yasmine Elgamal, Yisrael Dror Hemed, Salvador Manzano Carabante, Ernesto Notarantonio, Gonzalo Orquin, Stefano Pallara, Grigorii Pavlychev, Massimo Perna, Nadir Pecvik, Paola Di Valentini, Paolo Pilotti, Irene Poli, Stefano Regondi, Francesco Ruspoli, Kou Shou, Fabio Turri, Marko Tubic, Alberto Torres Hernandez, Richard Wallace.

“Penso che il nudo sia sempre rivoluzionario – spiega Francesco Maria Boni, ideatore dell’iniziativa – perché espone la parte più intima e vera di ognuno di noi. Un corpo nudo non ha barriere né sovrastrutture. Semplicemente è quel che si vede, nel bene e nel male, nel bello o nel brutto. Ed è proprio questa la sua forza: mostrare la propria verità con orgoglio e coraggio senza timore del giudizio altrui. Compito dell’artista è prendere in consegna quel corpo, con la sua storia annessa, e riuscirla a raccontare dando valore all’intimo umano, reinterpretandolo con i propri strumenti. Per mostrare quello che si cela dietro una forma, una posa, una staticità apparente. Nella ‘banalità’ dell’essere, noi siamo i nostri corpi”. 

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La favola nera di Valentina Ok https://www.senzalinea.it/giornale/la-favola-nera-di-valentina-ok/ Thu, 23 Jul 2020 04:14:10 +0000 https://www.senzalinea.it/giornale/?p=85831 Questa era la favola di un bambino speciale.

Questa è stata la favola di un bambino che vuole diventare una cantante… e ci riesce.

Cresce diverso ma uguale agli altri, avvolto dall’affetto dei genitori e di una miriade di fratelli, era l’ultima di ben nove figli. La famiglia sa perfettamente che Ciro è un figlio speciale e, a differenza di ciò che spesso succede lui è supportato da tutti nella sua inevitabile transizione da crisalide a farfalla.

E Ciro lascia il posto a Valentina.

Valentina, la cantante neomelodica transessuale.

“Ok” è il titolo del suo più grande successo, che le fa da cognome artistico. Tormentone cantato da tutti, a partire dai bambini.

Un po prima di Vladimir Luxuria sugli schermi televisivi a sdoganare i transessuali c’era stata lei, fenomeno nazional popolare “made in Napoli”.

La strada è in salita, inizia con un programma televisivo locale (io lo guardavo sempre) dove il pubblico telefonava, salutava, lasciava dediche e si cantava rigorosamente dal vivo.

A volte volavano insulti omofobi glissati intelligentemente da lei. Spesso silurava l’ignoranza di questi interlocutori anonimi asfaltandoli con una semplice frase:

                  “Una trans in televisione fa molto rumore

Era vero!

Ma il “rumore” che la gente preferiva  udire era la sua potente voce che ben presto valica i confini campani.

Tv, programmi pomeridiani in rai, concerti. Arriva il successo, quello nazionale.

Culmine un cameo nel film Passione di John Turturro. Ed una divertente parodia di Rosalia Porcaro.

Valentina ha tanti progetti, ha realizzato il suo sogno, ma un giorno, quando sembra che abbia tutta la vita davanti, le cose cambiano.

Si ammala di cancro al fegato, subito annulla tutti gli impegni lavorativi, la partecipazione al film di Turturro, è un ottimo trampolino di lancio, ma la salute ha la priorità.

Dal momento in cui ha saputo di essere malata decide di calare il sipario.

La situazione peggiora, ma sono in pochi a sapere realmente come stanno le cose. I ricoveri si moltiplicano ed un giorno di metà settembre del 2014 ci lascia per sempre.

Aveva solo 46 anni.

Fine della favola!

Mi ha colpito molto la dichiarazione rilasciata da una sua amica, la signora Rossana Russomanno che ha condiviso con lei alcuni giorni di ricovero.

Ci siamo conosciute in ospedale, ero ricoverata per dei problemi miei. Un infermiere entrò nel reparto e disse ‘c’è Valentina, la famosa cantante, che è ricoverata qui e nessuno la vuole in camera’. Io dissi: ‘fatela venire qua, la voglio io, Valentina, sarei contenta, anzi, orgogliosa, di averla in camera con me’. Da lì in poi lei mi fu molto grata, passammo tutto il periodo in ospedale sempre insieme, al punto che quando fu il momento di essere dimesse io uscii un giorno prima e lei mi scrisse un messaggio: ‘Rossana mi manchi!’. (Fonte vice.com orrore a 33 giri).

Molti artisti omaggiano il feretro di una donna buona, solare, che è riuscita a realizzare i suoi sogni ma non ha avuto il tempo di goderseli.

Ha perso contro il male ma ha vinto su tanti pregiudizi.

Icona gay della mia città.

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Il mio amico Pansessuale https://www.senzalinea.it/giornale/il-mio-amico-pansessuale/ Thu, 16 Jul 2020 04:33:02 +0000 https://www.senzalinea.it/giornale/?p=85277 La pansessualità (dall’aggettivo greco πας,πάσα,παν, “tutto”) è un orientamento sessuale che indica l’attrazione di una persona verso un individuo; questa attrazione non dà importanza al genere dell’individuo, bensì al suo modo di essere, alla sua personalità. Questo include maschi e femmine. Nel fattore “sessualità” si tiene conto dei fattori visivi (preferenze personali non incluse) che possono portare ad un’attrazione romantica o sessuale verso una persona. (wikipedia)

I modi di essere delle persone sono tanti e tutti diversi. I gusti sessuali e gli orientamenti sono molteplici e le infinitesimali sfumature tra l’uno e l’altro fanno una grande differenza. Ad ognuno la sua libera scelta.

Io ho un amico pansessuale, l’ho chiamato e abbiamo fatto una chiacchierata su un argomento di cui si parla poco. E’ facile giudicare e lo è ancora di più equivocare quando non si hanno le informazioni esatte.

Come hai fatto a capire di essere pansessuale?

Agli inizi credevo di essere semplicemente gay, ero attratto dagli uomini e la mia prima relazione virtuale era stata appunto con un ragazzo…Dopo essermi iscritto al gruppo di Arcigay Vicenza ho iniziato a conoscere altre realtà oltre alla mia…bisex, lesbica, transgender…e ad interessarmi anche a queste… Fatto sta che dopo aver partecipato al Pride 2018 di Trento e Padova un ragazzo MtF (indica una persona che effettua una transizione con il suo corpo da maschio a femmina) bisex inizia a chattare con me e dopo poco tempo decidiamo di provare a stare insieme..Oggi lei è la mia fidanzata! Tutto questo mi ha fatto capire che il mio interesse non si basa sul sesso biologico o identità di genere dell’individuo con cui instauro la relazione ma con le emozioni/sensazioni che mi trasmette e da questo ho capito che non sono solo gay ma pansessuale. 

Come vivono i tuoi partner la tua condizione?

Come ho detto ho una fidanzata MtF bisex e a breve intraprenderemo una relazione a tre con un ragazzo.

Hai approfondito l’argomento con qualche studio?

No!

Ti capita di essere attratto/innamorato solo dalla personalità, senza aver bisogno di fare sesso?

A me capita di innamorarmi più della personalità, del carattere della persona… All’ inizio della relazione con lei le persone mi chiedevano come sarei riuscito ad amarla se avesse fatto degli interventi per avvicinarsi all’immagine femminile e io rispondevo che mi ero innamorato della persona spirituale e non fisica…Per me il sesso non è fondamentale ma se c’è ben venga…per me è un modo in più per stare in contatto e dimostrare il proprio amore.

Come si fa a capire che pansessuale non coincide con promiscuo o libertino?

Non so, credo ogni persona decida da se come vuole vivere il proprio orientamento sessuale. Io comunque non lego il termine pansessuale a libertino o promiscuo e non capisco il perché molti lo facciano, come lo stesso con il termine poliamoroso. Per me il termine pansessuale descrive una persona che non ha un gusto sessuale e o di identità di genere definita. 

Cosa ti attrae di una persona?

Alla prima occhiata sicuramente il viso, l’espressione facciale e del corpo, i modi di fare…e poi l’aspetto fisico in generale…ma profondamente il carattere, il modo di pensare, le sensazioni e le emozioni che mi trasmette…

Secondo te è un modo di essere ancora  non compreso?

Si, più che non compreso, direi sconosciuto e per questo, come tutte le cose che non si conosco, è oggetto di facili giudizi.

Fai parte di qualche gruppo dedicato?

No, ma faccio parte di Arcigay Giovani Vicenza.

 Hai subito atti di bullismo?

Le solita cose…soprattutto qualche attacco verbale o indiretto come post sui social o altro… Non ho mai subito fino ad ora attacchi fisici per mia fortuna.

Immensamente grazie

A te caro.

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Kyary Pamyu Pamyu, la Lady Gaga giapponese. https://www.senzalinea.it/giornale/kyary-pamyu-pamyu-la-lady-gaga-giapponese/ Thu, 09 Jul 2020 04:32:10 +0000 https://www.senzalinea.it/giornale/?p=84751 Ho iniziato a credere che fosse umana solo quando ho visto i suoi live, altrimenti, dalle foto e dai video sarei rimasto dell’idea che Kyary fosse un personaggio manga creato ad arte da quei geni dei giapponesi. Invece, lei, cantante famosissima in Giappone, esiste davvero.

Esponente del J-pop, paragonata sempre più spesso a Lady Gaga per estro e trasformismo.

Pioggia di fiocchetti colorati, trucco da tecno geisha, abiti in stile urban ma di matrice tradizionale, parrucche che sfidano la legge di gravità. Kyary fa impazzire il mondo.

In massima parte amata da gay e bambini, che sono poi gli ascoltatori più difficili da conquistare e quelli più critici. Spesso le due fasce di utenza si intersecano a salutare i propri miti vedi Cristina D’avena o la stessa Lady Gaga.

Kyary Pamyu Pamyu è l’originale nome d’arte scelto da Kiriko Takemura, nata a Tokyo ventisette anni fa, ma ne dimostra al massimo quindici. Potere del Sol levante.

Ha iniziato come modella nel suo paese, fino ad arrivare a posare per Elle, la nota rivista francese. Bella, esile e mai fuori posto. Modi educati, vocina infantile, sorride sempre portandosi la manina alla bocca. Sexy senza esserlo davvero, ma consapevole di suscitare pensieri pruriginosi. Che poi è il fascino delle creature giapponesi, la finta innocenza.

Kyary è diventata una nuova icona gay. Grazie al suo singolo più famoso Pon Pon Pon  pietra miliare del concetto Kawai, di cui lei è la portabandiera.

“Kawai”concetto adorato dai gay in modo consapevole e dai bambini in modo spontaneo in quanto volutamente infantile e sfizioso, è un aggettivo giapponese che definisce un modo di essere carino, fanciullesco, colorato, grazioso, come i pupazzetti di peluche, o le sorpresine degli ovetti Kinder. Puro, infantile, intoccabile eppure tangibile. In Giappone spopola e non solo tra i giovani. Vedi Hello Kitty, noto simbolo nipponico amato da tutti.

Dopo Pon Pon Pon, video in cui la si vede immersa in un mondo di pupazzetti innocenti, in una casa dai colori accesi, arrivano i primi dischi di successo, Pamyu pamyu revolution, Nanda Collection, una biografia, a soli venti anni, titolo Oh my God, e numerose collaborazioni musicali.

Un difetto  che è anche un pregio: Non incide in inglese, è una delle poche cantanti giapponesi che è riuscita a farsi conoscere in America e in Europa nonostante resti un prodotto, per immagine, suoni e cultura strettamente giapponese.

I gay la eleggono a proprio mito, e lei quest’estate avrebbe dovuto esibirsi in alcuni club gay a San Francisco, cosa che in Giappone ha fatto spesso.

Intanto non si ferma, e da poco ha pubblicato un nuovo singolo, Kamaitachi. Nuovo album in arrivo? Staremo a vedere.

L’ultimo album si intitola Japamyu, uscito nel 2018.

Kyary è la popstar del futuro.

Ed esiste davvero.

Giuro!

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Là Regina Jessica D.Q. https://www.senzalinea.it/giornale/la-regina-jessica-d-q/ Thu, 02 Jul 2020 04:37:42 +0000 https://www.senzalinea.it/giornale/?p=84225 Questo mese per la serie Drag Zone ho l’onore di ospitare nella mia rubricona, lei, Là Regina Jessica D.Q.. La Drag curvy di Latina, città che ha dato i natali a Tiziano Ferro e a Manuelona Arcuri, la ragazzona della porta accanto con il cuore di panna, che ti viene a bussare nel cuore della notte per chiederti una bustina di lievito madre(h) in prestito.

Lei è così come appare: divertente, tagliente. Sincera!

Abbiamo chiacchierato liberamente sulla questione del body shaming  e sulla sua vita.

Diamo il benvenuto a questa giunonica artista…

Ciao bella, mi dici come mai hai scelto questo nome?

Il mio nome è frutto di un’elaborazione finalizzata a raggiungere quello attuale ossia: Regina Jessica. Occorreva che trovassi un nome composto “Regina” per dare quel tocco di eleganza e regalità proprie di una Drag Queen di valore, “Jessica” invece fa riferimento alla prosperosa ed intrigante Jessica Rabbit

 Il rito del trucco, come procedi?… Quanto tempo ci impieghi?

Ogni Drag Queen ha i suoi tempi secondo la precisione ed il carico di cosmetici da utilizzare. Per quanto mi riguarda il mio tempo varia dalle 2 alle 3 ore. Per preparare il viso (dopo aver rasato bene la barba ed essermi idratato) si stende in modo compatto un buon fondotinta. Con la polvere di riso si fissa il tutto e si procede con una terra adeguata a fare il “counturing” che sarebbe l’ombra per mettere in risalto il naso, gli zigomi, il mento e sottomento. A questo punto si può passare ad illuminare la fronte, la parte superiore degli zigomi e il profilo naso. Per quanto riguarda gli occhi si procede ad un buon Smokey eyes passando del bianco sotto le sopracciglia e con una matita adeguata si rinforzano le stesse e si passa una buona linea di eyeliner. All’occorrenza va applicata della porporina nella parte superiore dell’occhio. Dopo aver applicato il fard sotto lo zigomo superiore si passa al rossetto. Se occorre vanno applicate le ciglia finte. Dopo aver spruzzato del fissatore siamo pronti per il vestiario.

Sei curvy, come la Barbie New Generation, segui un regime alimentare particolare?

No assolutamente, anche perché non soffro di nessun complesso e mi piaccio così come sono.

Mai subito body shaming?

Si, però gli ho dato poco peso perché erano situazioni ironiche.

 Un consiglio a chi ha qualche chilo in più e vive di complessi ,vuoi darlo?

Se si vive di complessi oltre a consigliare un buon nutrizionista, consiglio anche di andare in palestra. In breve tempo il problema si risolverà.

Platinette fa spesso delle dichiarazioni un filino omofobe, spesso dice che in tv c’è troppo LGBT (omosex che litigano nei programmi) cosa ne pensi?

Io non credo che ci sia troppo “LGBT” in TV, il problema è proprio la TV che cerca tante situazioni estreme e spesso caricaturali per fare audience. In realtà il mondo LGBT non ha bisogno di fare apparire delle macchiette per rappresentarsi poiché già sta combattendo da molti anni per farsi accettare civilmente e spero presto ci sia una legge CONTRO L’ OMOFOBIA.

 In abiti civili la gente ti riconosce?

Dipende da quanto mi conoscono.

Il tuo ideale di uomo?

Certo che se parliamo di Principe Azzurro dovrei dirti alto, biondo, occhi azzurri ma la realtà ci insegna che la persona giusta per noi prescinde dall’età, dall’altezza, dal peso ecc. ecc. Alla fine la persona di cui ci innamoriamo non corrisponde quasi mai ad un modello di Vogue.

Se tu avessi la bacchetta magica dell’egoismo universale, quale desiderio esaudiresti solo per te stessa?

Cosa vorrei io? Che non esistessero l’egoismo e le invidie.

Mi saluti i lettori della rubrica dell’angolo della pecora rosa…

Un saluto a tutti i lettori dell’angolo della pecora rosa e a tutte le colleghe Drag Queen italiane da Là Regina Jessica. Vorrei concludere con una frase di Zia Gloria Burning: “Non esiste l’impossibile, esiste l’insolito”. Bacioni a tutti.

Che dire? Lei non si fa mancare nulla ed è se stessa.  Che poi, vivere bene nel proprio corpo non è la cosa più bella del mondo?

Ammirandola ti viene fame di divertimento, lietezza e cose buone!

Bon appétit!

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A Napoli l’onda Arcobaleno colora Piazza Plebiscito https://www.senzalinea.it/giornale/a-napolui-londa-arcobaleno-colora-piazza-plebiscito/ Sun, 28 Jun 2020 05:08:19 +0000 https://www.senzalinea.it/giornale/?p=84051 Nonostante le problematiche legate alla pandemia da Covid-19, anche quest’anno si è svolto il Pride a Napoli, senza la classica parata e marcia da Piazza Dante al Lungomare, l’onda arcobaleno ha colorato Piazza del Plebiscito, in un flasmob colorato nel massimo rispetto del distanziamento. Lo slogan di quest’anno è stato “Napoli è mille culture” riescheggiando le parole di Pino Daniele ed è da sottolinerare che a differenza degli altri anni, quello di ieri è stato il primo Pride in Italia dopo il lockdown, ed è stato dedicato alla giovane Sarah Hijazi, che il 14 Giugno si è tolta la vita in Canada, dopo aver chiesto asilo politico per il suo orientamento sessuale.

Anche con le ristrettezze della situazione, molte sono state le associazioni LGBT che hanno aderito alla manifestazione e molti erano i giovani che hanno raggiunto l’evento esibendosi in una coreografia, appositamente studiata per l’occasione. Antonella Capone, portavoce del Pride 2020 ha esordito dicendo che l’evento è nato ed è stato sviluppato nonostante tutti le difficoltà causate dal Covid, ma era necessario scendere in piazza anche quest’anno, per reclamare i diritti LGBTQI e rimarcare la necessità di una legge contro l’omolesbotransfobia, legge che è già stata depositata in Regione, ma che ancora tarda a partire.

Napoli da oltre vent’anni ospita la marcia per i diritti LGBT e anno dopo anno la manifestazione è cresciuta a dismisura, una reale onda Arcobaleno invade pacificamente strade e piazze, fra canti e balli, una festa che lentamente è diventata una festa di tutti. Anche se ancora c’è tanta strda da fare, Napoli dimostra di essere una città libera e felice, aperta e accogliente. Presenti ieri in piazza anche Alessandro Zan, deputato e firmatario del progetto di legge contro l’omotransfobia e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che come ogni anno, insieme all’ammnistrazione comunale, ha supportato la manifestazione.

L’arrivederci all’anno prossimo è un segno di speranza, affinchè la marcia sia sempre più un momento di liberazione e festa, affinchè i diritti sia uguali per tutti e la fobia omosessuale cessi definitivamente. Perchè odio e paura possono solo distruggere, ma ci sarà sempre un Arcobaleno pronto a colorare il cielo del futuro.

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Miles Striker e la “porno omofobia” ad uso e consumo dei gay https://www.senzalinea.it/giornale/miles-striker-e-la-porno-omofobia-ad-uso-e-consumo-dei-gay/ Thu, 25 Jun 2020 04:29:32 +0000 https://www.senzalinea.it/giornale/?p=83722 Miles Striker è un pornografo, e fin qui nulla di attaccabile. Il mercato del porno è saturo di ogni cosa, ci trovi ogni tipo di perversione.

Attore e produttore dei suoi video (sua la Striker productions) Miles è il fondatore del sito straightgayhumiliation.com, che tradotto significa“etero che umiliano i gay”.

Miles, ragazzotto con il fisico poco allenato, veterano dell’esercito americano, dopo essere stato congedato si è messo a fare porno.

I suoi video sono sia etero che gay, con una matrice comune che è la sottomissione. Passi il mondo etero  (in cui nei video lo stesso Striker “recita” il ruolo passivo -addirittura fa da posacenere ad una donna facendosi cadere la cenere delle sigarette in bocca- mi soffermo sui video gay.

Do un’occhiata al suo sito.

Come prima cosa sulla schermata principale c’è un avviso in cui si specifica che: il linguaggio usato nelle clips non rispecchia le opinioni dell’azienda e dei modelli. Insomma si recita un ruolo, e fin qui c’eravamo arrivati tutti.

I videoclips sono pregni della parola “FAGGOT!” che è il modo più offensivo per definire un gay, equivale al nostro “FROCIO”.

Nei video c’è sempre un giovane minuto, molto femminile, apparentemente indifeso che si contrappone alla durezza fisica di Miles e degli altri attori. Il tema principale di tutti i video è la prevaricazione del maschio etero sul gay fatta con ogni mezzo, sputi, tirate di capelli, violenza verbale, punizioni fisiche.

Tutto lecito, sono attori e magari il pensiero di Striker è davvero diverso rispetto a cosa dice nei film.

Sicuro? A me sorge un dubbio. Magari realizza fantasie o sfoga la sua omofobia (leggasi omosessualità latente) lucrandoci anche con questi video? E’solo una mia opinione!(?)

Striker si definisce etero, ma io dubito sempre di chi, da ”etero”, riesce ad avere rapporti con altri uomini,  utilizzo del viagra o meno.

 

Ma che tipo di clienti cerca dei video del genere?

Davvero c’è fame sessuale di cose del genere? Premesso siamo lontani dal mondo BDSM, questi video sono l’esempio del bullismo a sfondo sessuale che, raccontato in tv, fa orrore a tutti. Però qualcuno questi video li compra e li guarda e….. eccetera, eccetera, eccetera..!

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BDSM Il posacenere umano https://www.senzalinea.it/giornale/bdsm-il-posacenere-umano-2/ Thu, 18 Jun 2020 04:41:38 +0000 https://www.senzalinea.it/giornale/?p=83233 La fantasia umana non conosce limiti.  Questo non è 50 sfumature di grigio, rosso o come volete… è la vita vera. La versione patinata, ad uso e consumo di casalinghe accaldate che cercano un diversivo nel proprio letto, lasciamola al grande schermo.  Lui, Il protagonista di questa intervista, è un comunissimo ragazzo del nord Italia che ha una passione, il BDSM, ancora considerata scandalosa, che lui vive nel suo privato.

Vizio? Passatempo? .. Non sta a me giudicarlo!

Nessuno può farlo!

Il dolore come divertimento, la sottomissione e l’umiliazione concordata come fonte di piacere da entrambi i lati è ancora un tabù? Slave e Master, Padrone e Schiavo. Lui e Lui…

Lui è se stesso, altro che Anastasia & Christian…

SECONDA PARTE

Quali invece eviti?

Evito la violenza. Sangue, segni, pugni e simili. Tollero qualche schiaffo per piacere del padrone ma non sono situazioni che trovo erotiche per nulla.

La “safeword”. Chi la sceglie, come funziona?

In sincerità non avendo mai fatto sessioni che prevedessero violenza, privazione dei sensi e simili non ne ho mai sentito la necessità.

 In che modo provi piacere tu?

Io provo piacere negli insulti e nell’umiliazione, posso anche masturbarmi ma se alla base non ho dei preliminari simili è del tutto privo di intensità. Mi piace molto quando vengo penetrato ed il partner riesce a provocarmi l’orgasmo prostatico. 

Può nascere l’amore in queste sessioni?

Chissà ancora non è successo….forse in un’occasione poteva anche succedere ma sia io che lui in quel momento avevamo già un partner nella vita. Ripensandoci sarebbe stata una bella esperienza. Avrei anche gradito che mi tradisse, sarebbe stato eccitante.

 Il film 50 sfumature….. secondo te è veritiero?

Faccio fatica ad identificarmi perché credo che tra due uomini ci siano meno “cerimonie” e si arrivi prima al dunque. Sinceramente una situazione simile a me avrebbe stancato molto prima di arrivare al suo climax. 

Ti piace usare sex toys?

Non ne sono un grande fan. Non ne ho mai comprati ma ho apprezzato usarne alcuni come manette, plug ecc, è molto interessante la cintura di castità.Ti mette in una situazione di piacevole sudditanza. Il mondo del BDSM è ancora misterioso, nascosto, silenzioso. Ma forse è proprio questo il suo spaventoso fascino, forse 50 sfumature non bastano per tratteggiarlo. Il vero significato di certi atti (arti) lo si trova solo nella testa di chi lo pratica, tutti gli altri sono spettatori.

Ma vi immaginate rendere tutto alla luce del sole? Che noia …

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BDSM Il posacenere umano https://www.senzalinea.it/giornale/bdsm-il-posacenere-umano/ Thu, 11 Jun 2020 04:29:42 +0000 https://www.senzalinea.it/giornale/?p=82618 La fantasia umana non conosce limiti. Questo non è 50 sfumature di grigio, rosso o come volete… è la vita vera. La versione patinata, ad uso e consumo di casalinghe accaldate che cercano un diversivo nel proprio letto, lasciamola al grande schermo. Lui, Il protagonista di questa intervista, è un comunissimo ragazzo del nord Italia che ha una passione, il BDSM, ancora considerata scandalosa, che lui vive nel suo privato.

Vizio? Passatempo? .. Non sta a me giudicarlo!

Nessuno può farlo!

Il dolore come divertimento, la sottomissione e l’umiliazione concordata come fonte di piacere da entrambi i lati è ancora un tabù? Slave e Master, Padrone e Schiavo. Lui e Lui…

Lui è se stesso, altro che Anastasia & Christian…

PRIMA PARTE

Chi è a conoscenza della passione che hai?

Alcuni amici e ovviamente i master con cui sono stato. Alcuni amici lo hanno saputo da me direttamente, mentre un paio abbiamo scoperto che ci conoscevamo allo scambio di foto in una chat. È stato molto divertente. Poi sinceramente non so se a qualcuno sia scappato di raccontare questo segreto. Speriamo di no!

Quanti Master hai? E come li hai conosciuti?

Non ho nessun master fisso, qualcuno che sento un po’ più spesso ma nulla di più. Conosciuti principalmente su internet

Il nomignolo con cui vieni chiamato chi lo decide?

Non ho un vero e proprio nomignolo però in genere ai master piace umiliarmi insultandomi con epiteti tipo: mini-dotato, cesso, “mangia merda”, oltre ai più classici….

Ti sei mai domandato come mai preferisci certe pratiche?

Si qualche volta, ma non gli ho mai dato molta importanza. Ritengo personalmente che siano gusti, nulla di più e forse più diffusi, almeno a livello di fantasie, di quanto crediamo. Una volta chiesi ad uno psicologo se fosse una patologia…mi ha rassicurato, perciò non mi sono fatto altre domande in merito, non che me ne facessi già molte prima.

Hai mai rischiato di farti male?

No perché non amo la violenza, preferisco le situazioni psicologiche e non mi sono mai trovato in una situazione potenzialmente pericolosa dal punto di vista fisico.

Il sesso, (se ce n’è) di quello classico è protetto, o lo decide il master?

Preferisco sia protetto, non voglio “ricordi“ dopo la sessione, ma non sempre capita che si vada nel sesso classico. Anzi il più delle volte non succede affatto.

Ti vengono ordinate anche azioni materiali come fare da tavolino umano o posacenere?

Si certo, sono le più comuni. Ho anche fatto lavori domestici, lavato i piatti, stirato, piegato il bucato, pulito il bagno, fatto da posacenere e tavolino. Tutto questo rientra tra le cose più interessanti ed umilianti. Mi è capitato alcune volte di essere messo in ginocchio con la bocca aperta verso l’alto. Il padrone, rilassato e seduto che fumava lasciava cadere la cenere dentro la mia bocca obbligandomi inseguito ad ingoiare tutto. E non mi sono scottato perché nella bocca si forma sempre la saliva che spegne tutto subito e avvolgendo la cenere mi da la capacità di ingoiarla.

 Quali pratiche preferisci subire?

Rischiando di ripetermi preferisco le situazioni che vanno a creare una umiliazione forte, una sottomissione psicologica. Amo molto ad esempio essere usato come wc umano.

Il mondo del BDSM è ancora misterioso, nascosto, silenzioso. Ma forse è proprio questo il suo spaventoso fascino, forse 50 sfumature non bastano per tratteggiarlo. Il vero significato di certi atti (arti) lo si trova solo nella testa di chi lo pratica, tutti gli altri sono spettatori.

Ma vi immaginate rendere tutto alla luce del sole? Che noia …

FINE PRIMA PARTE

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