Stavolta, oltre ai pezzi, il Napoli perde anche i punti, venendo sconfitto a Torino al termine di un’altra prestazione deludente, in linea con quelle viste prima della sosta.
Gli azzurri, costretti in extremis a rinunciare anche a Hojlund e McTominay, hanno ancora una volta approcciato in modo molle e lezioso al match, venendo prima salvati dal palo su un contropiede di Vlasic, e poi puniti dall’ex Simeone, innescato da un goffo retropassaggio di Gilmour e poi freddo nel mettere a sedere tutta la difesa prima di depositare il pallone nella porta sguarnita.
I Campioni d’Itali nel primo tempo sono riusciti a rendersi pericolosi solo con un tiro di De Bruyne mandato miracolosamente in angolo da Coco, e con un liscio di Olivera a pochi passi dalla porta su cross di Di Lorenzo.
Impalpabile, fino a risultare irritante, il “contributo” di Lucca, sicuramente non a suo agio nel ruolo di boa spalle alla porta, ma francamente dotato di mezzi tecnici troppo modesti per poter giocare in ad alti livelli in Serie A: la domanda su cosa abbia visto il Napoli in questo ragazzo, e chi nel club abbia visto qualcosa, per arrivare a spendere quasi 40 milioni, è francamente più che legittima.
Nella ripresa i partenopei hanno provato a spingere, più per demeriti di un Torino chiuso a difesa del risultato, che per propri meriti: sono arrivate comunque un paio di occasioni grazie agli spunti di Spinazzola e del neo-entrato (come al solito tardivamente) Lang, ma prima De Bruyne e poi Elmas hanno sparato alto da ottima posizione.
In pieno recupero il Napoli l’ha anche pareggiata, ma il tap-in di Lang sul clamoroso palo colto da Politano è stato annullato per fuorigioco dell’attaccante olandese.
Su questo offside si sono spente le speranze di rimonta del Napoli, che perde anche la testa della classifica a vantaggio del Milan, restando appaiato alla Roma e all’Inter, vittoriosa nello scontro diretto dell’Olimpico.
L’unica buona notizia è che stasera si torna in campo per la Champions League, dove i partenopei sono attesi da un’altra partita fondamentale ad Eindhoven contro il PSV, dove l’anno scorso era protagonista Lang, che rischia di diventare un’altra vittima eccellente delle scelte di Antonio Conte.
Il tecnico salentino dovrebbe recuperare i due big tenuti fuori con un po’ di presunzione a Torino, oltre a Buongiorno e Politano rientrati già nel finale del match di sabato: resteranno ancora fuori invece Lobotka e Rrahmani, ma l’impressione è che si tornerà al 4-4-2 di inizio stagione, con Spinazzola a sinistra e Gilmour in regia.
L’unico precedente tra le due squadre in terra olandese risale al 4 Ottobre 2012, quando nel match della fase a gironi di Europa League il Napoli di Mazzarri fu preso a pallate al Philips Stadion dai padroni di casa, che si imposero 3-0 grazie alle reti di Lens, Marcelo e di un tale…Dries Mertens, che aveva già fatto male agli azzurri con la maglia dell’Utrecht.
Proprio quella prestazione convinse il club azzurro a puntare sul folletto belga, che avrebbe poi scritto pagine indelebili nella storia del Napoli, di cui è il capocannoniere all-time.
Se la sberla presa dal Milan non è servita, ci si augura che la figuraccia di Torino (terzo k.o. di fila in trasferta tra campionato e Champions) possa far capire a tutti, a partire dall’allenatore, che è il momento di cambiare qualcosa, a partire dai metodi di allenamento per finire alle scelte di formazione ed ai cambi.
Anche i giocatori devono scuotersi dal torpore e riprendere rapidamente una marcia finora troppo lenta: se la Champions resta un’avventura affascinante, lo scudetto va difeso ed onorato, e quanto fatto fino ad oggi non potrà sicuramente bastare.



