Trama: «A letto, mie piccole ranocchie!» annuncia il papà. «Papino, ci racconti una storia facendo il vocione?» chiedono i tre piccoli, prima di addormentarsi. Allora il papà scalda la voce e spegne la luce. «Caspita, che vocione!». Adesso i tre fratellini hanno paura. C’è chi cerca l’orsacchiotto per la nanna, chi va a fare pipì e chi vuole accendere la luce. Il papà troverà una soluzione per rassicurare i suoi tre cuccioli, ma lo attenderà un simpatico scherzetto!
Età consigliata: da 3 anni
Babalibri
Recensione: Che vocione, papà! è un albo illustrato che mi ha colpito per la sua capacità di mescolare dolcezza e ironia. La storia parte da un momento quotidiano molto familiare: l’ora della nanna. Il papà chiama i suoi tre piccoli con la sua voce forte e profonda, e i cuccioli gli chiedono di raccontare una storia “con il vocione”.
All’inizio sembra un gioco divertente, ma quando la voce del papà si fa davvero possente, i piccoli cominciano a spaventarsi: c’è chi cerca la luce accesa, chi corre a prendere l’orsacchiotto e chi trova una scusa per scappare. Proprio in questo alternarsi di risate e paure si crea una dinamica tenera e realistica, che molti bambini (e genitori!) riconosceranno.
Le illustrazioni, semplici ma espressive, accompagnano la vicenda con colori vivaci e linee essenziali che esaltano le emozioni dei personaggi. Il testo, breve e musicale, è ideale per la lettura ad alta voce: il “vocione” diventa quasi un personaggio a sé, capace di far sorridere e, allo stesso tempo, rassicurare.
È un libro perfetto per la sera, perché trasforma un piccolo spavento in un’occasione di coccole e vicinanza. Una storia che fa ridere, rassicura e rende ancora più speciale il legame tra papà e figli.
Jadoul Émile
Nasce nel 1963 ad Avennes, in Belgio. Si forma all’École Supérieure des Arts Saint-Luc di Liegi. Dopo una breve esperienza come colorista di fumetti, capisce che la rigidità delle vignette non fa per lui e che il posto giusto per le sue illustrazioni sono i libri per l’infanzia, nei quali ha la libertà di trasformare continuamente il suo stile. Le sue storie nascono dal disegno, le parole vanno a posarsi sulle immagini. Gli animali che sbucano dal bosco attorno alla sua casa diventano i protagonisti dei suoi albi, realizzati con colori a olio e china, ma anche con l’uso delle dita o le matite colorate. Anche partendo dalla sua esperienza personale, i papà sono al centro della sua opera, e abbattono luoghi comuni e aspettative tradizionali sul loro ruolo in famiglia. Con “Le mani di papà” ha vinto il Premio Nati per Leggere nel 2014.




