La chiesa della Missione ai Vergini (già chiesa di San Vincenzo de’ Paoli del Complesso Monumentale Vincenziano) è un luogo di culto situato nel centro storico di Napoli e precisamente in via Vergini 51, non lontano dal Museo archeologico nazionale.
Nel 1669 arrivarono a Napoli, grazie al cardinale, i padri missionari.
Successivamente nel corso del Settecento, grazie alle donazioni della duchessa di Sant’Elia, Maria Giuseppa de Brandis Staremberg, la Casa della Missione si espanse.
Nel 1724 sotto la supervisione di padre Andrea Garagni furono eseguiti i primi lavori di ampliamento, successivamente i lavori vennero affidati a Luigi Vanvitelli che vi lavorò dal 1753 al 1760. La costruzione del nuovo complesso di matrice vanvitelliana terminò nell’anno 1760.
La facciata della chiesa però venne aggiunta soltanto nel 1788 con il disegno di un architetto ignoto.
L’espansione coinvolse molte proprietà vicine e comportò l’edificazione di nuovi ambienti, tra cui la Sala dell’Assunta, l’Oratorio d’Estate e la chiesa accessibile dall’esterno di San Vincenzo de’ Paoli, nella cui cripta è sepolta Maria Giuseppa von Staremberg, serva di Dio.
Il complesso comprende anche una cappella delle Reliquie, di architettura vanvitelliana, nella quale è custodita la terza ampolla del Del Sangue di San Gennaro e dove è conservato il quadro dell’Anima dannata di scuola fiorentina.
La facciata è stretta fra due palazzi abitativi ed è in stile barocco.
L’interno della chiesa è a pianta centrale con vano centrale coperto da una cupola Dietro l’altare maggiore campeggia il San Vincenzo de’Paoli in gloria di Francesco De Mura.
Nei vari ambienti del complesso si conservano ulteriori opere d’arte di valore, riconducibili ad artisti come : Francesco De Mura, Paolo De Majo, Santolo Cirillo, Giovanni Sarnelli, Giuseppe Aprea.





