A pochi metri da Piazza Dante, lungo Salita Pontecorvo in Napoli, si trova una chiesa gioiello del barocco napoletano: S.Giuseppe a Pontecorvo.
Originariamente il nome della chiesa era San Giuseppe delle Scalze, dal nome dell’ordine monastico di cinque suore che nell’anno 1606 comprarono dal marchese Spinelli, e successivamente vi ebbero i loro officii padri Barnabiti.
Il terremoto del 1980, fece crollare il tetto a capriate trascinando con sé il controsoffitto affrescato, i cui frammenti residui si persero col passare del tempo a causa dell’assenza di una copertura che impedisse l’entrata di pioggia deteriorando irrimediabilmente l’interno. Negli anni novanta finalmente, fu costruito l’attuale tetto a capriate in legno. Tuttavia la chiesa fu depredata di molti arredi sacri e decorazioni, come marmi e balaustre. L’ipogeo è stato profanato.
Attualmente alcune associazioni riescono a tenere aperta la chiesa (che dal terremoto non è mai stata sconsacrata) in modo da poter sfruttare gli ambienti del complesso per attività ludiche e ricreative.
Le condizioni di precarietà e di abbandono in cui per anni è versato l’edificio hanno reso necessario negli scorsi anni il trasferimento di importanti opere d’arte miracolosamente scampate al saccheggio che sono conservate attualmente nel Museo di Capodimonte, come la grande tela di Luca Giordano “La sacra famiglia ha la visione dei simboli della passione. “
Particolarissima è la controfacciata in stucco con grandi arcate contenenti tre grandi statue: quella di San Giuseppe (al centro), Santa Teresa (a sinistra), San Pietro d’Alcantara (a destra) .





