La Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato è situata al centro dell’esedra monumentale di Piazza Mercato, nel cuore storico della città di Napoli, edificata alla fine del XVIII secolo, nell’ambito di una generale risistemazione dell’antico largo del Mercato, su progetto dell’architetto militare Francesco Sicuro.
L’edificio sacro nacque dall’esigenza di ricordare la preesistenza di una cappella intitolata alla Croce, sorta per rievocare il luogo dove era stato decapitato nel 1268 per volontà di Carlo I d’Angiò il giovane Corradino di Svevia, erede dell’Impero di Federico II, e di una piccola chiesa che celebrava le tante anime del purgatorio, circa 47.000, morte durante la peste del 1656 e i cui corpi erano custoditi in quattro fosse comuni, proprio nella piazza.
La chiesa, parte integrante del progetto, venne realizzata a croce greca, con una simmetrica facciata a due ordini, con le statue dei SS. Pietro e Paolo e Eligio e Gennaro e con una leggera cupola, ricoperta, secondo la moda del tempo, da embrici colorati
All’ingresso, sul lato sinistro, troviamo la colonna di porfido rosso parte importante di questa storia. Su di essa è possibile vedere l’incisione: Asturis ungue leo pullum rapiens aquilinum hic deplumavit acephalumque dedit, così traducibile: il leone artigliò l’aquilotto ad Astura, gli strappò le piume e lo decapitò. La morte del sovrano in piazza sancì la fine della dinastia sveva e del suo sogno imperiale, favorendo l’ascesa degli angioini di Napoli.
CURIOSITA’
“Nel suolo di questa cappella è possibile osservare uno strano evento: nel mezzo del terreno si può vedere un cerchio sempre bagnato, sia d’estate che d’inverno, mentre tutto il rimanente del suolo attorno è asciuttissimo.
Questo cerchio di terra sempre bagnato è dove proprio Corradino fu decapitato.
La leggenda narra che per il grande dolore la terra pianga la morte d’un principe innocente.


