Città della Scienza e Giotto uniti per CORPOREA

Secondo il Metodo Montessori la “pedagogia scientifica” fondava il proprio lavoro sulle osservazioni dei bambini e sulla sperimentazione con l’ambiente, con i materiali e con le lezioni a loro disposizione; seguendo questo criterio, potremmo dire, alla lettera, ecco che oggi la Città della Scienza di Napoli si ripropone in una veste del tutto nuova, pronta a far fronte a impegni sempre maggiori con una tenacia ed una caparbietà volta alla divulgazione verso i più piccoli dei più vasti precetti scientifici.

Lo scienziato non è l’uomo che fornisce le vere risposte, è quello che pone le vere domande.  Lévi -Strauss

E’ con questo input che ieri mattina alla presenza della stampa la Fondazione Idis-Città della Scienza ha presentato i nuovi spazi espositivi attraverso un lungo e dettagliato tour dove ha mostrato tecnicamente e praticamente ciò che è pronta ad offrire al vasto pubblico italiano e non solo (ricordo, ove ce ne fosse bisogno, che stiamo parlando del più grande Science Center del centro – sud Italia, ed uno tra i più grandi di Europa); noi di Senza Linea eravamo presenti ed adesso vi andiamo ad anticipare qualcosina.

Il nostro viaggio inizia partendo dalla base (potremmo definirla così) dell’esistenza…CORPOREA; il primo museo interattivo d’Italia sul corpo umano, la prevenzione e la salute. Stiamo parlando (giusto per dare qualche cifra) di circa 100 exhibit , macroinstallazioni e postazioni interattive, per andare alla scoperta del più grande sistema mai esistito; il proprio corpo. Una tra le nozioni più importanti che possiamo divulgare è sicuramente quella che vede, per la creazione di questo spazio, un lavoro in comunione tra scuole, comitati universitari, comitati scientifici e membri di rilievo proprio al fine di creare uno spazio adatto all’apprendimento ed alla comprensione pratica di questo argomento. Un percorso di visita che si articola attraverso 14 isole tematiche dedicate ai diversi sistemi del corpo che ne garantiscono il corretto funzionamento. Altra notizia davvero importante è la presenza di aree inerenti “Il valore della prevenzione”, spazi dove i ragazzi possono capire dal vivo quali sono i rischi nell’ (ad esempio) assumere droghe, o dedicarsi al gioco d’azzardo; il tutto spiegato e mostrato praticamente, con dimostrazioni REALI.
Il corpo, ovviamente, ha subito delle evoluzioni nel corso del tempo e così anche la scienza, infatti sarà possibile vedere l’evoluzione dei metodi di studio e cura delle malattie; senza contare lo sguardo al futuro come, ad esempio, la creazione di un tessuto umano artificiale che può tranquillamente prevenire le innumerevoli critiche inerenti il tema delle sperimentazioni animali.

Una volta assimilati i concetti sul proprio corpo, il nostro cammino prosegue verso un’altra delle tante offerte che viene promossa in questi spazi; la conoscenza e lo studio dell’universo. Da sempre l’uomo si è chiesto cosa esistesse al di fuori di se, al di sopra della propria testa ed ecco allora che veniamo introdotti nel luogo dove tutte queste domande troveranno risposta; il PLANETARIO 3D

Ricordate quella celebre frase che citava: <<Eppur si muove.>>? Bene, quella frase fu attribuita a Galileo Galilei nella spiegazione della “Teoria Eliocentrica”; vi dico che, se Galileo avesse avuto la possibilità di mostrare ciò che oggi può essere sotto gli occhi di tutti, le cose, forse, sarebbero andate diversamente. Con un diametro di 20 metri, 120 posti a sedere, una delle migliori tecnologie al mondo, una macchina di ultima generazione ed una particolare collocazione della cupola che da modo di essere totalmente immersi, si può assistere ad uno spettacolo dell’universo unico e avvolgente. Non si parla di vedere, si parla di ESSERCI DENTRO; essere parte delle stelle e dell’universo che noi vediamo solo da lontano. Esattamente così. Si viaggia, ci si muove, ci si sposta e si interagisce con ciò che siamo abituati a vedere da lontano. Di sicuro una delle attrazioni (anche se impropriamente chiamata così)che maggiormente colpirà il pubblico. La programmazione, inoltre, si arricchirà da metà ottobre 2019 anche di un nuovo spettacolo dal titolo: “Hidden Universe” un viaggio nello spazio più profondo…ma non anticipiamo altro.

Dopo tutta questa pratica è giusto, ed onorevole, capire anche quanto studio c’è alle spalle ed allora ci dirigiamo verso le aule dove si svolgono i laboratori; qui possiamo parlare del senso di una nuova iniziava battezzata proprio stamane, infatti, la Fila Group Italia supporta da oggi Città della Scienza. L’azienda icona del mondo del colore, infatti, si lega alla Città della Scienza di Napoli, il primo Science Centre Italiano. Un’ unione che si fonda sull’impegno comune di dare attenzione alle nuove generazioni offrendo i migliori strumenti per la loro crescita emotiva e intellettuale, attraverso approcci innovativi che pongano al centro la creatività. Una collaborazione che vedere scendere in campo GIOTTO, il love brand dell’azienda, in qualità di Colore Ufficiale di tutte le Attività Educational di Città della Scienza.
Il tempo inizia a volare ma c’è ancora molto da vedere; ci dirigiamo allora verso la MOSTRA SUL MARE.

Il mare ricopre il 71% della crosta terrestre e, in aggiunta, a Napoli è praticamente il simbolo della nostra comunità; è massima quindi l’attenzione in questa parte del tour.
La prima parte della mostra racconta come si sono evolute le forme di vita nel Mediterraneo e come da millenni le risorse ittiche fanno parte della nostra cultura e della nostra alimentazione. Potranno poi, gli spettatori, assistere dal vivo alla creazione di vortici e moti ondosi ed infine ci sono delle sorprese che non posso qui svelare, quindi dovrete per forza scoprirle con i vostri occhi.

Abbiamo parlato dell’uomo, dello spazio, del mare e cosa manca a chiudere il quadro in maniera perfetta? Ovviamente la terra; ed infatti attraverso la mostra “INSETTI & CO.” sarà possibile approfondire anche questa tematica in maniera dettagliata e pratica (non vi preoccupate, gli insetti non fanno paura).

Ultimissima sorpresa prima del commiato (ed anche quì prevedo una ottima riuscita) è la visita alla mostra internazionale interamente “BIKE_IT” dedicata alla bicicletta e ala sua storia; un viaggio a due ruote nel tempo, per scoprire quanto questo semplice ma geniale mezzo sia oggi più che mai all’avanguardia.

Il tempo è tiranno, si sa, e dopo una splendida giornata passata interamente insieme con colleghe ed addetti ai lavori è davvero un peccato doversi salutare. E’ stato come essere in famiglia sin dal primo istante; una passeggiata, quattro chiacchiere, molte risate e tantissimi momenti di alto valore e contenuto. Si ringrazia la Dott.ssa Conforti e la Dott.ssa Basso, in rappresentanza dell’intera fondazione, che ci hanno dato modo di essere presenti e di essere parte attiva di una bella situazione; una cosa prima di chiudere, però, voglio dirla: nel 2016 dei vili, della gente innominabile, dette fuoco a uno spazio espositivo di 12.000 mq mandando in frantumi il lavoro di centinaia di persone. La politica subito si attivò ma, ad oggi, i mq attivi e fruibili sono solo 3.000. Il colpo d’occhio è notevole, così come lo smarrimento iniziale all’arrivo (quando ti si parano dinanzi agli occhi dei fabbricati spogli e apparentemente fatiscenti) ma…una Fenice rinasce sempre più bella e forte dalle proprie ceneri; chi doveva colpire non ha capito che ci sono persone che senza stipendio (si parla di parecchie mensilità) sono andate avanti per il bene del progetto. Invece di far finta di non ricordare o, peggio, fare lo scarica barile, riprendete in mano gli spazi che possono portare nuova gloria alla città e riportatelì dove dovrebbero stare, che se non sapete adesso ve lo suggerisco, ossia al PRIMO POSTO.

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Biografia Giuseppe Improta

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