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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Affari

Cni, impianti sportivi moderni all’altezza degli standard internazionali

Redazione
Redazione 1 mese fa
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(Adnkronos) – “La seconda Giornata nazionale dell’impiantistica sportiva è stata l’occasione per fare il punto sugli obiettivi della prima edizione tenutasi due anni fa. Abbiamo ragionato con le istituzioni e con i player più importanti del sistema sportivo e abbiamo cercato di capire se nel frattempo qualcosa fosse migliorato. Certamente c’è molto lavoro ancora da fare, molti progetti sono stati messi in campo, i risultati sportivi sono stati eccezionali ora anche le strutture devono mostrarsi all’altezza. Siamo stati ospiti del presidente del Coni Buonfiglio che ha dato il là all’iniziativa ed ha suggerito i temi che sono stati affrontati poi nel corso della giornata. Come Consiglio nazionale degli ingegneri siamo particolarmente soddisfatti e riteniamo che da questa giornata parta un messaggio alle istituzioni: investire nell’ammodernamento dei nostri impianti, aggiornare le norme e dare ai professionisti gli strumenti necessari per poter migliorare un’infrastruttura sportiva che è ancora deficitaria rispetto ad altre nazioni”. Sandro Catta, consigliere del Cni, ha così riassunto i risultati della 2ª Giornata nazionale dell’impiantistica sportiva che si è svolta ieri presso il Salone d’Onore del CONI. Nel corso della mattinata è intervenuto il presidente del CONI Luciano Buonfiglio: “Fa particolarmente piacere ospitare gli ingegneri che sono una parte importante dell’attività sportiva dato che senza impianti non si può fare sport. Da noi è tutto difficile, servono i commissari per fare le cose, ma non possiamo permetterci di arrenderci. Dobbiamo essere propositori di nuovi percorsi. Il CONI in questo svolge un ruolo importante. Dobbiamo valorizzare gli impianti per fare sport in prossimità. E’ vero che si parla sempre di stadi, ma sono importanti anche le altre strutture: piscine, palestre, campi per atletica leggera e così via”. “Il nostro Paese – affermato il presidente del Cni, Angelo Domenico Perrini – ha davanti tante cose: un patrimonio di impianti che invecchia, una domanda di sport che cresce, una normativa profondamente rinnovata e una stagione di grandi eventi senza precedenti. La domanda è: come costruiamo, attraverso gli impianti, città più vivibili e comunità più unite. Perché un impianto sportivo, oggi, non è soltanto un luogo dove si gioca ma un’infrastruttura sociale in grado di rigenerare i quartieri, includere, educare, tenere insieme le persone. Euro 2032 ci offre una straordinaria occasione: dimostrare che l’Italia è ancora capace di costruire infrastrutture all’altezza della propria storia. L’occasione di dimostrare che innovazione e tradizione possono convivere”.  Tra i momenti più attesi della giornata c’è stato quello dedicato al nuovo stadio dell’AS Roma, rappresentata da Lucia Bernabè (tesponsabile delle relazioni esterne della società) e dall’architetto Carolina Zavanella (consulente AS Roma per il permitting). Lucia Bernabè ha tenuto a sottolineare quanto il nuovo stadio possa aiutare la città. “Quando si parla di stadio – ha detto – ci si concentra prettamente sull’aspetto sportivo Ma lo stadio è un’opportunità per lo sviluppo e la rigenerazione urbana della nostra città. Dunque, bisogna andare oltre l’utilizzo delle classiche due ore settimanali dedicate alla partita e guardare a quello che succede in Europa. L’investimento dell’AS Roma non porterà benefici per poche ore a settimana: si tratta di un progetto che vuole creare un patrimonio per tutta la città, da fruire tutti i giorni dell’anno. Oltre alle gare sportive, sarà luogo di eventi, concerti internazionali, eventi, manifestazioni”. La Bernabè si è anche soffermata sull’impatto economico del progetto che porterà benefici che dureranno nel tempo. Ha previsto che la costruzione dell’impianto richiederà tre anni ed ha concluso affermando che il dibattito pubblico non dovrebbe essere se fare lo stadio o no ma come farlo al meglio. L’architetto Zavanella, da parte sua, ha affermato che, analizzando le esperienze già maturate in Europa, i ritorni economici di un nuovo stadio ben progettato saranno di gran lunga superiori all’investimento iniziale. I lavori della mattinata, coordinati da Guido Razzano (Cni), hanno visto sviluppare due tavole rotonde. La prima è stata dedicata agli impianti sportivi come occasione di rigenerazione urbana. Daniele Pasquini (Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport) si è soffermato sugli oratori e gli spazi per l’aggregazione, sottolineando come la diocesi di Roma sia proprietaria di ben 400 impianti sportivi. Emiliano Curi (direttore della rivista ‘Sport e salute’) ha esaminato alcuni interventi di rigenerazione urbana, mentre Irene Sassetti (Consigliera del Cni con delega alla rigenerazione urbana) ha rimarcato la funzione che svolgono gli impianti sportivi nella riqualificazione urbanistica, affermando che il concetto di centralità del progetto implica l’impegno nella direzione della formazione, attività in cui è fortemente impegnato il Cni. Gianluca Calvosa (OpenEconomica) ha analizzato gli impatti positivi dello sport sia sul piano economico che su quello sociale, con particolare riferimento a quello che accade all’estero. Claudio Barbaro (sottosegretario Mase), infine, ha richiamato gli impatti ambientali degli impianti sportivi e i criteri con cui devono essere concepiti.  La seconda tavola rotonda è stata dedicata all’evoluzione della normativa sugli impianti sportivi. Tommaso Viti (responsabile CIS del CONI) ha chiarito gli aspetti relativi alla normativa CONI, spiegando le differenze tra normative federali e norme CONI: queste ultime rappresentano i criteri generali e strutturali validi a livello nazionale per tutti gli impianti, mentre i regolamenti federali sono indicazioni specifiche delle singole federazioni che tengono conto delle particolarità tecniche dei singoli sport. Vincenzo Lamorte (Istituto del Credito Sportivo) ha illustrato le modalità e le fonti di finanziamento per la costruzione degli impianti sportivi. Enrica Cottatellucci (responsabile della funzione Promozione e assistenza delle imprese GSE) ha spiegato come la costruzione e la gestione degli impianti debba avvenire all’insegna della transizione e dell’efficientamento energetico.  
Tiziana Petrillo (consigliera del Cni con delega alla prevenzione incendi) ha richiamato la normativa sulla prevenzione incendi, passando in rassegna la sua evoluzione storica. Sandro Catta ha sottolineato che l’interesse debba concentrarsi sull’impiantistica di base. Ha ricordato che molte strutture in larga parte sono state costruite in tempi in cui non c’era sensibilità sulle barriere architettoniche, sui consumi energetici etc. E’ necessario un contenitore normativo all’interno del quale inserire le competenze tecniche. Federico Orso (Università di Firenze) ha affermato che. se l’impiantistica sportiva è un dossier importante per il Paese, allora va affrontata con le giuste professionalità in grado di comprenderne e gestirne le complessità.  Nel pomeriggio i lavori, coordinati da Sandro Catta, si sono concentrati sulle strutture sportive per i grandi eventi. Giuseppe Manfredi (presidente Fipav) ha ricordato che l’impianto sportivo moderno non serve solo alla pratica sportiva, ma è anche luogo di aggregazione, dunque strumento di sviluppo e coesione sociale. Elio Sannicandro (direttore generale Asset Puglia) ha presentato lo schema di progetto ‘Volley box’, un volume prefabbricato per la pratica della pallavolo, progettato da Asset, con cui Fipav punta a realizzare palestre a basso costo, sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico. Caterina Parrello (direttore Editoriale Chiesa Oggi), tra le altre cose, ha illustrato la nuova formula del complesso parrocchiale, un sistema architettonico integrato e presidio sociale, citando esempi di successo. Silvio Scarcelli (coordinatore della struttura commissariale) e Alessandro Corradini (MDU architetti) hanno illustrato l’evoluzione nella realizzazione degli impianti sportivi per i prossimi Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. In un messaggio video Mauro Berruto (segretario VII Commissione della Camera) ha ricordato la nuova legge Palestre Aperte (numero 53 7 aprile 2026), nata su sua proposta, che stabilisce che gli enti locali possono assegnare le palestre delle scuole alle associazioni sportive anche in orario extrascolastico, nei weekend e nei mesi estivi, superando l'autorizzazione discrezionale dei singoli presidi. La giornata si è conclusa con l’intervento di Giovanni Malagò (presidente Fondazione Milano-Cortina) che ha rievocato il percorso di successo che ha caratterizzato l’organizzazione delle Olimpiadi invernali, con particolare riferimento alla impiantistica realizzata ed utilizzata. “Per realizzare impianti moderni in linea con le richieste del mercato – ha spiegato – servono oltre alle competenze tecniche, grande capacità di pianificazione, soprattutto in termini economici”. 
—lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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