Colonie feline: la legge parla chiaro!

Innanzitutto occorre chiarire il concetto di “colonia felina”: si definisce tale un numero consistente di gatti randagi che stanziano tutti nella stessa area (pubblica o privata, anche un condominio, qualora il regolamento lo consentisse) che viene dichiarato alla ASL ed al Comune di competenza ed intestato ad un Ente (o Associazione) o ad un singolo cittadino che diviene responsabile.

La regolamentazione è sancita da ben due leggi e numerose normative nazionali (Legge 14 agosto 1991 n. 281, Legge 20 luglio 2004 n. 189 – Codice penale Libro II – Titolo IX bis).

Una volta appreso questo, ed avendo la possibilità di consultare gli atti assolutamente di pubblico dominio, ecco alcune importanti informazioni da poter “impugnare” qualora riscontrassimo difficoltà.

  • I gatti di colonia sono tutelati e protetti dallo Stato, chiunque provi a maltrattarli in alcun modo è passibile di sanzioni (da 5.000 a 30.000 euro) o addirittura incarcerazione (da 3 mesi a 18 mesi), pene che, ovviamente, aumentano, qualora ci fosse il decesso ingiustificato di un animale.

  • I gatti, come dicevamo prima, sono, appunto, stanziali in una determinata area, pertanto è severamente vietato cambiare il loro territorio di appartenenza, salvo il caso in cui un cittadino volesse adottarne uno e farlo divenire gatto patronale, in quel caso deve fare prima richiesta ufficiale ed una volta approvata, cambiare intestazione all’anagrafe felina.

  • Il responsabile della colonia, coadiuvato dalla ASL di competenza deve iscrivere tutti i gatti all’anagrafe felina facendo applicare un microchip sotto cute dall’autorità sanitaria, la stessa sterilizzerà gratuitamente tutti gli individui per poi ricollocarli sul loro territorio di appartenenza.

  • È diritto dei cittadini accudire, sfamare e dissetare i gatti, ma questo non deve costituire un pericolo per l’igiene pubblica, pertanto va fatto nel rispetto della serena convivenza e del quieto vivere comune; saranno le figure sanitarie preposte (pubbliche) ad effettuare costanti controlli sulla corretta gestione e sullo stato di salute della colonia.

  • Importante è comprendere che un veterinario privato, dinanzi ad un gatto regolarmente registrato di colonia, non potrebbe farsene carico, in quanto è solo la ASL veterinaria deputata che dovrebbe curare l’animale. In realtà si conosce poco il servizio di pronto soccorso sul territorio che interviene venendo a prendere l’animale in caso di malattia e che, se sopravvissuto, una volta curato, stabile ed autonomo lo riporta nella sua colonia.

  • I gatti gravemente malati possono essere soppressi solo dalla ASL di competenza qualora i medici lo ritengano indispensabile e mai da un Medico Veterinario privato.

  • Qualora il cadavere di un gatto randagio giacesse in strada, non va assolutamente smaltito nei rifiuti o sotterrato o affidato ad una ditta: va comunicato sempre alla ASL veterinaria di competenza della colonia che provvederà al recupero, allo smaltimento ed alla comunicazione al registro nazionale.

Ecco un estratto della Legge 261/91 che più chiaramente esplica questi punti:

“Nessuna norma di legge, né statale né regionale, proibisce di alimentare gatti randagi nel loro habitat cioè nei luoghi pubblici e privati in cui trovano rifugio. Secondo detta normativa i gatti che stazionano e/o vengono alimentati nelle zone condominiali non possono essere allontanati o catturati per nessun motivo, a meno che non si tratti di interventi sanitari o di soccorso motivati.”

Ora che abbiamo tutte le informazioni necessarie, siamo pronti a prenderci cura della nostra colonia felina!

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Biografia Nicoletta Gammieri

Nicoletta Gammieri
Nasce a Napoli il 29 agosto 1984, frequenta l'Università di Medicina Veterinaria, ma la lascia per seguire nel 2006 la sua vera strada “gli Interventi Assistiti con gli Animali”diventando coadiutore del gatto e del coniglio, del cane e dell'asino. Si Forma come Educatrice Cinofila. Partecipa a numerosi progetti in strutture socio-sanitarie: Scuole, Carceri, Ospedali, Case Famiglia. A gennaio 2014 apre un negozio di Mangimi ed Accessori per gli Animali, Il Bianconiglio (totalmente contrario alla vendita di animali).

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