Complesso di San Francesco delle Cappuccinelle

PietroePaolona2

Era il sogno di Eduardo De Filippo,creare un luogo di aggregazione per i giovani “Assegnare al Filangieri uno spazio in una località ridente su cui costruire un villaggio con abitazioni e botteghe dove i giovani, già avviati a mestieri e all’artigianato antico, possano abitare e lavorare… recuperando la speranza e la fiducia di una vita nuova che restituisca loro quella dignità cui hanno diritto“.Lo chiese nel lontano 1983,quando come senatore a vita,lo chiese allo Stato per i ragazzi rinchiusi nel carcere minorile dell’ex convento delle Cappuccinelle a Salita Pontecorvo.Dopo più di trent’anni di quel sogno rimangono le belle parole di Eduardo e una struttura fatiscente e in uno stato di degrado,che lentamente sta riprendendo vita grazie alla laboriosa attività della rete di collettivi “Scacco Matto”,che il 29 Settembre del 2015 ha riaperto la struttura ribattezzandola “Scugnizzo Liberato”,con lo scopo di dare inizio ad attività gratuite con laboratori come cineforum e doposcuola.In ordine cronologico la struttura nasce nel 1500,dalla vedova del Duca di Scarpato,Eleneora,in seguito ad un ex voto.Fu così che nasce la chiesa di San Francesco delle Cappuccinelle,pensata per ospitare le ragazze madri e gestita dalle suore dell’ordine francescano.Nel 1712 fu soggetta a una ristrutturazione completa da Gian Battista Nauclerio e tra il 1756 e il 1760 ulteriori ristrutturazioni furono eseguite dall’architetto Nicola Tagliacozzi Canale,che ne apportò importanti trasformazioni in stucco e marmo della facciata della chiesa e del portale d’ingresso del convento.Nel 1809,per volere di Gioacchino Murat,si decise per la soppressione del monastero e l’intero edificio fu convertito in riformatorio minorile,prendendo il nome dal celebre giuslavorista napoletano Gaetano Filangieri.Fu così che nacque l’Istituto FIlangieri,che spesso è confuso con l’asilo Filangieri.Ulteriolemente ribattezzato “Istituto di osservazione minorile” durante il fascismo,nel dopoguerra e fino alla fine degli anni settanta,riprese la denominazione di “Istituto di rieducazione”.Una prima ristrutturazione,prese vita grazie a Eduardo De Filippo e il suo sogno,nel 1985,seguita ad una seconda nel 1999,anno in cui il complesso fu rinominato “Centro polifunzionale diurno”.La storia senza pace dell’istituto continua qualche anno dopo,quando grazie alla mediazione del Comune di Napoli,venne acquistato dall’Università navale,per essere adibito ad uso accademico,purtroppo i lavori di ristrutturazione non partirono mai.Come detto,grazie alla rete di collettivi “Scacco Matto” attualmente la struttura sembrerebbe aver ripreso vita e speranza,nelle molteplici attività organizzate.Il sogno di Eduardo non è stato ancora realizzato,molti progetti sono andati in fumo o morti sul nascere,la speranza è che questo pezzo importante di Napoli,non sia ulteriolmente dimenticato.

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Biografia Redazione

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