venerdì , 17 Gennaio 2020

COPPA ITALIA, PER IL NAPOLI C’E’ IL PERUGIA AL SAN PAOLO: RICORDI AGRODOLCI, TRA PROMOZIONI E SCUDETTI BUTTATI

L’interminabile stagione-harakiri del Napoli prosegue senza sosta, dopo aver toccato forse il punto più alto in termini di autolesionismo contro la Lazio all’Olimpico di Roma, dove una buona prestazione degli azzurri è stata rovinata da una doppia frittata difensiva firmata da Ospina (“il portiere non deve saper giocare con i piedi, il portiere deve parare”, diceva Ancelotti, e viene difficile dargli torto) e da Di Lorenzo, capace di trasformare un possibile salvataggio in un tragicomico autogol.

La Lazio ringrazia e vola, il Napoli non ha nemmeno il tempo di leccarsi le ferite, visto che oggi, nell’assurdo orario pomeridiano deciso dalla tv di stato (ore 15) gli azzurri esordiranno contro il Perugia negli ottavi di finale di Coppa Italia, competizione ormai diventata vitale per provare a giocare ancora una coppa europea il prossimo anno.

Gli umbri, militanti nel torneo cadetto e allenati nuovamente da Serse Cosmi (subentrato a Massimo Oddo, ex terzino del Napoli di Novellino promosso in A nel 2000), evocano nella mente dei tifosi azzurri ricordi e sentimenti contrastanti.

Il più celebre e triste, anche stavolta legato a un autogol, è sicuramente il terribile k.o interno rimediato il 21 Aprile 1981 dal Napoli di Rino Marchesi, capolista ed in piena corsa per lo scudetto, che in un San Paolo stracolmo si arrese al Perugia ultimissimo in classifica, non riuscendo a rimediare alla clamorosa autorete di Moreno Ferrario giunta al 1′, grazie alla sfortuna (furono 3 i pali colpiti) ed alla straordinaria prestazione dello sconosciuto portiere umbro Malizia.
Quella sconfitta condannò gli azzurri di Krol e Musella ad un terzo posto pieno di rimpianti.

Per fortuna un altro precedente, oltre ad essere più recente, è sicuramente più piacevole da ricordare: il 15 Aprile 2006 il Napoli di Aurelio De Laurentiis ed Edy Reja, dopo i playoff persi contro l’Avellino l’anno precedente, lasciò finalmente l’inferno della Serie C, suggellando la promozione in cadetteria grazie alla vittoria per 2-0 ottenuta proprio contro il Perugia e siglata dalle reti di Calaiò e Capparella.

In Coppa Italia sono 4 i precedenti, risalenti alle edizioni 1978/79 e 1997/98.

In entrambe le occasioni a passare il turno ad eliminazione diretta con partite di andata e ritorno è stato il Napoli: il 9 Maggio 1979 gli azzurri allenati da Gianni Di Marzio, pareggiando per 0-0 al “Curi” dopo la vittoria per 2-1 al San Paolo, si qualificarono per la semifinale poi persa contro il Palermo.

Il Napoli allenato da Lino Mutti raccolse quella che si sarebbe rivelata una delle poche soddisfazioni di una stagione disgraziata, passando il primo turno di Coppa Italia contro i Grifoni il 24 Settembre 1997 grazie al 2-1 firmato da Protti e Bellucci, dopo la sconfitta per 3-2 rimediata in Umbria due settimane prima.

Un Perugia-Napoli rimasto a suo modo indimenticabile è quello del 6 Aprile 1997, caratterizzato da un errore sesquipedale dell’arbitro di quel match, l’attuale presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, quel Marcello Nicchi che tanto ha osteggiato il VAR e che invece quel giorno avrebbe avuto davvero bisogno dell’aiuto della tecnologia, visto che non fu capace di vedere che il perugino Rapajc aveva pareggiato il gol del napoletano Aglietti con un colpo di mano degno di un match di volley.

Doppio ex della partita è il centrocampista azzurro Salvatore Bagni, che esordì nella massima serie proprio con i biancorossi nella stagione 1977/78.

L’unico ex delle due squadre impegnato oggi pomeriggio sarà in realtà…in panchina, e sarà proprio il tecnico azzurro Rino Gattuso, che ha mosso i primi passi da giocatore con il Perugia, e con il quale tra il 1995 ed il 1997 ha debuttato prima in serie B e poi in serie A.

Gattuso spera di trovare contro la squadra che lo ha lanciato la prima vittoria in casa, e di iniziare un percorso il più lungo possibile in quella che, da “coppetta” troppo spesso snobbata, potrebbe rivelarsi un trofeo capace, se vinto, di dare un senso diverso ad un’annata fin qui troppo brutta per essere vera.

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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