CORONAVIRUS: UN’ INFOPANDEMIA PERICOLOSA

La disinformazione mediatica è esplosa! Le fake-news si sono diffuse, sono entrate nelle nostre case, si sono moltiplicate, sono cresciute, si sono trasformate, hanno mutato le loro notizie ed infettato in modo dannoso le persone così come fa un virus, ma in modo molto più veloce e pericoloso. Ormai non è possibile accendere la televisione, ascoltare la radio o leggere un giornale senza venire a conoscenza delle ultime evoluzioni dell’influenza da Coronavirus. Il lavoro dei media è sicuramente notevole e fondamentale, ma in alcune occasioni si possono creare situazioni senza freni che, facendo leva sulle paure delle persone, degenerano nel panico, creando un danno alla nostra struttura sociale.

Il Coronavirus è sicuramente un problema sanitario importante, ma lo è soprattutto dal punto di vista economico. Ciò non vuol dire che non sia pericoloso per la nostra salute, ha una contagiosità elevata ed una mortalità un po’ più alta della normale influenza stagionale. Il problema è sicuramente il rischio del blocco socio-economico, poiché è altamente probabile che molte persone siano costrette a rimanere a casa, rallentando il normale andamento sociale. Ogni paese è abituato ad affrontare la normale epidemia influenzale che in genere nasce e muore nell’arco di circa 3 mesi, nel caso del coronarovirus a causa della alta virulenza ci troviamo a fronteggiare lo stesso problema, ma ad una velocità maggiore ed il nostro Sistema Sanitario potrebbe affannare nel gestire la situazione, ad esempio nella possibilità di ricoveri, di assistenza al cittadino sia come esami diagnostici che possibilità terapeutica. Per tale ragione si stanno mettendo in atto una serie di manovre contenitive per evitare lo sviluppo del contagio. Quindi così come si sta cercando di contenere l’infezione, cerchiamo anche di contenere lo sviluppo di panico ed ansia che non sono mai di aiuto in qualsiasi situazione di emergenza.

Tra le fake-news circolanti, quella di maggior successo è della creazione artificiale del virus, commissionata o dalle Big Pharma per i propri interessi personali o dagli Stati Uniti d’America per sconvolgere l’economia cinese o come arma batteriologica atta allo sterminio di massa. Sfatiamo subito quest’ultima ipotesi, le armi ed in particolare quelle batteriologiche e chimiche sono state  le creazioni più orribili della storia dell’umanità, ma il Coronavirus sarebbe una delle peggiori armi batteriologiche mai inventate. Infatti parleremmo di un’arma con un tasso di mortalità variabile dal 2 al 5% con un decesso che sopraggiunge nell’arco di alcune settimane, quando ad esempio le armi chimiche come lo Zyklon B, barbaramente utilizzato nella Seconda Guerra mondiale, poteva uccidere un essere umano in appena 10 minuti.

È vero che i virus possono essere sintetizzati “da zero” e tale tecnologia viene sviluppata non per la ricerca di armi batteriologiche, ma al contrario per lo studio di sviluppo di strategie vaccinali, ed addirittura le sequenze genomiche sono rese pubbliche e consultabili nella banca dati online gestita dal National Institutes of Health.

Inoltre, l’analisi dei virus risulta importante per lo studio della biologia molecolare e cellulare, e per la valutazione dei meccanismi di replicazione genetica ed anche per l’immunologia.

Attualmente sono in sviluppo terapie con virus geneticamente modificati per il trattamento della malattie, ad esempio programmando un virus ad attaccare e distruggere le cellule tumorali senza infettare e danneggiare le cellule sane.

Per i più miscredenti, però è da chiarire un semplice concetto: i virus non vengono tutti realizzati dall’essere umano, ciò di cui si è parlato sono lavori e sperimentazioni effettuati in laboratori con il massimo controllo di sicurezza. I virus esistono da sempre, ma essendo dotati di un corredo genetico enormemente più semplice rispetto a quello umano, hanno anche una facile e rapida capacità di mutare ed evolversi, ad esempio, per tale ragione ogni anno vi sono epidemie influenzali. Inoltre la maggiore diffusione di un virus ne aumenta anche la probabilità di trasformarsi.

Come riportato dal sito del Ministero della Salute, i Coronavirus sono stati identificati a metà degli anni ’60 e sono noti per infettare l’uomo ed alcuni animali. Le cellule bersaglio primarie sono quelle epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale. Sino ad oggi, sono sette i Coronavirus che hanno dimostrato di essere in grado di infettare l’uomo, tra cui quest’ultimo SARS-Cov-2 che non era stato mai identificato nell’uomo prima di essere segnalato a Wuhan, Cina, nel dicembre 2019.

Per il bene della salute e diciamolo, anche quello socio-economico, è importante comunque evitare la diffusione dell’infezione e quindi in caso di comparsa di sintomi influenzali cercare di ridurre il contagio, evitando di frequentare luoghi pubblici e rivolgendosi agli organi di competenza, ed è altrettanto importante non farsi prendere dal panico, poiché come più volte detto il virus ha dimostrato di essere pericoloso in particolar modo nelle persone più fragili (ciò non vuol dire che i soggetti fragili hanno diritto di morire ed i sani no, ma è una pura ed oggettiva constatazione medica).

Sta poi all’intelligenza di ogni individuo credere alle false leggende e congetture fantastiche che girano nella rete.

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Biografia Luca Fontanella

Sportivo e dinamico, da sempre la sua passione è la medicina e lo dimostra con la dedizione e serietà che mostra nel suo lavoro con diverse pubblicazioni scientifiche e numerose partecipazioni come relatore a convegni scientifici nazionali e internazionali. Attualmente è Dirigente Medico di Primo Livello, presso il reparto di Medicina Interna ad indirizzo Cardiovascolare e Dismetabolico dell'A.O.R.N. Ospedali dei Colli, Monaldi, Napoli

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