Covid si Covid no Covid Boom:la polemica infinita

E’ notizia “fresca fresca” che il Governo ha dichiarato il prolungamento dello stato di emergenza al 15 ottobre, perché il virus è ancora in circolo, invisibile ma efficace, inafferrabile ma responsabile, impercettibile ma nocivo.

La vicenda pandemica non sembra trovare una fine in nessuna parte del mondo; tutti i Paesi chi più chi meno lotta da mesi con l’aggressione di un nemico che non ci lascia…in pace, colpendoci attraverso il veicolo dei droplets e dei contagiati silenti e asintomatici.

Eppure, la visione dell’emergenza e del pericolo legato alla reale virulenza del Coronavirus non unisce tutte le menti.

A parte le dietrologie sul 5G che girano in rete che sarebbe all’origine di una pretestuosa pandemia costruita a tavolino  ovvero su Bill Gates che si vuole arricchire a suon di vaccini prodotti – arricchendosi oltre modo – per tutto il mondo, costretto a subire la violenza di una iniezione non desiderata, né necessaria ovvero delle logiche illogiche della Cina contagiante e infestante, sia la politica che gli esperti virologi ed epidemiologi, divenuti ormai familiari a tutti noi negli ultimi mesi, combattono una battaglia tra i cd. negazionisti e, quelli definibili  viste le polemiche di questi giorni, gli “allarmisti”.

Episodi sempre più frequenti, dall’avvio della tanto attesa fase 2, vedono contrapporsi le fazioni tra chi sostiene che il virus non è più tra noi – e forse è stato poco o quasi niente – capeggia tra questi il riottoso Sgarbi e lo “smascherato” Salvini, insistendo, per l’appunto, a circolare senza mascherine, né rispettando alcunché del “sentitamente raccomandato” distanziamento sociale, e chi, invece, alla luce del numero di contagi, comunque, in crescita, temendo un aumento della curva, ha optato decisamente per una estensione del periodo emergenziale, per parare colpi di coda imprevisti del Covid-19.

In questo bailamme mediatico, tra Covid si e Covid no, a mò di ritornello della Terra dei Cachi,  sono stati travolti anche due apparenti amici – almeno così pareva – all’esordio del Virus coronato in Italia.

Era il 19 marzo quando dal balcone-terrazzo paparazzato  dei Ferragnez,  viene annunciata una serata magica  in cui un Andrea Bocelli, di tutto punto e molto emozionato, anche alla presenza del figlio Matteo, ha varcato gli schermi dei telefonini di migliaia di spettatori in contemporanea diretta su instagram per ascoltare la melodia del suo canto sognante e la sua meravigliosa musica con tanto di dedica commossa al sacrificio dei Camici bianchi e del personale sanitario e alle morti fino ad allora numerosamente avvenute soprattutto in Lombardia e Veneto, dopo un rigoroso e sofferto minuto di silenzio, emozionando e sensibilizzando sull’importanza del raccomandatissimo obbligatorio “restare a casa”, con un bello striscione arcobaleno riportante la scritta “andrà tutto bene” alle sue spalle, a fare da scenografia a parole e sentimenti divenuti pane quotidiano in quei tragici giorni.

Un’eco alle cantate e alle ballate intonate dai balconi di tutta Italia, in un abbraccio simbolico, virtuale e molto emozionante, nei giorni difficili dell’avanzata virulenta, ma con l’autorevolezza e la magia di una eccellenza italiana del mondo e della musica.

Era l’epoca del “siamo tutti buoni”, per cui gli sposini dalle uova d’oro Ferragni-Fedez hanno meritatamente ed immediatamente avviato una raccolta fondi da destinare alle strutture ospedaliere pubbliche per rimpinguare le casse vuote della Sanità lombarda ai fini dell’acquisto, così prezioso in un primo momento, dei miracolosi dispositivi di protezione individuale, nonché delle apparecchiature per la terapia intensiva, vista l’incidenza di polmoniti atipiche e aggressive che il Covid-19 porta con sè come complicazione, in alcuni casi, mortale. Dopodichè, il paradosso pubblico è stato la mancata accettazione di queste infinite ricche risorse, per problemi strettamente burocratici, arrivate dritte dritte nelle casseforti del San Raffaele di Milano, comunque struttura di frontiera nel momento vivo della pandemia che ha visto incrementare le proprie disponibilità finanziarie  grazie ad una donazione da 9 zeri della famiglia più “instragrammata” del mondo.

Dal canto suo, Andrea Bocelli si spinge oltre, con  una manifestazione dalle forti emozioni in grado di regalare immensi brividi, dedicando un concerto, inscenato da una Piazza Duomo surreale, spenta e vuota, all’Italia sofferente. Scoprirà di lì a breve di aver contratto il Coronavirus e combatterà con la reclusione della quarantena e le restrizioni del lockdown come i migliaia di italiani che hanno incontrato sfortunatamente questo spiacevole e sgradito ospite nelle loro vie respiratorie.

Arriviamo, così, con un  volo pindarico ai giorni nostri!

Andrea Bocelli viene ricevuto nella Sala Biblioteca del Senato al cospetto del supereroe Salvini insistentemente “smascherato”, di Sgarbi (che ha organizzato il Convegno per rivelare la verità nascoste del virus, accusando il Governo di aver innescato e cavalcato un falso allarme globale) e altri rappresentanti della  destra italiana,  dopo aver vissuto sulla propria pelle l’esperienza del coronavirus in un incontro, definito dai detrattori, come il “Convegno dei Negazionisti”, capeggiati fieramente dal leader leghista, in cui il cantante, forse un pò per innocenza, un pò per superficiale leggerezza, un pò finito inconsapevolmente vittima di un sistema spietato di accuse e illazioni, ha rilasciato alcune dichiarazioni finite tragicamente e, anche un pò ironicamente, nell’occhio del ciclone con un epilogo amaro, considerata l’autorevolezza e il peso del personaggio in questione.

Dopo aver sentito il cantante lirico dichiarare di non aver conosciuto alcun malato in terapia intensiva e di essere rimasto sorpreso dalla puntualità ed urgenza con cui il Governo ha deciso chiusura di scuole e discoteche, nonchè costretta reclusione totale in casa, il rapper esordisce con un “Io sono senza parole. BOH!” dando avvio ad un battibecco virtuale col suo compagno di disavventura, rispettando, però, questa volta, entrambi, rigorosamente la distanza social.

Bocelli non si ferma, però, dopo aver pronunciato queste parole: “Io conosco un sacco di gente ma non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perché questa gravità?” , scivola sul bagnato e si lascia andare ad una confessione che pensa sia senza conseguenze, invece scatena il putiferio da parte del popolo indignato dei social e non solo, “C’è stato un momento in cui mi sono sentito umiliato e offeso per la privazione della libertà di uscire di casa senza aver commesso un crimine e devo confessare pubblicamente di aver disobbedito a questo divieto che non mi sembrava giusto e salutare“.

Apriti cielo! Fedez rincara la dose e con una foto che lo ritrae accanto ad un ragazzo di 18 anni, salvato da un trapianto dei polmoni, nelle strutture, rifocillate dai soldi raccolti dai Ferragnez,  posta questa frase: “Se non conoscete nessuno che sia stato in terapia intensiva e vi permettete di instillare il dubbio che la pandemia sia stata fantascienza vi presento un mio amico che causa Covid ha dovuto subire un trapianto di polmoni a 18 anni. Poi fare silenzio ogni tanto non fa male eh“, eliminando ogni dubbio che la sua esclamazione di stupore fosse riferita di fatto all’Andrea internazionale.

Guerra fredda o scontro incandescente fra i due ?

L’accusa più diffusa sul web è quella di accostare e assoldare Andrea Bocelli alla coorte dei negazionisti, contraddicendo, perdipiù, se stesso nella fase acuta  del fenomeno pandemico, sia per le raccolte di fondi avviate dalla sua stessa fondazione per l’Ospedale di Camerino, sia per le manifestazioni in Italia, dalla casa Ferragnez e anche come rappresentante italiano nel concerto internazionale, evento mondiale  organizzato  da One World Together at Home, sia per le sue stesse parole, raccomandando nelle sue ospitate televisive di rispettare severamente e diligentemente le misure anticovid di distanziamento sociale, di uso delle mascherine e di non lasciare la propria casa se non per indispensabili e non rinviabili motivi di salute e di lavoro….e poi scoprire a sorpresa che il primo ad infrangere consapevolmente le regole, peraltro, con l’aggravante di essere un contagiato, potenzialmente pericoloso veicolo del virus, è stato lui stesso, l’esempio di moralità, di eccellenza musicale per antonomasia, osannato e rispettato in tutto il mondo, è caduto sulle debolezze e i vizi degli italiani più banali, che Verdone e Sordi avrebbero inscenato perfettamente: la voglia di trasgressione e anarchia nel rispetto delle regole per il puro gusto di farlo o, semplicemente, per il rifiuto di accettare regole imposte da altri ma non gradite!

Anche Bocelli ha, dunque, confessato di aver preferito fare di testa sua, non seguendo nè i consigli dei virologi – eppure non sono potuti sfuggirgli, erano tanti, numerosi e ossessivamente ripetuti – nè il Governo – con le minacce di multe e la necessità di un’autocertificazione che giustificasse una qualsivoglia forma di esodo casalingo, probabilmente mai compilata o accertante una verità tutta sua –  nè i consigli della nonna – ovvero stare a casa quando si è malati!!

La diatriba mediatica, al di là delle invettive non velate di Fedez,  probabilmente pretestuosamente artata dai giornalisti che sguazzano nel mare delle notizie sfiziose e un pò “inciucione” da novella 2000 estate, ha spinto Bocelli a difendersi.

Pentito e mortificato per le accuse e le polemiche ha dichiarato sui social “Da sempre mi sono speso per combattere la sofferenza e l’ho fatto anche recentemente con l’avvento di questa sciagurata pandemia, come molti sanno. Perciò – sottolinea amareggiato – se il mio intervento al Senato ha generato sofferenza, di questo io chiedo sinceramente scusa, perché proprio non era nelle mie intenzioni. Così come nelle mie intenzioni non era di offendere chi dal Covid è stato colpito. Del resto, come sapete, la mia famiglia non è stata risparmiata dal virus: siamo stati tutti quanti contagiati e tutti abbiamo temuto il peggio; perché nessuno può conoscere l’andamento di una malattia come questa, che è ancora oggi sconosciuta”.

In fondo, lui ha condiviso, dal suo punto di vista, onestamente un suo pensiero al Senato in una riunione tra pochi intimi, e alla fine, con stupore, ha rivelato che in Italia succedono cose strane e che lui non avrebbe voluto dire le cose con il significato con cui sono state tradotte o trasfuse e con un strabiliante colpo di scena, dichiara “Sono stato un pò frainteso“, auspica una preghiera salvifica o salvinifica per tutti, compreso se stesso.

Amen!

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Biografia Fabiana Sergiacomo

Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo, funzionario del Miur, appassionata della mia città e della sua inesauribile cultura. Dotata di una passione sconfinata per la lettura, la scrittura e l'arte che Napoli offre in ogni angolo e in ogni suo tratto caratteristico.

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