Senza LineaSenza Linea
Aa
  • Home
  • Qui Napoli
    • Eventi
    • Storia & Curiosità
  • Sport
    • Calcio Napoli
  • Cucina
    • #Tengofame
  • Arte & Spettacolo
    • Musica
    • Arte
    • Cinema
    • Libri
      • Editoria
    • Serie Tv
    • Teatro
  • Nerdangolo
    • CosPlay
    • Fumetti
    • Giochi
    • Hi Tech
    • Animazione
    • Videogiochi
  • LGBT
  • La tana del Bianconiglio
  • Salute & Benessere
Cerca
Reading: Da Sanremo a Napoli passando per parole e clichè
Share
Aa
Senza LineaSenza Linea
  • Home
  • Qui Napoli
  • Sport
  • Cucina
  • Arte & Spettacolo
  • Nerdangolo
  • LGBT
  • La tana del Bianconiglio
  • Salute & Benessere
Cerca
  • Home
  • Qui Napoli
    • Eventi
    • Storia & Curiosità
  • Sport
    • Calcio Napoli
  • Cucina
    • #Tengofame
  • Arte & Spettacolo
    • Musica
    • Arte
    • Cinema
    • Libri
    • Serie Tv
    • Teatro
  • Nerdangolo
    • CosPlay
    • Fumetti
    • Giochi
    • Hi Tech
    • Animazione
    • Videogiochi
  • LGBT
  • La tana del Bianconiglio
  • Salute & Benessere
Follow US
  • Disclaimer
  • Privacy
  • Buy This Theme!
  • Advertisement
  • Contact us
© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Riflessioni Senza Linea

Da Sanremo a Napoli passando per parole e clichè

Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo 1 mese fa
Share
13 Min Lettura
SHARE

Mimose profumate dappertutto dai fiorai ai supermercati, dai rivenditori ambulanti ai centri commerciali, simbolo ormai pretestuoso della festa della donna…che ha perso il contatto con le sue presunte origini nel rogo che colpì  nel mese di marzo del 1908 una fabbrica di camicie – Cotton – di New York dove moririono 123 operaie donne, per divenire mimose e cioccolatini all’insegna di una festa completamente commerciale e di marketing dei più grandi brand che non perdono l’occasione  di promuovere iniziative di beneficenza o a supporto di centri antiviolenza ovvero campagne social con utilizzo di hashtag dedicati e contenuti che promuovono la parità di genere, anziché la sola celebrazione commerciale.

Eppure, se queste sono le idealistiche proiezioni, ad oggi sono già stati 10 i femminicidi registrati, secondo i dati dell’Osservatorio di Non Una Di Meno, aggiornati di recente. Nel complesso, dall’inizio dell’anno sono state 13 le morti legate alla violenza di genere, una categoria che il movimento utilizza per includere anche episodi collegati a dinamiche di controllo e sopraffazione.

In tutti i casi l’autore dell’omicidio conosceva la vittima, trattandosi di mariti, ex mariti, compagni o familiari stretti. In tre episodi l’uomo si è tolto la vita dopo aver ucciso.

Nel report compaiono casi di violenza maturata in ambito familiare: Federica Torzullo, 41 anni, uccisa a coltellate dal marito e poi sepolta in una cava, Maria Teresa Gavinelli, 83 anni, uccisa dal marito perché troppo malata; Luigia Rossi, colpita con un’accetta dal coniuge; e Enrica Bardotti, 85 anni, morta dopo essere stata aggredita dal figlio con un martello. L’età delle vittime oscilla dai 18 agli 85 anni a dimostrazione di quanto la violenza di genere sia assolutamente trasversale…

E mentre in Occidente proviamo ad esaltare le donne e ricordarle in un giorno l’anno, quante vittime femminili questa guerra sta sterminando, se si pensa alle bambine della scuola iraniane, alle migliaia di vittime del conflitto israelo-palestinese o ucraino-russo.

La colpa di questi continui bollettini di morte è nella cultura arcaica che a livello globale persiste … e così persino il vincitore di Sanremo, Sal Da Vinci, con la sua “Per sempre si” si è ritrovato suo malgrado al centro delle polemiche, sotto un duplice punto di vista.

Anzitutto, per il testo della canzone che richiama l’ideale di una amore eterno, il famoso si per sempre davanti all’altare con una promessa di matrimonio rinnovata per l’eternità

In molti hanno storto il naso per il significato del suo testo considerato un inno a messaggi di altro tempo con l’idea di una monogamia di stampo patriarcale. Qualcuno ha parlato di patraircato medievale, richiamando i concetti ormai problematici nel contesto sociale contemporaneo come il senso del possesso e dell’annullamento della donna nel rapporto di coppia con un evidente squilibrio.

Secondo le attiviste del movimento femminista, il riferimento al vincolo eterno del matrimonio diventerenne una negazione simbolica del diritto al divorzio e, più in generale, dell’autonomia delle donne all’interno delle relazioni sentimentali…e così nonostante la vittoria, Sal Da Vinci ha dvuto incassare polemiche e ostilità da parte delle femministe più convinte da Nord a Sud che hanno fatto di questo testo una questione ideologica e politica, leggendo nelle parole del cantautore messaggi che vanno ben oltre quelli che lui stesso voleva veicolare.

Ma la polemica non si è spenta con le attiviste del femminismo più estremo, perchè il povero Sal Da Vinci è finito nel turbine delle critiche dopo l’articolo di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera che con le sue dichiarazioni ha affondato un duro colpo al cantante inasprendo i toni già accesi della polemica.

“Amo Napoli e i napoletani. Sal Da Vinci è la Napoli che pensano e che vorrebbero coloro che la detestano. Siccome io la amo, non mi piace Sal Da Vinci. Adoro invece la grande tradizione della canzone napoletana, portata in tutto il mondo dall’Orchestra italiana di Renzo Arbore, ma prima ancora elevata ai massimi livelli da Caruso e da altre tra le più belle voci che non solo l’Italia ma l’umanità abbia mai avuto”, scrive sul ‘Corriere della Sera’ Aldo Cazzullo in risposta a un lettore che si diceva sorpreso per la polemica innescata dallo stesso Cazzullo su ‘Per sempre sì’ da lui ritenuta “adatta ad un matrimonio della camorra“,

Con queste parole, Aldo Cazzullo ha aperto la pista ai fronti del “per sempre si” e del “per sempre no”…ovvero una contrapposizione tra chi vede in Sal Da Vinci la manifestazione lampante di un napoletano che non piace, aggrappato a tutti i peggiori stereotipi e pregiudizi nei confronti del Sud e in particolar modo dei napoletani, il cui dialetto – persino – risulta tra i più odiati dagli italiani e chi, invece, sente una canzone un pò più neomelodica delle altre di successo dello stesso cantautore, ma non per questo ne condanna il successo e la vittoria.

Spicca dalle parole di Cazzullo una interpretazione negativa della canzone napoetana che fa da sponda – ovviamente involontariamente – alla vecchia e sempiterna formula pericolosa di antimeridionalismo, questa vetusta contrapposizione tra Nord e Sud, dove il Sud è sempre considerato eccessivo e arretrato, nei pensieri, nei modi, nelle idee e così ” La Napoli di Sal Da Vinci oggi, come la Napoli di Mario Merola ieri, rappresenta uno stereotipo che con la cultura napoletana non ha molto a che fare. È un’attitudine strappacore, enfatica, consolatoria”.

Sal Da Vinci ha provato a spegnere le polemiche, invitando a non cedere alle accuse, con un secco “Critiche alla mia canzone? Provocazioni per qualche like in più, io parlo d’amore”.

A questo punto, travolto dalle critiche, Cazzullo ha provato a chiudere la querelle semplicemente ricordando che di fatto siamo tutti italiani, rivendicando la sua legittima libertà di manifestazione del suo pensiero – che non cambia di certo – “Criticare una canzone non significa criticare una città”, sulla contrapposizione Nord-Sud che ha animato il dibattito degli ultimi giorni, l’editorialista del Corriere della Sera taglia corto: “È inutile, ormai siamo tutti italiani.”

Sta di fatto che dopo le sue dichiarazioni sull’abbinamento canzone neomelodica – canzone matrimonio della camorra il dibattito è acceso e si è concentrato su quella forma antipatica di antimeridionalismo che pensavamo archiviata…e, invece, esiste e persiste, tanto che aumentano i sostenitori di Sal Da Vinci, tra cui il Sindaco di Napoli e diversi esponenti del mondo televisivo e giornalistico che hanno considerato eccessive le parole di Cazzullo, quasi discriminatorie nei confronti di Napoli e dei napoletani, perchè è una cosa non amare una canzone, ben altra è non amarla accusandola di essere patriarcale, arcaica, offensiva e retrograda, prestando il fianco alle logiche camorristiche dei neomelodici più beceri.

Massimiliano Gallo, intervistato, ha dichiarato in modo provocatorio “Puoi dire la stessa cosa in maniera diversa, Perché dire che la canzone di Sal Da Vinci è “adatta a un matrimonio di camorra”? Una canzone del genere, se l’avesse fatta uno di Bergamo, non l’avresti mai associata a una cosa di camorra”.

A rincarare la dose, l’avvocato Angelo Pisani “Associare una canzone alla ‘colonna sonora di un matrimonio della camorra’ non è critica musicale ma un grave stereotipo offensivo e discriminatorio verso Napoli e la cultura meridionale. La libertà di stampa è un valore fondamentale, ma non può diventare libertà di insulto o di discriminazione territoriale“.  Nell’esprimere solidarietà nei confronti dell’artista napoletano, “vittima di una violenza mediatica e di stereotipi offensivi verso Napoli e la cultura meridionale“, invita  l’Ordine dei Giornalisti ad intervenire immediatamente per verificare il rispetto delle regole deontologiche della professione in quanto “Un giornalista ha una grande responsabilità sociale: la sua penna può informare, ma può anche alimentare pregiudizi. Per questo l’Ordine deve valutare se siano stati violati i principi di correttezza, rispetto e responsabilità dell’informazione”.

L’esposto, a dire dell’avvocato, sarà presentato nell’interesse dei cittadini napoletani e dei fan dell’artista “affinché vengano valutati eventuali profili di violenza mediatica e discriminazione territoriale. Napoli merita rispetto. La critica è libera, ma la discriminazione non è tollerabile“.

Nel frattempo, con tutti i pettegolezzi, inciuci o polemiche, Sal Da Vinci rappresenterà l’Italia all’Eurovision…

Insomma, una volta erano solo canzonette, invece, ora sono stritolate e spremute nei loro significati, “parole opere omissioni”… e così una canzone che voleva banalmente cantare l’ideale di un amore eterno diviene canzone per inneggiare l’amore dei camorristi durante i matrimoni nel Castello delle cerimonie, inserendo in un istante tutti i peggiori clichè e stereotipi sui napoletani, caciaroni, melensi, melodrammatici, piagnoni e stucchevoli nei gesti, nei modi, nelle parole.

Eppure Napoli è inondata di turisti, incantati dalla città ma anche dai napoletani, accoglienti e gioiosi, certo non tutti sono pizza e mandolino, ma neanche tutti sono da matrimonio camorristici con neomelodici e balli estenuanti fino a notte fonda.

Napoli è come tutti i luoghi del mondo, dalle mille sfaccettature ai mille sguardi, dalle sue contraddizioni ai molteplici eccessi, dalla sua identità alla sua originalità, dai suoi colori ai suoi dolori…e così in pochi giorni tra la vicenda triste del piccolo Domenico alla vittoria contestata di Sal Da Vinci, Napoli torna alla ribalta in negativo mentre le sue strade sono inondate di turisti entusiasti.

Insomma, contraddizioni e chiaroscuri fanno di Napoli sempre una realtà unica a sé…e tra odiatori e amatori, resta sempre che, che si pianga o si rida, che si canti o si scriva, Napoli è così…un pò dubbia, un pò sola, un pò nota stonata un pò bemolle, un pò amata, un pò odiata…e così dalla dedica particolare  di Cazzullo ai difensori partenopei o di Partenope, sembra che Napoli non sia mai protetta dalle tempeste del mare e delle parole.

Al di là di Sal Da Vinci o come purtroppo è accaduto con la drammatica questione del piccolo Domenico, ogni volta che viene attaccata la napoletanità,  a parole lo schieramento è netto…perchè checchè se ne dica, se Sanremo è Saremo,  Napoli è Napoli, a parole…nelle canzoni…ma a conti fatti, la saggezza di Pino continua ancora oggi:

“Napule è na’ carta sporca
E nisciuno se ne importa
E ognuno aspetta a’ sciorta”.

Potrebbe piacerti anche

Tredicenne accoltella la sua insegnante di francese: fiction o realtà?

Da Napoli aLondra emergenza sanitaria

La famiglia nel bosco

Sanremo è Sanremo

Un addio doloroso al piccolo Domenico

Fabiana Sergiacomo Mar 9, 2026
Share this Article
Facebook TwitterEmail Stampa
Pubblicato da Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo, funzionario del Miur, appassionata della mia città e della sua inesauribile cultura. Dotata di una passione sconfinata per la lettura, la scrittura e l'arte che Napoli offre in ogni angolo e in ogni suo tratto caratteristico.
Previous Article 27 marzo, Giornata Mondiale del Teatro: a Napoli la narrazione immersiva di Fever tra tradizione e innovazione
Next Article Inter, Chivu e il tocco di mano di Ricci: “Var avrà fatto check, no?”

Ultime notizie

The Fottutissimi – è uscito il disco omonimo
4 ore fa Redazione
La ricerca di Outlook non funziona su Mac? Ecco come risolvere passo dopo passo
6 ore fa Redazione
Cure domiciliari onco-ematologiche, Ail riceve 100mila euro da campagna Tigotà
6 ore fa Redazione
Dalla strada al palco, oggi nuovo appuntamento: le anticipazioni e gli ospiti
6 ore fa Redazione
Terremoto in provincia Udine oggi, scossa di magnitudo 3.1 tra Verzegnis e Villa Santina
6 ore fa Redazione
Gic, infrastrutture sostenibilità e innovazione al centro delle prime due giornate
6 ore fa Redazione
Napoli, rapina in banca con 25 ostaggi: investigatori ricostruiscono via di fuga e arrivo dei banditi
6 ore fa Redazione
Retinopatia nel prematuro, al Burlo Garofolo di Trieste tecnologia salvavista
6 ore fa Redazione
L’IA Google sbarca su Mac: Gemini sfida Siri sul suo terreno
6 ore fa Redazione
Metro 2039 riporta l’incubo nucleare sotto il suolo di Mosca
6 ore fa Redazione

You Might Also Like

Riflessioni Senza Linea

Tredicenne accoltella la sua insegnante di francese: fiction o realtà?

3 settimane fa
Riflessioni Senza Linea

Da Napoli aLondra emergenza sanitaria

4 settimane fa
Riflessioni Senza Linea

La famiglia nel bosco

1 mese fa
Riflessioni Senza Linea

Sanremo è Sanremo

2 mesi fa
Senza LineaSenza Linea

© Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri

Questo sito utilizza cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Accept Reject Read More
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
ACCETTA E SALVA
Welcome Back!

Sign in to your account

Lost your password?