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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Riflessioni Senza Linea

Da un mostro all’altro

Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo 4 settimane fa
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13 Min Lettura
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La storia di Garlasco ci insegna quanto sia profondo l’abisso nell’animo umano e quanto sia evidente l’importanza del punto di vista in un racconto nell’interpretazione di una storia.

13 agosto 2007 – data associata all’ormai noto delitto di Garlasco – una giovane donna di appena 26 anni viene trovata morta, presuntivamente assassinata dall’allora fidanzato Alberto Stasi.

Immediatamente, l’attenzione degli inquirenti e la pressione mediatica portarono a  concentrare le accuse ai danni di Stasi, che ha attraversato diversi processi con assoluzioni per insufficienza di prove in primo e secondo grado – rispettivamente negli anni 2009 e 2011 – fino a giungere ad una riapertura processuale con condanna a 16 anni di reclusione confermata in Cassazione nel 2015.

Se si ripercorrono quegli anni, il delitto di Garlasco è stato tra quelli che ha generato i maggiori rompicapo della autorità giudiziaria e dell’inchiesta giornalistica perchè la questione delle scarpe, la famosa impronta 33 – verosimilmente appartenente a Andrea Sempio, amico del fratello della vittima – il mistero della bicicletta nera femminile che potrebbe essere appartenuta all’assassino, il dilemma del cambio di pedali, la mancanza di tracce ematiche sulle scarpe di Stasi che sono stati alla base delle prove contro il fidanzato che proprio perchè l’avrebbe assassinata non ha avuto bisogno di attraversare la scena del delitto pregna di schizzi di sangue…impossibile per gli inquirenti dell’epoca che fosse stata attraversata senza sporcare le suole delle famose scarpe a pallini, la data dell’orario coincidente con gli unici momenti della mattinata in cui Stasi non aveva alibi.

E poi, l’indagine sempre più penetrante nella vita dei due fidanzatini, le ricerche di Chiara su temi particolari, quali disturbi alimentari e abusi su minori, i dubbi sul santuario della Madonna della Bozzole con la storia del ricatto hard all’ex rettore, le fotografie rinvenute nel pc di Stasi a sfondo sessuale anche un pò eccessive che inizialmente contribuirono a delineare il quadro di un assassino con l’ossessione del sesso in possesso di materiale anche pedopornografico, di qui la probabile lite con la fidanzata alla scoperta di questo lato inquietante e oscuro della vita di Alberto.

Dopo l’archiviazione del procedimento nei confronti di Sempio, in possesso del famoso scontrino fiscale del parcheggio di Vigevano dove si era recato la mattina del delitto per acquistare un libro di cui non ricorda il titolo, la posizione di Stasi venne definitivamente suggellata dalla condanna.

Le indagini contro Sempio sono ripartite a marzo 2025 quando è stato notificato nuovo avviso di garanzia per una indagine sul suo DNA, compatibile su linea paterna con quello ritrovato sulle unghie di Chiara e sulla famosa impronta 33 impressa sul muro della cantina della famiglia Poggi.

In questo anno, la storia del delitto di Garlasco accompagna le notizie di cronache quotidiane con una ossessiva attenzione mediatica perchè ci sono tutti gli elementi del giallo più sconvolgente possibile con tanti indizi e tanti protagonisti, proprio questi ultimi sono parte integrante dell’intrigo, se si pensa al passaggio del testimone del mitico cartonesco avvocato Lovati – che si è fatto incastrare dall’intervista di Corona – all’allusione di una tresca amorosa tra la difesa di Stasi e il responsabile della polizia giudiziaria incaricata delle nuove indagini a carico di Sempio che accompagna le pagine della relazione dei magistrati  fino all’accanimento nei confronti della famiglia Poggi – anch’essa soggetta ad intercettazioni e di Marco Poggi, in particolare , interrogato anche di recente, in quanto amico del nuovo indagato, per scovare verità non dette e scoprire  se sapesse qualcosa che continuerebbe a tacere con un alone di sospetto che non lo abbandona mai, alle sorelle Cappa, sempre sullo sfondo della narrativa del delitto e al neo avvocato di Stasi, l’avv. De Renzis, onnipresente in tv che è divenuto parte sostanziale, ossequioso e verboso, del nuovo racconto del triller Garlasco.

300 pagine di rinvio a giudizio di Andrea Sempio che all’interrogatorio di garanzia ha scelto il silenzio, attraversano questi ormai quaso 20 anni dal delitto di Chiara Poggi e toccano tutti gi aspetti di questo immenso dramma umano e dipingono e descrivono Andrea Sempio come una persona pericolosa, spaventosa, dalle mille ombre, dalla penna facile, passando il suo tempo a trascrivere pensieri, dubbi, frasi sconnesse, parlando da solo in macchina con se stesso pur sapendo di essere interecettato facendo – secondo il parere degli inquirenti – continuamente riferimento al delitto di Chiara nei suoi infiniti soliloqui.

Cambia la scena del delitto, cambia l’orario, cambia il movente: Sempio acceccato dalla rabbia per un no di Chiara – di cui sarebbe stato ossessionato – l’avrebbe colpita più volte al volto e alla testa fino a scaraventarla sulle scale della cantina e lì appoggiarsi per essere sicuro della sua morte, di qui l’impronta 33 e poi la scena non si sposta più nel bagno dove non sono state rinvenute tracce ematiche, ma in cucina, dove si scopre che il tappetino – probabilmente pregno di tracce – era stato arrotolotato e non analizzato al luminol.

Dopo 20 anni quasi, gli inquirenti hanno riscritto completamente la storia, aprendo la strada ad una revisione del processo a Stasi e ad una probabile causa di ricarcimento danni milionaria da parte dello Stato.

Dal canto suo, la famiglia Poggi esce completamente distrutta da tutto ciò perchè non oso immaginare cosa possa significare affrontare un  nuov0 processo, conoscere una nuova realtà, storica dei fatti e giudiziaria, nel caso di condanna di Sempio, accettare che in venti anni hanno odiato forse profondamente la persona sbagliata, ritenuta responsabile dell’efferato omicidio della loro Chiara…e infatti, hanno, tramite i loro legali, affidato la comunicazione di una loro dichiarazione in cui non nascondono un certo scetticismo sulla nuova indagine della Procura, anche alla luce della convinzione dell’esistenza di una relazione amorosa tra l’ avvocata di Stasi e un noto componente della squadra mobile delle indagini, non confermata dalla Procura.

L’immagine di Sempio è davvero orripilante, un uomo violento, dai pensieri primitivi, da idee retrograde e esconcertanti, con difficoltà ad avere relazioni con le donne, autolesionista, intento a reperire materiale a sfondo sessuale come l’acquisto di foto intime da una sua parente o la ripresa video di una donna nelle sue parti intime nel negozio dove lavorava, l’ossessione per i delitti feroci e per temi atroci come morti violente, assassini e argomenti cruenti  con una grafomania che potrebbe costargli l’ergastolo se i suoi centinaia di scritti sequestrati divengono da questa nuova interpretazione le sue silenti confessioni.

Stasi contro Sempio – Sempio contro Stasi.

Un mostro contro l’altro, uno del passato, l’altro del presente.

Venti anni fa Stasi era l’ossessionato di sesso, accanito utilizzatore di materiale pedopornografico e un violento spietato assassinio condannato dai suoi occhi di ghiaccio e dalla sua freddezza.

Oggi Sempio, intercettato costantemente negli ultimi anni, incastrato da una probabile impronta digitale, dai suoi scritti e dal suo profilo di criminale che ha determinato l’accusa dovrebbe rispondere di omicidio volontario pluriaggravato da “crudeltà” e “motivi abietti” per aver ucciso Chiara Poggi in più fasi con “almeno 12 colpi” in preda “all’odio” causato dal “rifiuto del “suo approccio sessuale”. Lei ha provato a difendersi. Lui l’avrebbe colpita “reiteratamente” in testa fino a farle perdere i “sensi” e causarne la morte sulle scale della cantina. 

Il materiale sequestrato ad Andrea Sempio testimonia la frequenza di “ricerche online di materiale violento ed estremamente disturbante, ricerche su modalità di aggressione sessuale, immagine reiterate di stupri ed azioni atroci contro le donne, dalle quali traspare odio riempito di orrore” così scrivono i pm Stefano Civardi, Valentina De Stefano e Giuliana Rizza nell’atto d’accusa letto ad Andrea Sempio nel corso dell’interrogatorio in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere e”tali ricerche ed immagine risultano usate per alimentare fantasie di tortura ed associate a eccitazione sessuale legata alla violenza“, dai suoi quadermi e appunti come dalle sue parole riferite ad un video hard di Chiara di cui sarebbe entrato in possesso – segno evidente che era a conoscenza di un aspetto finora sconosciuto – è “evidente come tale ossessione del sesso, e in particolare del sesso non consenziente, non sia legata soltanto a fantasie o sogni dell’indagato, posto che lo stesso in diverse occasioni la accosta alla sua vita e alle sue esperienze“.

I file del suo computer, “dimostrano come l’indagato non abbia alcuna remora alla possibilità di ‘prendere una donna con la forza perché la desidera’, considerando la morte della vittima semplicemente come un eventuale effetto collaterale” – così conludono i PM – “E’ ovvio  che tali elementi non sono prova in sé dell’agito omicidiario ma possono corroborare e rafforzare la lettura complessiva del fatto storico, già delineato sulla base di elementi oggettivi e indipendenti“.

E così dopo il processo mediatico a Stasi, da più di un anno è partito il processo mediatico a Sempio – la cui colpevolezzza sarà provata nell’unica sede autorizzata a farla  in sede processuale mentre da tempo ormai la gogna mediatica l’ha già ampiamente condannato in barba alle disposizioni costituzionali di presunta innocenza fino a sentenza definitiva dell’articolo 27.

Sta di fatto che una volta eravamo gli allenatori del lunedì e ci si infervorava per le scelte in campo in un bar o nei luoghi di lavoro, oggi ci si improvvisa opinionisti, giudici o inquirenti, e non si gioca più solo intorno ad un pallone, ma intorno alle mille vite travolte dai diversi protagonisti delle vicende giudiziarie narrate con un collassante estenuante genere noir h24 che assume un effetto dirompente proponendo e riproponendo narrazioni di parte sempre più insistenti e assillanti…a discapito del diritto di cronaca e del dovere di informazione che cedono il passo troppe volte ad una narrazione asfissiante, angosciante  e eccessiva, dimenticando che dietro le storie raccontate ci sono le vite di persone, che nel bene e nel male ne vengono travolte e turbate…oltre ogni misura umana sostenibile.

Così è stato per Stasi – gravissimo se oggi si dimostrerà la sua innocenza – così speriamo non sarà per Sempio – oggi indagato per lo stesso delitto.

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Fabiana Sergiacomo Mag 11, 2026
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Pubblicato da Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo, funzionario del Miur, appassionata della mia città e della sua inesauribile cultura. Dotata di una passione sconfinata per la lettura, la scrittura e l'arte che Napoli offre in ogni angolo e in ogni suo tratto caratteristico.
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