“DEL TUONO, DEL LAMPO ED ALTRE METAMORFOSI” DI ENZO PALUMBO

Quaranta opere pittoriche di varie dimensioni che dialogano con una “sculto-pittura”, un approccio multidisciplinare dagli esiti straordinari, è questo il risultato della mostra personale “Del tuono, del lampo ed altre metamorfosi” dell’ artista Enzo Palumbo allestita negli spazi espositivi del PAN, Palazzo delle Arti di Napoli in via dei Mille 60 fino al 30 gennaio 2018. Immagine, immaginazione, segno, materia e infine, rivelazione, su questi termini vi è tutta la poetica e il modus operandi di un artista che attinge dal passato, dalla cultura arcaica, dalla forma primigenia per elaborare, interpretare e plasmare in composizioni ibride e bidimensionali tutta la sua esperienza, un percorso espositivo con un ritmo incalzante in cui l’ osservatore è attratto dalle immagini, dalle forme e dai colori, un impatto percettivo/emotivo di notevole valenza, opere che si susseguono come sequenze di una pellicola cinematografica, uno stile raffinato che raggiunge l’ apice con l’ opera onirica “Globetrotter” in cui la scultura e la pittura si integrano e dialogano, una commistione polimaterica che attinge alla figura del mito di Osiride, dio acefalo, creatore del mondo, signore del tuono e del lampo. Osservando ogni singola opera, tecnica mista su legno, la percezione immediata delle figure dipinte non è nitida, Palumbo riesce attraverso il suo stile ad innescare nell’ osservatore un processo di riconoscimento delle forme, è una percezione intuitiva ed è l’ esito di una composizione figurativa generata dalle sue visioni oniriche, dagli impulsi emotivi, senza nessun condizionamento razionale, le forme non sono mai statiche, fluttuano, vibrano, scorrono sulla superficie e soltanto alla fine assumono una consistenza solida, l’ artista gioca con la parte dell’ emisfero destro di chi osserva, quella irrazionale, il colore assume un ruolo determinante per l’ impianto compositivo, esso aumenta la distanza dei soggetti raffigurati rispetto al piano di fondo, una applicazione del colore che attinge a tutta la gamma cromatica. Figure umane, immagini zoomorfe e antropomorfe, oggetti comuni e altri materiali sono gli elementi protagonisti della creatività dell’ artista napoletano, nelle sue rappresentazioni non ci sono luoghi riconoscibili, la tridimensionalità non esiste, mancano delle coordinate temporali, scevra da qualsiasi riflessione sulla percezione del tempo e della durata teorizzata da Henry Bergson.

                                              Sono i sogni di Palumbo i protagonisti della superficie pittorica attribuendo all’ inconscio un ruolo fondamentale avvalorato dalle conoscenze dell’ “Interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud e della corrente artistica del Surrealismo, dell’ “Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale.”  In effetti queste immagini elaborate dall’ Io sono in continua metamorfosi, sono fantasmi, fenomeni, dei o demoni che venendo alla luce dimostrano che sono una parte integrante dell’ animo umano, fanno parte del nostro immaginario, in Salvador Dalì l’ esternazione delle visioni dell’ inconscio avveniva attraverso un “metodo paranoico-critico”  in cui le immagini sono inventate dall’incomprensibile agitarsi del suo Io, (paranoia),  possono essere rappresentate nel dipinto solo se l’artista si immerge nel delirio e nella pura follia facendo emergere dei contenuti razionalizzati (fase critica), arrivando a forme estreme di elaborazione, René Magritte giocava sull’ estraniamento dalla realtà e le sue opere sono sollecitazioni visive che portano alla riflessione, nell’ artista Palumbo il processo di produzione artistica avviene in maniera irrazionale e seguendo il flusso di coscienza, in sintesi, partendo dal titolo della mostra potremmo dire che il lampo è la creatività dell’ artista, il tuono è l’ applicazione delle sue idee e la metamorfosi è la capacità di Palumbo di mettersi continuamente in discussione e in continua evoluzione, animato da una grande curiosità, dalla costante ricerca e sperimentazione artistica e dall’ indagine psicologica, con uno sguardo sempre attento e rivolto alla realtà contemporanea.

     

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Biografia Luca Del Core

Luca Del Core
Ha scritto per alcune riviste di settore, tra cui "Arskey Magazine" e per alcune delle quali è ancora redattore, "Artslife" e "Art a part of cult(ure)". L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. (Paul Klee)

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