mercoledì , 16 Ottobre 2019

Dipendenza affettiva: dalla normalità alla patologia

Siamo tutti dipendenti l’uno dall’altro. Nasciamo dipendenti e nel corso della crescita continuiamo a dipendere sia dal punto di vista emotivo e psicologico che per i bisogni concreti.
Esiste però una forma di dipendenza affettiva che esprime il bisogno di accettazione, protezione, sicurezza e amore. Questa dipendenza viene soddisfatta all’interno di una relazione significativa; principalmente nella coppia.
Alcune persone, per lo più donne, sviluppano una forma di dipendenza affettiva patologica. Vivono il rapporto di coppia come una necessità, come una condizione per esprimere la propria esistenza. È così che la relazione di dipendenza si trasforma in un’ossessione. Un costante bisogno di essere rassicurati. Di avere qualcuno che si prenda cura di sé, anche nella quotidianità.
Si sviluppa un senso di sottomissione. Si evita in qualsiasi modo la separazione.
All’interno della relazione prevale la paura della disapprovazione. La paura di perdere la stima, la considerazione. La paura di perdere il legame con la persona amata.
Tutto dipende da una scarsa autostima. Dipende dal far dipendere la propria considerazione di sé e il proprio valore dalla presenza e dall’opinione dell’altro.
Questo porta all’accettazione di qualsiasi richiesta e di ogni bisogno del partner.
Le donne con dipendenza affettiva riproducono con il proprio compagno ciò che vivevano con le proprie figure di accudimento. È una coazione a ripetere. Si legano a persone bisognose, a persone da aiutare, da cambiare in meglio ma non si rendono conto che non è possibile modificare una persona solo perché la si ama. Queste donne, in genere, sono donne che hanno una famiglia di origine in cui non sono stati riconosciuti, in modo adeguato, i propri bisogni emotivi.
È così che poi, in coppia, il loro bisogno di sentirsi necessarie è un modo per negare o ignorare il vuoto che sentono dentro di sé.
Per cercare di bilanciare il rapporto emotivo che hanno con il loro partner, un rapporto basato sul conflitto e sulla svalutazione, le donne con dipendenza affettiva usano il loro corpo, la loro sensualità come strumento di controllo della relazione.
Il contatto sessuale diventa l’unico modo di sentirsi vicine al partner. Diventa uno strumento di potere.
Per rendere possibile questo, le donne devono separare i pensieri dalle emozioni e dalle sensazioni fisiche. Questa divisione, scissione, comporta un eccessivo controllo e conduce al non provare il vero piacere. Spesso le donne dipendenti mostrano una passionalità tanto controllata da arrivare ad essere anorgasmiche.

Ti è sorto il dubbio di avere una dipendenza affettiva?
Cosa bisogna fare per stare meglio?
Inizia ad interrogarti e a riconoscere di avere vuoti affettivi ed emotivi che ti portano alla straziante ricerca di un legame che ti fa riempire i vuoti con altri vuoti.
Poi riconosci di far dipendere la tua vita dalla sola presenza del tuo partner e prendi in mano le redini della tua vita.
Amplifica e ricostruisci la tua autostima.
Senza paura, senza vergogna, chiedere aiuto ad un esperto psicologo!

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Biografia Stefania Pelosi

Stefania Pelosi
Psicologa, specializzanda psicoterapeuta della famiglia - sistemico relazionale -

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