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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Arte

“Dipingere il paesaggio”, le installazioni ambientali di Salvatore Emblema

Redazione
Redazione 11 mesi fa
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6 Min Lettura
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“DIPINGERE IL PAESAGGIO”, LE INSTALLAZIONI AMBIENTALI DI SALVATORE EMBLEMA IN MOSTRA AI PIEDI DEL VESUVIO

Il 28 marzo, ore 17, al Museo Emblema di Terzigno l’inaugurazione del nuovo progetto espositivo. A seguire la performance musicale di Dada’

Venerdì 28 marzo, alle ore 17.00, il Museo Emblema di Terzigno (NA) presenta il progetto espositivo dal titolo “Dipingere il paesaggio” di Salvatore Emblema (1929-2006), a cura di Renata Caragliano e Emanuele Leone Emblema, programmato e finanziato dalla Regione Campania (fondi POC 2014–2020), realizzato da Scabec – Società Campana Beni Culturali nell’ambito della rassegna Campania by Night, con il Museo Emblema.

Nella ex casa-studio dell’artista Salvatore Emblema, ai piedi del Vesuvio, si ripropone quel clima di condivisione che l’artista creava ospitando gli amici durante l’equinozio di Primavera: una “festa”, come la definiva lo stesso Emblema, per celebrare il momento in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata.

La mostra, aperta fino al 31 luglio, prende il titolo da un’opera di Emblema del 1967-’73: “Dipingere il paesaggio”, un’installazione composta da un insieme di fascine di rami di castagno ridipinti in un colore Blu Emblema, e propone un viaggio nelle installazioni ambientali nella natura che l’artista ha realizzato ai piedi del Vesuvio. Una vera e propria anticipazione della Land Art sotto il vulcano messa in atto dal 1967 in avanti. Esperimento documentato anche da alcuni scatti fotografici, nei quali si vede come Emblema fosse intervenuto con pigmenti naturali (rosa, bianco, verde) sugli alberi di pino circostanti la sua casa-studio, cambiandone colore. Un’azione bloccata in un fermo immagine, che fissa a un attimo preciso il ciclo di vita di quell’intervento di “dipingere il paesaggio” destinato a scomparire nel tempo.

In esposizione una selezione di opere, soprattutto degli anni Sessanta e Settanta, allestite tra interno ed esterno del museo, realizzate con materiali industriali, semilavorati e prefabbricati in metallo, “griglie” che interagiscono con lo spazio circostante utilizzando la linea come forma scultorea. Strutture primarie che, come una rete, danno vita a forme geometriche elementari allo scopo di creare opere pure che si sviluppano in verticale, “trasparenti”, e che – come nel caso delle sue opere su tela di juta – da corpi solidi e tridimensionali perdono peso raggiungendo la trasparenza.

“Che cos’è la trasparenza allora, se non il tentativo di eliminare ogni corpo opaco che si metta in mezzo tra i nostri occhi e la luce?” scriveva Emblema. Le forme scultoree incontrano il paesaggio che le circonda trascinando con sé nella memoria, una traccia, un segno lasciato o anche un vuoto segnato. La sua opera collocata sullo sfondo della natura contiene la visione della natura stessa. Con le parole di Emblema: “Non imito la natura, creo entro le sue leggi. La luce del sole penetra il dipinto”, in questo caso il corpo della scultura, “come penetra la terra”.

L’inaugurazione del 28 marzo sarà seguita, alle ore 19.30, dalla performance musicale di Dada’, artista napoletana che ha preso il nome da una corrente delle avanguardie artistiche del Novecento, il Dadaismo, e che propone una musica in bilico tra passato e futuro, tradizione e innovazione, ‘glocal’, per così dire, e che ha le radici ben piantate nella musica napoletana ma le antenne orientate verso i suoni e le atmosfere del mondo contemporaneo. L’evento musicale si avvale della consulenza artistica di Stefano Piccolo.

Per tutta la durata della mostra sono previsti percorsi didattici, visite guidate ed eventi speciali come la presentazione del libro di poesie di Enzo Ragone, “La seconda vita del desiderio” (Interno Libri Edizioni), in programma domenica 4 maggio presso il Museo Emblema: un volume a cura di Francesco Napoli che connette brillantemente il tratto poetico di Ragone con quello pittorico – e a suo modo poetico – di Salvatore Emblema, fondendo due linguaggi con un’unica visione.

Tra i percorsi didattici, si propone un’esperienza a tratti immersiva, per allargare e allacciare allo stesso tempo i confini tra interno ed esterno, natura e cultura. Dopo aver visitato la mostra il pubblico verrà invitato a selezionare le opere esposte in una fotogallery virtuale, caricata in un tavolo tattile digitale. Ogni scelta verrà fatta sulla base dell’opera che ha provocato la più intensa partecipazione emotiva, che ha provocato il massimo di stupore e meraviglia rispetto al proprio modo di concepire l’arte e che dialoga di più con lo spazio esterno della natura. Il secondo percorso educativo disamina a tutto tondo del concetto di pittura, di orizzontalità, di proporzioni prospettiche e pattern coloristici storicamente legati alla pittura di paesaggio. Ideato per diverse fasce d’età, si caratterizza per una visita interattiva alla mostra e un successivo laboratorio pratico della durata complessiva di circa due ore.

La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile dal lunedì al venerdì nei seguenti orari: 9.30-13.00 e 14.30-18.30. Il museo sarà aperto in via straordinaria anche sabato 29 e domenica 30 marzo nei seguenti orari: 10-13 e 15-18. Le visite guidate e interattive sono gratuite, con prenotazione obbligatoria sul sito www.museoemblema.com.

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