Sfuma a Parma il sogno di bis tricolore del Napoli, proprio dove l’anno scorso, grazie al pareggio di Pedro a San Siro, gli azzurri capirono di essere ad un passo dallo Scudetto.
Come l’anno scorso è finita in parità, ma il gusto di questo 1-1 è decisamente più amaro di quello dello 0-0 maturato 11 mesi fa.
In questo caso, la vittoria dell’Inter in rimonta sul Como spegne infatti qualunque velleità di rimonta per la squadra di Conte, distante ben 9 lunghezze da quella di Chivu con 6 partite da giocare.
A deludere, al di là del risultato, è stato l’approccio degli azzurri, scesi in campo con una formazione fin troppo prudente al cospetto di un avversario abbottonato, e andati subito dopo 35″ a causa di un erroraccio di Juan Jesus, ancora una volta schierato fuori ruolo al posto di Beukema.
Il difensore brasiliano ha infatti inutilmente raddoppiato sul centravanti gialloblu Elphege, già marcato da Buongiorno, lasciando inutilmente solo Strefezza, bravo a raccogliere la spizzata del compagno e a battere con un destro chirurgico Milikovic-Savic.
Il Napoli, sceso in campo con il solo Hojlund in attacco e, testardamente, con 4 centrocampisti, ha a quel punto iniziato a sbattere puntualmente contro il muro ducale, non riuscendo mai ad alzare i ritmi e a creare nessun tipo di pericolo nel primo tempo.
Il tecnico salentino ha atteso più di un’ora per sostituire l’inutile, visto l’andamento del match, Anguissa, con Alisson Santos, accentrando ed arretrando McTominay; guarda caso lo scozzese ha impiegato solo 4′ per trovare il gol del pareggio, su sponda di Hojlund imbeccato in verticale da Lobotka.
La reazione azzurra si è pero fermata qui, mortificata anche dai cambi di Conte, sempre conservativi, con Elmas e Giovane al posto di Hojlund e Politano: i partenopei non sono più riusciti a rendersi pericolosi, portando a casa un pareggio al termine di una “prestazione” che ha spappolato il fegato dei tifosi azzurri sia a casa che sugli spalti del “Tardini”.
Il risultato di Como, negativo in ottica Scudetto, ha però praticamente sigillato anche la qualificazione in Champions degli azzurri, che hanno ora 8 punti di vantaggio sui lariani, quinti in classifica e scavalcati dalla Juventus di Spalletti.
Il Napoli può quindi affrontare con relativa serenità le ultime 6 partite, a cominciare dalla sfida in programma oggi pomeriggio (ore 18) al “Maradona” contro la Lazio dell’ex Sarri.
Conte potrebbe recuperare sia Di Lorenzo che Rrahmani, ma sarà interessante capire se riproporrà la formula, fin qui fallimentare, dei “Fab 4” contemporaneamente in campo.
I partenopei hanno vinto quasi la metà, 34, dei 70 precedenti giocati in casa in Serie A, ma la Lazio ha vinto gli ultimi 3 scontri diretti al “Maradona”.
L’1-0 firmato da Isaksen, arrivato dopo quello siglato da Vecino il 3 Marzo 2023 e il 2-1 del 2 Settembre dello stesso anno (reti di Luis Alberto, Zielinski e Kamada), è curiosamente anche l’ultimo k.o. interno subito dal Napoli in campionato.
La vittoria più recente del Napoli risale al 28 Novembre 2021, quando Zielinski, Mertens (doppietta) e Fabian Ruiz sancirono il roboante 4-0 della squadra allenata da Spalletti.
L’ultimo dei 23 pareggi è datato 5 Novembre 2016: in quella occasione fu Keita Balde, complice una papera di Reina, a vanificare il vantaggio azzurro firmato da Marek Hamsik.
I risultati dello scorso weekend hanno di fatto “chiuso” la tribolata stagione del Napoli, ormai certo sia di doversi scucire lo scudetto dalle maglie che di partecipare alla prossima Champions League: serve però chiudere i conti nel più breve tempo possibile, anche attraverso una vittoria contro gli aquilotti, per potersi dedicare con maggior serenità alle importanti scelte da compiere in ottica futura.




