SuperNapoli a Riyhad: la squadra di Conte disintegra il Bologna in finale di SuperCoppa Italiana, portando a casa il trofeo per la terza volta nella sua storia e chiudendo idealmente un ciclo complicato, apertosi proprio con la sconfitta contro i rossoblù di un mese e mezzo fa.
I Campioni d’Italia sono partiti a razzo, mettendo in campo qualità e intensità nonostante fossero gli stessi 11 del match di Giovedì col Milan, a dimostrazione che quella della stanchezza fisica fosse una panzana colossale, e che le brutte prestazioni contro Benfica e Udinese, così come le altre sconfitte stagionali, vadano attribuite a cali di tensione mentali, forse evitabili con un turnover più ampio.
Nella prima mezz’ora i partenopei hanno graziato il Bologna, divorandosi almeno tre gol con Elmas, Neres e Soprattutto Spinazzola, sul cui pallonetto dopo una strepitosa azione di prima in verticale è stato miracoloso Ravaglia, rallentando il pallone poi spazzato via sulla linea da Heggem.
Gli uomini di Italiano hanno avuto il torto di non cambiare atteggiamento nonostante la differenza di valori fisici e tecnici fosse evidente, e sono stati puniti poco dopo il 30′ da un capolavoro di Neres: strepitoso l’arcobaleno disegnato dal brasiliano da oltre 25 metri, con il pallone finito all’incrocio dei pali alla destra dell’estremo difensore felsineo.
Dopo aver sfiorato il raddoppio sia a fine primo tempo che a inizio ripresa, il Napoli ha concesso l’unica vera palla gol al Bologna, con Ferguson, solo in area dopo il cross di Orsolini (bravo ad approfittare di una rara incertezza di Juan Jesus), che però ha di fatto appoggiato il pallone a Milinkovic-Savic.
Scampato il pericolo, gli azzurri hanno chiuso i conti sfruttando la pessima costruzione dal basso dei rossoblù: Neres ha approfittato del passaggio corto di Ravaglia per Lukumi, scippando il pallone al difensore e infilando il portiere con un delizioso cucchiaio: una Supercoppa da sogno per l’ex Benfica, autore di tre reti nei due match giocati in Arabia e giustamente premiato come MVP del torneo.
Nel finale il Napoli avrebbe potuto dilagare, con lo stesso Neres, Hojlund, McTominay, Lang e Politano, e il 2-0 finale non rende l’idea della differenza di valori in campo tra le due squadre.
Quel che contava era però alzare il trofeo, cosa fatta con orgoglio da Capitan Di Lorenzo e dal condottiero Conte, a suggellare un 2025 indimenticabile per i tifosi partenopei.
Non c’è però il tempo di festeggiare troppo, visto che oggi (ore 15) si torna in campo a Cremona, per l’ultima partita dell’anno.
Il tecnico salentino potrebbe concedere qualche minuto a Lukaku, ormai quasi pronto, e per evitare dei prevedibili “down” mentali potrebbe far rifiatare qualcuno dei titolari di Riyhad, dando spazio almeno inizialmente ai vari Beukema, Buongiorno, Vergara, Lang e magari Lucca.
Napoli e Cremonese tornano ad affrontarsi dopo il ritorno dei lombardi in Serie A di tre stagioni orsono, giunto dopo un digiuno ultratrentennale: il 9 Ottobre 2022, dopo le reti di Politano e Dessers, fu un’incornata del solito, provvidenziale Simeone, a trascinare i ragazzi di Spalletti al successo, suggellato nel finale da Lozano ed Olivera.
Quella di 3 anni fa è l’unico successo dei partenopei in Serie A a Cremona, dove sono stati sconfitti 2 volte con 5 pareggi: l’ultimo successo dei grigiorossi risale all’11 Settembre 1994, quando a condannare la squadra di Guerini fu una doppietta di Florjancic.
Il pareggio manca dal 10 Marzo 1996, quando la squadra di Boskov, passata in vantaggio con un’incornata di Buso, venne raggiunta da quella del futuro allenatore azzurro Gigi Simoni grazie a una rete di Tentoni.
Quella dello “Zini” non sarà una partita semplice, ma serve un ultimo sforzo, fisico e soprattutto mentale, prima di poter finalmente brindare alla fine di un anno ricco di soddisfazioni e successi, e all’arrivo di un 2026 che, a conti fatti, potrebbe regalare ancora tante gioie al Napoli ed al suo popolo.






