Rabbia e delusione, nell’esordio casalingo del 2026, per il Napoli di Antonio Conte: i Campioni d’Italia, che solo 3 giorni prima avevano asfaltato la Lazio a domicilio, si fermano in casa contro il Verona ultimo in classifica, rimontando due gol e recriminando per due decisioni del VAR destinate a incidere profondamente sulle sorti del campionato.
Come troppo spesso accaduto quest’anno, gli azzurri non sono riusciti a mantenere la giusta concentrazione in un impegno ravvicinato, approcciando al match con troppa sufficienza e finendo sotto dopo poco più di un quarto d’ora a causa di un gol di tacco di Frese, lasciato libero a centro area da Di Lorenzo e compagni dopo una veloce ripartenza gialloblu.
Il vero colpo accusato dal Napoli, però, è stato il raddoppio degli uomini di Zanetti, arrivato grazie al rigore di Orban: il fallo di mano di Buongiorno è stato ritenuto punibile da Marchetti dopo revisione suggerita dal VAR Marini, ma entrambi hanno incredibilmente ignorato l’evidente fallo di Valentini, che ha sbilanciato il difensore azzurro inducendolo al tocco col braccio.
I partenopei hanno faticato a riprendersi, pur andando vicini al gol con Hojlund e McTominay a fine primo tempo: rabbiosa, viceversa, la reazione nella ripresa, che ha portato al gol di “Big MC”, bravo a colpire di testa su corner verso la porta lasciata sguarnita dall’uscita fuori tempo di Montipò.
I ragazzi di Conte hanno continuato ad attaccare a testa bassa, giungendo al pareggio al 71′ con Hojlund, abile a stoppare di petto una respinta corta della difesa e ad infilare di sinistro il portiere scaligero: ancora più assurda però, in questo caso, la decisione di Marini, che senza nemmeno richiamare al video Marchetti gli ha suggerito di annullare la rete per un tocco di mano del danese che, a distanza di giorni, è ancora difficile da scorgere guardando tutte le possibili riprese televisive.
Questa decisione ha “rallentato” la rimonta degli azzurri, che il pari l’hanno comunque trovato a una manciata di minuti dal termine con Di Lorenzo, puntuale nel battere Montipò con un destro di controbalzo su bell’invito del neo entrato Marianucci: pochi però, a quel punto, tempo ed energie rimasti per completare l’opera e portare a casa i tre punti.
Il Napoli perde dunque terreno rispetto all’Inter capolista, distante ora quattro punti proprio alla vigilia dello scontro diretto che aprirà il girone di ritorno, in programma stasera (ore 20:45) al Meazza.
Conte spera di recuperare almeno Neres, che insieme a Spinazzola e Juan Jesus dovrebbe rappresentare la novità più importante rispetto a Mercoledì: il suo rientro consentirebbe quindi al tecnico salentino di riproporre la formazione protagonista del brillante match dell’Olimpico della scorsa settimana.
I partenopei sono ancora alla ricerca della decima vittoria in Serie A nella San Siro nerazzurra, dove sono stati sconfitti ben 51 volte con 19 pareggi, l’ultimo dei quali nella scorsa stagione: il 10 Novembre 2024 McTominay portò avanti gli azzurri, raggiunti con un gran gol da Calhanoglu che però sbagliò il rigore della possibile vittoria nel secondo tempo.
La più recente delle vittorie interiste è l’1-0 firmato da Dzeko il 4 Gennaio 2023, che rappresentò anche il primo stop stagionale della squadra di Spalletti, lanciatissima verso il tricolore.
Il Napoli non vince a Milano da quasi un decennio: fu Callejon, il 30 Aprile 2017, a regalare il successo agli uomini di Sarri sfruttando l’invito di Insigne e l’incertezza di Nagatomo.
La sfida del Meazza, dopo il pareggio con il Verona, diventa determinante per le velleità dei Campioni d’Italia di difendere il titolo, visto che una sconfitta farebbe salire a 7 punti il vantaggio dell’Inter con tante sfide durissime in programma per gli azzurri tra campionato e Champions.
Per uscire indenni dalla tana dei nerazzurri servirà quindi una prova di qualità, coraggio e soprattutto di orgoglio, dote di cui, in realtà, Conte e i suoi uomini non hanno mai difettato.







