Tre trasferte, tre sconfitte, 10 gol subiti: sono i numeri che condannano impietosamente il rendimento esterno in Champions League del Napoli di Antonio Conte, travolto anche a Lisbona dal modesto Benfica e sull’orlo dell’eliminazione dalla massima competizione europea, a due partite dalla conclusione della “League Phase”.
Sin dalle primissime battute gli azzurri sono apparsi scarichi, più mentalmente che fisicamente, e incapaci di entrare realmente in una partita preparata pochissimo, come candidamente ammesso dal tecnico salentino.
I gol divorati da Ivanovic, libero di correre nella prateria lasciata dalla difesa azzurra, e da Aursnes, incapace di sfruttare l’assist di…Milinkovic-Savic, sono stati solo il preludio al vantaggio siglato da Rios, indisturbato nel deviare in rete un colpo di testa di McTominay rimpallato da un avversario.
Dopo i primi 25′ da film horror, il Napoli ha anche provato a scuotersi, sfiorando il pari con Di Lorenzo, e cambiando pelle dopo l’intervallo, con Politano e Spinazzola al posto di Beukema ed Olivera.
Il raddoppio firmato a inizio ripresa da Barreiro, con un colpo di tacco ad anticipare gli addormentati Rrahmani e Milinkovic-Savic, ha di fatto chiuso i conti, vista l’incapacità di una squadra svuotata e svagata di rendersi pericolosa.
L’ingresso di Vergara è stata l’unica nota lieta dell’ennesima serataccia di una squadra guidata da un allenatore che, purtroppo, sta confermando quanto dimostrato in una ormai quasi ventennale carriera, ovvero la capacità di essere vincente come pochi in campionato, ma anche le enormi difficoltà di gestione, fisica e mentale, della doppia competizione.
Se il destino europeo del Napoli si deciderà a Gennaio, con lo spareggio di Copenhagen e la sfida ai Campioni del Mondo del Chelsea, gli azzurri possono voltare immediatamente pagina a Udine, dove oggi (ore 15) sfideranno i bianconeri per provare a conservare la vetta della classifica.
Conte recupera il solo Gutierrez, ma non è da escludere che i subentrati di Lisbona possano partire dall’inizio in Friuli per dare respiro a chi gioca ogni 3 giorni da 6 partite di seguito.
L’Udinese è in vantaggio nel computo dei 43 precedenti giocati in casa in Serie A con 13 successi contro i 10 dei partenopei, che però hanno vinto l’ultima sfida, giocata giusto un anno fa, il 14 Dicembre 2024: le reti di Lukaku e Anguissa, intervallate dall’autogol di Giannetti dopo uno slalom di Neres, ribaltarono il match dopo il vantaggio friulano firmato da Thauvin su rigore.
A pochi mesi prima, ovvero al 6 Maggio 2024, risale il più recente dei pareggi, firmato da Osimhen e Success, ma i tifosi partenopei ricordano con più affetto l’1-1 dell’anno precedente: il 4 Maggio 2023 il gol del centravanti nigeriano, oltre a riagguantare l’Udinese passata in vantaggio con Lovric, regalò al Napoli il terzo scudetto della sua storia.
I bianconeri non battono il Napoli in casa da quasi un decennio: il 3 Aprile 2016 la doppietta di Bruno Fernandes e il gol di Theureau vanificarono il pari di Higuain, poi espulso dopo essere quasi venuto alle mani con l’arbitro Irrati, e spensero i sogni tricolore degli uomini di Sarri.
Il cammino in Champions di una squadra che in campionato, nonostante tutto, ha saputo superare tanti ostacoli, lascia l’amaro in bocca, ma non c’è tempo per i rimpianti: serve un pronto riscatto a Udine, per confermarsi capolista ed affrontare con il giusto entusiasmo la trasferta araba di Supercoppa.







