Drag zone, il nostro viaggio finisce con l’ultima intervista a Skandalorsa

Chiudiamo con quest’ ultima intervista il nostro percorso Drag, non a caso ho tenuto per ultima questa artista. Barba con lustrini e curve contenute in abiti “sbrilluccicanti”. Daniele, giovane romano che veste i panni di Skandalorsa  e nel privato svolge un lavoro nobile, è infermiere coordinatore, con all’attivo vari master. Da 13 anni lavora come Drag Queen,  ed è stata la prima Drag barbuta romana, prima avevano “osato” solo altre due, una romagnola ed una veneta.

Avendovi tenuto compagnia in questi mesi, chiudiamo in bellezza ed originalità con una corposa chiacchierata.

Ciao Skandalorsa, benvenuta tra noi..

Raccontami un pochino come è nato il tuo personaggio..

Il mio personaggio Drag si comincia a formare all’età di 15/16 anni, quando ero appena diventato campione italiano di danza classica, ero fidanzato con una ragazza, e non avevo ancora fatto coming out. Andai a festeggiare il mio compleanno al gay village, spinto dalla mia ex compagna di allora che voleva provare questa notte che sembrava così trasgressiva. Entrato li capii subito che ne ero rimasto troppo affascinato tanto da voler continuare ad andare appena possibile per tutto il resto dell’estate. Lì vidi le prime Drag romane (Polena, KarMa B, Siouxie, Cinzia Boccolotti, ecc). Mi innamorai dei costumi, dell’idea che avevo di loro, dello spettacolo, dell’animazione della musica e così via.. poco dopo feci coming out con mia mamma e le dissi anche che volevo intraprendere questa arte. Cominciai a fare il ballerino alla serata Gloss e subito iniziai a travestirmi estraendo il mio personaggio di allora che si chiamava Tina Monti. Un personaggio adolescenziale, immaturo e non ancora formato, fatto di esagerazione, irriverenza, colori non bene abbinati e molta femminilità effimera. Nel corso di molti anni (ormai 13) ho cambiato il mio personaggio in Drag barbuta, dal nome Skandalorsa Von Thor. Skanda nasce molti anni fa circa 8 alla serata Bears Invasion dalla richiesta di Pasquale Ciano ( Paky Dj) che allora gestiva tutte le serate bear qui a Roma, il quale mi chiese di ritornare a fare la Drag, ma sapendo che io non avrei mai più tolto la barba in quanto mi piaceva, non mi sapevo vedere senza, non trovavo il giusto compromesso tra la mia parte maschile e quella femminile, mi chiese di lasciarla e vedere che cosa potesse suscitare una Drag mezza androgina femminile ma con la barba. Così feci e il successo devo dire ne ho avuto molto.

Una folta barba e pailettes multicolor, cosa vuoi trasmettere a chi ti incontra per la prima volta?

Quello che voglio trasmettere purtroppo può arrivare e non, essendo una cosa molto soggettiva. Quello che spero di trasmettere, invece,  è la gioia, dello spettacolo, il sentimento o pathos di una canzone, un’introspezione dell’anima che tiro fuori ad ogni pezzo musicale che faccio. Talvolta comunico disagi della società che si vive attualmente, messaggi di carattere politico o sanitario, o semplicemente scherzoso. Spesso suscito curiosità, stupore, meraviglia, spesso mi si chiede se sono carne o pesce… spesso mi dicono che sono una rarità…. spesso mi amano per quello che sono senza dover per forza mettere un’etichetta ad un qualcosa che un’etichetta non ha. Spesso mi definisco libero, e nell’arte senza regole… Quello che faccio è arte, compresa o meno, che piaccia o no.. come tutto d’altronde… ma è arte.

La comunità Ursina è davvero così chiusa ai “non bear” come sembra?

La comunità ursina è fatta da persone come ogni comunità, ed ognuno ha giustamente il proprio pensiero, non potendo parlare per tutti, posso dirti che non è vero che è una comunità chiusa anzi, è una comunità che abbraccia molte differenze (peso, peli, altezza, età ecc), etnie, stili di vita ecc cosa che non avviene assolutamente in altre comunità. L’orso è colui che abbraccia e protegge, include e ama scherzare con tutti indistintamente. Difficile ci sia rivalità ma sicuramente c’è rispetto.

Sei infermiere specializzato. Hai mai usato le tue doti di intrattenitore sul lavoro. Tipo per confortare un malato?

Si, uso sempre le mie doti sia psicologiche che da intrattenitore con i pazienti, aiuta ad ascoltare le varie lamentele tutelandosi anche sia psicologicamente che legalmente. D’altronde si dice sempre che un sorriso o una battuta aiuta più dei farmaci e ti leva anche tante castagne dal fuoco. Sicuramente non vado al lavoro truccato ecc perché non sarebbe idoneo visto il contesto, ma ad esempio ogni anno preparo l’albero di Natale col presepe in reparto (per chi crede ovviamente) oppure a Pasqua regalo ai pazienti un piccolo uovo magari decorato a mano ecc. faccio musico terapia quando si può, quando ho alcune pazienti (con i disturbi dell’alimentazione) spesso le trucco, gli sistemo i capelli per evitare che subito dopo il pranzo possano ricadere nelle loro paure Insomma metto in atto qualsiasi conoscenza teatrale, o psicologica, o da esperienze passate per creare un buon feeling col paziente. Come carriera Infermieristica, invece, ho lavorato a Regina Coeli come infermiere carcerario, sono stato uno Strumentista di Sala operatoria un infermiere di Anestesia e rianimazione e di sterilizzazione, e lavoro attualmente in UDI (unità di degenza infermieristica). Ho oltre la laurea triennale conclusa nel 2013 con 110 e lode e tesi in anestesia e rianimazione, un Master in Coordinamento Infermieristico.

Hai mai avuto a che fare con un pubblico ostile?

Si mi è capitato di avere persone “altolocate” che all’inizio sembrava non si divertissero, ma dopo il secondo bicchiere ci provavano anche.. ahhaha… Onestamente un’ostilità fisica o verbale non l’ho mai avuta da nessuno, sarà che tutti sanno che sono buono ma molto caratteriale e purtroppo molto diretto e sincero. Paradossalmente l’ostilità me l’hanno sempre dimostrata le altre colleghe piuttosto che il pubblico stesso

Cos’è scandaloso ancora nel 2020?

Purtroppo nel 2020 sono scandalosi ancora molti temi, come ad esempio temi riguardanti le patologie a trasmissione sessuale come l’HIV, o le terapie per salvaguardarsi da ciò come la PREP, oppure l’omofobia e transfobia, il mobbing infermieristico…. potrei elencartene davvero molte di cose scandalose. Nel mondo Drag invece è scandaloso ancora che si usino i social per lanciare frecciatine e non ci si affronta mai dal vivo… Trovo scandaloso ancora nel 2020 le continue bugie. Si parla tanto del fenomeno Drag in America, delle vera star. Ti faccio una domanda “al contrario”. Cosa manca a loro che voi Drag italiane invece avete? Le Drag americane hanno rivoluzionato il mondo in quanto stili diversi, make up diversi ecc ecc, mettendo quello che si è sempre fatto nei locali, direttamente in tv, sdoganando molti temi, e consigliando nuove frontiere dell’essere Drag (come nuove coperture per le sopracciglie, marche di cosmetici, parrucche, acconciature, taping, ecc). Tralasciando il fatto che in America è un lavoro come un’altro, quello che manca a loro è l’artigianalità. E’ noto a tutti che loro sono seguite anche per il fenomeno televisivo, da make up artist, e hair stylist, costumisti e sarti teatrali, nutrizionisti, coreografi, ecc, ma la maggior parte non sanno fare nulla con le proprie mani…è come se fossero personaggi costruiti a tavolino, come fenomeni mediatici passeggeri, o di ispirazione. Comunque le ritengo davvero molto belle, alcune molto brave, e che quanto meno sono riuscite a dare a spazio a tutti indistintamente senza lobby gay o matriarcati standard, che fanno parte d’altronde della cultura sociologica italiana.

E’ vero che fai la spaccata a fine show?

Si è vero che una delle mie particolarità è quella di terminare alcuni show con la spaccata che lascia sempre tutti a bocca aperta… anche se con l’età dovrò cambiare colpo di scena perché prima o poi  mi dovranno rialzare con l’Aci…. Un’altro peculiarità dei miei show è quello di cambiare diversi abiti, uno spettacolo trasformista a tutto tondo. Nel corso degli anni ovviamente mi sono dovuto anche adeguare alle mode ultime, aggiornandomi di continuo.

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno" e giornalista,Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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