È finita la tregua Covid-19

Eccoci in una escalation sempre più allarmante dei contagi da coronavirus in tutta Italia, con un primato sempre più preoccupante di Lombardia e Campania che contano aumenti considerevoli tra i positivi.

In ballo le nuove regole che il comitato tecnico scientifico sta mettendo in campo, con nuove restrizioni che investono maggiormente la vita privata di ciascuno di noi, con probabili divieti di feste private, matrimoni e cerimonie, nonché attività sportive che implicano potenziali assembramenti, uso della mascherina all’aperto sempre anche per alcuni tipi di attività motorie e incentivazione allo smart working fino al 70% al fine di ridurre il più possibile l’addensamento delle persone.

Il 75% dei contagi, difatti, secondo le rilevazioni del Ministero della Salute, avviene in famiglia ed è per questo che bisogna appellarsi al proprio senso di responsabilità per ridurre contatti ritenuti superflui e non essenziali.

La scelta del Governo sarebbe, ancora una volta, quella di puntare a forme restrittive sì ma in chiave preventiva per non giungere ad una chiusura totale al fine di evitare ciò che sta succedendo nei Paesi a noi vicini, Francia, Belgio, Regno Unito dove il virus non accenna a calare la sua morsa con punte di 13 mila casi al giorno, senza considerare gli Stati Uniti e lo spauracchio di un presidente che seppure ammalato di covid, continua a mostrarsi superficiale e grossolano sul problema della pandemia.

Purtroppo, i contagi aumentano e il lockdown si cerca di scongiurarlo in tutti i modi perché una nuova chiusura di tutto potrebbe aggravare irrimediabilmente la condizione dell’economia italiana.

Insomma, sui due piatti della bilancia, due elementi dall’equilibrio delicatissimo: il bene costituzionale della salute di tutti da un lato e l’economia nazionale dall’altro.

Il Premier ha dichiarato che per il momento la situazione non é tanto grave da giustificare un nuovo lockdown ma se divenisse necessario, il bene della salute verrebbe prima di tutto.

Il tutto – dicono gli esperti – è nelle nostre mani sotto la nostra responsabilità perché se si rispettano le regole, il virus può essere frenato.

Il problema resta la gestione dei focolai sempre più diffusi se si pensa all’ultima notizia relativa al Monte di Procida, in provincia di Napoli, divenuta zona rossa con un mini lockdown dopo la positività scoperta di 25 degli 80 invitati ad un matrimonio tenutosi in zona…tutti in casa in isolamento e quarantena!

La Campania resta, dunque, una osservata speciale.

Il Governatore, in più occasioni, ha tuonato contro le violazioni alle regole anti-covid, uso della mascherina in primis ma anche un saggio “centellinare” i contatti familiari, amicali e sociali allo stretto indispensabile.

De Luca non è nuovo a provocazioni, a intonazioni dure, a espressioni oratorie anche di declamazioni filosofiche e letterarie, più volte aggressivo anche con le decisioni che reputa fragili e non risolutive, negli ultimi tempi, del Governo centrale a fronte di una situazione da ritenersi particolarmente delicata e pericolosa in prospettiva se non si agisce con determinazione.

“Il virus non è alle spalle, ma davanti a noi”, ripete insistentemente nelle sue dirette social e nelle sue interviste, reclamando un contributo in termini di personale sanitario e di interventi più decisivi da parte del Ministero della Salute.

Ebbene, il suo decisionismo e i suoi toni hanno dato fastidio a più di qualcuno, tanto che lui invita i cittadini a concentrarsi nel rispetto delle norme anticovid e non alle chiacchiere di una evidente campagna propagandistica contro la Campania e le sue scelte, nell’occhio del ciclone soprattutto dopo la defezione del Napoli alla partita di Torino contro la Juve, bloccato alla partenza dall’Asl per la presenza di positivi nella squadra.

La questione ha un raggio di azione ben più ampio del terreno di calcio…quale che sia la decisione del giudice sportivo, sta di fatto che le regole della sportività e del senso di appartenenza al valore sportivo avrebbero dovuto spingere gli juventini ad un motto di orgoglio e dignità, manifestando solidarietà al Napoli, non scendendo in campo!

Purtroppo così non é stato!

Il mercimonio del calcio ha avuto la meglio su ogni forma di valore e di solidarietà, prevalendo coi suoi interessi su tutto…ma se situazione pandemica c’è non vedo perché il calcio dovrebbe esserne esonerato…sono ammalati speciali?

Non penso proprio!

Che esempio ne hanno i cittadini e principalmente i giovani, tra i maggiori fruitori delle partite da 90 minuti, che già sono i più refrattari al rispetto delle regole… se i calciatori, eventualmente in fase di incubazione, possono, anzi devono scendere  in campo per giocare, per quale motivo accettare di essere costretti a rispettare le restrizioni???

E così, qualche giornalista, neanche tanto giornalista poi, ha colto il momento di fragilità e di aumento significativo dei contagi in Campania per attaccare la Campania ponendola in contrapposizione alla Lombardia alla stregua di buoni e cattivi, quasi a voler irridere l’attuale situazione, per la quale il Governatore è stato ritenuto meritevole di un appellativo da numero 71 della cabala per le sue accuse alla Lombardia nella fase acuta della epidemia da coronavirus.

La Lombardia ha offerto ospitalità ai contagiati campani nel caso fosse necessario per la terapia intensiva…e su questa scia, anziché ricordarsi che l’Italia resta unica sempre e comunque, prevalgono le logiche divisive, aggressive e discriminatorie di una certa stampa.

Nessuno vuole rivivere né rivedere l’atmosfera surreale di marzo tutti chiusi in casa, isolati dagli affetti, spaventati dai contagi, disperati per le perdite.

Come dimenticare le file dei camion a Bergamo?

E vengono davvero i brividi quando si sentono i cd. negazionisti, alcuni anche tra i famosi (ahimè!), che capeggiano cortei ammassati senza mascherine a negare la verità dei fatti e dei nostri morti (e non solo purtroppo) di un virus che non ha alcuna intenzione di lasciarci e di indebolirsi.

Con un Trump al limite della follia che dichiara, addirittura, di sentirsi ringiovanito dopo il covid, in spregio alle migliaia di morti e ammalati tra i suoi  stessi connazionali, diviene difficile divincolarsi dalle bufale e non cadere nella trappola delle logiche farlocche ancor più pericolose e contagiose del virus stesso!

Nell’attesa delle decisioni governative sul destino che ci attende nei prossimi giorni, la sensazione che si avverte è quella di un certo lassismo e di una rinuncia alle proprie responsabilità e ai propri doveri, quasi una noia da virus.

Eppure, non é il momento di mollare…dobbiamo predisporci a nuove rinunce…educare i più giovani a mettere da parte alcune forme di socialità…rispettare le regole sempre e comunque…imparare a gestire la paura della pandemia e, soprattutto, imparare da questa continua situazione emergenziale che se solo ciascuno di noi fa il suo…se ne può uscire.

Banale che sia, questa é la realtà con cui ormai fare i conti!

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Biografia Fabiana Sergiacomo

Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo, funzionario del Miur, appassionata della mia città e della sua inesauribile cultura. Dotata di una passione sconfinata per la lettura, la scrittura e l'arte che Napoli offre in ogni angolo e in ogni suo tratto caratteristico.

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