Ebbasta ora!

Mi riesce difficile pensare, rapportarmi, nel modo adeguato a quello che sta succedendo in questi giorni dopo l’evento di Ancona….davvero, mi riesce difficile. Noto sempre più pensieri inerenti ogni tipo di ragionamento possibile e impossibile in merito a quello che sarebbe dovuto essere, poteva essere e non è stato. Peccato solo che, secondo me, non abbiamo ben chiaro il nocciolo della questione. Ora provo a spiegarvi la mia idea.

Partiamo dall’idea che, quella di Corinaldo, non era una data del tour programmata dall’artista. Non faceva parte della programmazione stilata al momento della decisione di andare in sede live…era una classica “comparsata”; l’artista si sarebbe presentato alla serata, avrebbe eseguito un paio di brani e sarebbe andato via. Quindi, già da qui l’artista per me è quasi del tutto fuori discussione; dico quasi perché dopo nel discorso lo riprenderemo. La platea pagante non è accorsa solo per l’artista…certamente è aumentata ma non è al locale SOLO per questo. Al di fuori di ogni ragionevole dubbio, comunque, i miei genitori mi hanno insegnato un “codice comportamentale” da esibire in tutte quelle situazioni che mi vedono presente al di fuori del contesto strettamente familiare…non vado in giro a fare danni o comportarmi come un animale. Su questo io fondo la centralità della mia idea. Quindi proprio non capisco le persone che, invece di pensare ai propri difetti, alle proprie mancanze stanno  li a puntare il dito verso qualcuno che nemmeno conoscono. I miei genitori mi hanno cresciuto in modo diverso; sono sempre stato un passo indietro (e per fortuna, direi) a quelli che erano i miei coetanei ma vi voglio spiegare meglio con un paio di esempi. Sono sempre cresciuto giocando in cortile e per nemmeno troppo tempo, perchè la mia priorità dovevano essere i compiti per la scuola. Avevo un sacco di libri e fumetti ma nessun videogioco (mio padre non voleva farmi stare troppo dinanzi alla tv); quando tutti si vantavano di possedere la Play Station, ALLORA io ero ancora lì a giocare con la Nintendo a Super Mario. La mia prima uscita fu a 15 anni e dalle ore 18 alle ore 22; se tardavo erano rimproveri e mazzate. Quando da adolescente iniziai ad appassionarmi alla musica trovai piacevole ascoltare Marilyn Manson…e mio padre non mancò nel farmi capire “CHI” avessi dinanzi agli occhi; mi spiegò la differenza tra musica e spettacolo…realtà ed apparenza. Mi insegnava a capire la musica, le melodie e il testo…mi faceva sentire tante cose sempre nuove per approfondire la conoscenza. Al mio primo concerto metal (lo ricordo come fosse ieri) mi accompagnò fuori al palazzetto e rimase in macchina tutta la notte…per intenderci dalle 15 alle 03 della mattina dopo. Quando volli trovare il mio stile nel vestire ebbi consigli su come bypassare “ciò che la gente potesse pensare di me”…dovevo essere libero di essere me stesso ma senza oltrepassare i limiti imposti dalla società e dal vivere civile. Ero un ragazzino/ragazzo atipico per i miei coetanei…ero un ragazzino più seguito. Ho sviluppato la mia passione diventando un musicista prima e un giornalista musicale poi ma i primi a seguirmi in tutto quello che ho fatto sono stati sempre i miei genitori. E vi assicuro che non mi è mancato NULLA. Cosa voglio dirvi allora secondo voi. Dove vuole portare questa mia tesi? Voi credete davvero che il problema sia stato l’evento di Sfera Ebbasta? O l’inadeguatezza del locale (che di sicuro ha influito. Sui numeri non si sbaglia)? Siate sinceri…dite ciò che avete pensato anche voi. Il problema è che il danno è stato creato da un ragazzo…una persona; una persona maleducata (inteso proprio come “mancanza di insegnamento”). Un ragazzo con chissà che pensieri per la testa, ed è per questo che vi do questo consiglio: SIATE PIÙ PRESENTI NELLA VITA DEI VOSTRI FIGLI. Camminate al loro fianco anche se in modo invisibile. Fate capire loro cosa è davvero ciò che stanno guardando. Sfera Ebbasta è l’ennesimo “fantoccio spillasoldi”…catene d’oro, comportamenti fuori luogo, droghe e puttane… tutti i chiari segnali di chi non ha capito una mazza della vita. E’ un fenomeno. Tutto quello che mostra è “spettacolo”.
Voi, invece, che sapete cosa voglia dire “lavoro e sacrificio” fate capire ai vostri figli che non per questo devono delinquere; alle vostre figlie che non devono girare come delle piccole prostitute a 14 anni per andare a ballare. L’artista, in quanto tale, può permettersi di esprimersi come vuole. Certo nel caso specifico di questi personaggi quì serve proprio tanta buona volontà per poter definire qualcosa di quello che fanno come “espressione” o definirli “artisti”; ma il discorso non cambia. Per quanto mi gasasse vedere Marilyn Manson stracciare e bruciare una bibbia su un palco non lo emulavo…prendevo lo strumento ed imparavo a suonare il pezzo. Per quanto godessi sulle rime di Eminem non andavo in giro con la gang a spacciare o a delinquere; ne facevo mio il messaggio (lo capivo, ci ragionavo e, se per me era importante, lo condividevo in altro modo). Quello che è successo ad Ancona per quanto triste  non è nulla più, nulla meno di quello che succede sempre. È il mercato…musicale e non. Il gestore del locale tenta di farsi la cresta sul biglietto (aumentando il prezzo o emettendo più titoli del dovuto) che per quanto sbagliato è ciò che fa essendo la sua attività. In altre forme potete trovare questo fenomeno sotto il nome di “Secondary Ticketing“. Se proprio volete trovare un errore cercatelo nel perché un ragazzino andasse girando con spray urticante…perché questi “artisti” facciano tanto presa tra i giovani. Cosa danno loro ai VOSTRI figli che non siete in grado di dare VOI? Ve lo dico io…Insegnamenti. Nella musica c’è sempre un messaggio da lanciare, da far arrivare all’ascoltatore…chiedetevi qual’è questo messaggio e capirete poi in che senso stanno camminando i vostri figli dietro questi personaggi.

Ho ormai 31 anni, non sono più un ragazzino ed ancora non sono un uomo. Di questi fenomeni per lavoro ne vedo ogni giorno e ne conosco il disperato senso di disorientamento. Hanno tutti una bella facciata; hanno le tasche piene di soldi, catene ed orologi da sogno…ed hanno anche un bel seguito di ragazze (che in questo genere il “quante tipe ti fai” si porta parecchio come tematica) ma poi? La musica non è tutta sta cosa ed i testi fanno davvero schifo. Il messaggio è penoso…è la classica compensazione del pene grande per il cervello piccolo. Se volete contribuire davvero a rimarginare questi casi, questi fenomeni, INSEGNATE…seguite i vostri figli…dategli il vostro tempo. Divertitevi con loro e fategli capire qual’è la linea di confine tra lo show e la vita reale…perché se pensate che possano essere in grado di auto-istruirsi non vi stupite, dopo, (per quanto PRECISO, non sia comunque tollerabile) quando violentano le ragazze ed i ragazzi si ammazzano per nulla; com’è ovvio, avete dato vita ad un involucro, non ad esseri perfetti. O date loro delle nozioni o non stupitevi di quanto siano fragili quando ne arriveranno le conseguenze.

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Biografia Giuseppe Improta

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