Fonte: Getty Images (Ansa.it)

Epica rimonta allo Stadium, ma Kalidu stavolta sbaglia porta!

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: la vittoria della Juve è alla fine meritata, ma le modalità con cui i bianconeri giungono al trionfo finale sono un colpo al cuore durissimo per tutti i tifosi azzurri e, ahinoi, una goduria pazzesca per i tifosi dei non colorati.

Ancelotti conferma in toto la squadra che aveva sbancato, non senza patemi, il Franchi sette giorni fa. La Juve, priva di Sarri in panchina (ci va Martusciello, alla faccia della meritocrazia!!) schiera il neo, costosissimo (anche troppo), acquisto De Ligt per sostituire Chiellini, infortunato e costretto ad un lungo stop. I primi 15 minuti sono equilibrati: la sliding door della gara arriva proprio allo scoccare del quarto d’ora. Allan chiama il portiere bianconero al miracolo, dall’angolo seguente i partenopei subiscono un contropiede assurdo che porta al gol del neoentrato Danilo, bravo e fortunato a raccogliere l”assist di Douglas Costa.  La gara si spacca e con essa il Napoli: i bianconeri, infatti, imperversano, raddoppiano col il solito, odioso, Higuain (che si beve un irriconoscibile Koulibaly) e gli azzurri devono ringraziare prima Meret e poi la traversa se il primo tempo non termina in debacle. La difesa azzurra appare scoperta e diversi calciatori in condizione approssimativa. In particolare il gigante senegalese appare in grave ritardo di condizione e anche Ghoulam, ci pare, lontanissimo parente del calciatore che fu e che non so se sarà mai piu’. Fabian sembra non essere del tutto a proprio agio nella nuova posizione piu’ avanzata, i tre avanti non riescono ad incidere con Insigne che sbatte inutilmente contro i giganti bianconeri e Mertens che  non entra mai in gara

Nella ripresa Ancelotti corre ai ripari:  fuori Insigne (infortunato?) e Ghoulam, dentro El Chucky Lozano e Mario Rui. Il Napoli gioca, Mertens ci prova con un paio di conclusioni pericolose ma, alla prima accelerazione di Douglas Costa, è CR7 ad approfittare della mancata chiusura di Koulibaly e fa 3-0. A questo punto i tifosi di casa festeggiano mentre i supporters del ciuccio sprofondano sul divano in preda allo sconforto. Ed invece, in 15 minuti, complici il clamoroso calo fisico dei bianconeri, la loro probabile tranquillità ma anche una difesa non proprio impermeabile, gli azzurri la rigirano. Segna Manolas di testa e, due minuti dopo, Lozano. Il messicano ha già mostrato tutte le sue qualità e, siamo sicuri, qualcuno dovrà fargli posto!! Meret compie un prodigio su D.Costa (palla deviata sulla traversa) e subito dopo Di Lorenzo (bravissimo) fa 3-3 ancora su sviluppi di calcio di punizione.

Sembra finita con la clamorosa rimonta azzurra se non fosse che, al minuto 92, ancora Koulibaly completa la sua giornata Horror deviando nella propria porta una innocua punizione dalla tre quarti campo con un intervento ai limiti del grottesco. In una sola gara il gigante africano fa piu’ errori di quanti non ne compia in una intera stagione. Quattro a tre, Stadium in delirio e partenopei di tutto il mondo a strapparsi i capelli.

La fortuna è cieca ma questa volta gli dei del calcio hanno voluto infliggere una punizione troppo severa ai napoletani e un premio troppo ricco ai bianconeri che, anche se incensati dai soliti, inascoltabili,  giornalisti e opinionisti, hanno mostrato lacune gravissime e per mezzora si sono fatti mettere sotto da una squadra che sembrava ormai morta.

Due gare, 7 gol fatti (con sei marcatori diversi) e altrettanti subiti. Tanti pro e tanti contro: ad Ancelotti il compito di trovare la quadra giusta, la difesa, o meglio la fase difensiva,  va decisamente registrata e migliorata, ma siamo sicuri che questa squadra è forte e darà soddisfazione e divertimento ai propri supporters. Ottime indicazioni dai nuovi acquisti (anche Elmas ci sembra destinato ad entrare in squadra con sempre maggiore frequenza) con Lozano e Di Lorenzo su tutti.

La sosta  servirà a trovare brillantezza e smalto: alla ripresa si torna al San Paolo con la Samp per riprendere la corsa.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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