Ci pensa Zambo, ancora lui: il Napoli sbanca Lecce con un gol del centrocampista camerunense, giunto già alla quarta rete stagionale e decisivo anche nel match precedente con l’Inter.
Altrettanto determinante, al “Via Del Mare”, è stato Milinkovic-Savic, freddo nel neutralizzare il rigore di Camarda sullo 0-0 a mezz’ora dalla fine.
Che sarebbe stato un incontro insidioso era prevedibile, soprattutto a causa delle tante energie nervose spese solo 4 giorni prima contro i nerazzurri: a complicare le cose, oltre alle tante assenze, ci hanno pensato la voglia dei salentini di dimenticare il k.o. di Udine, le tante assenze e la necessità di Conte di preservare alcuni titolari come Spinazzola e McTominay.
Ne è venuta fuori una partita bloccata, con i padroni di casa aggressivi spesso oltre il lecito, e con i partenopei incapaci di pungere: nel primo tempo le uniche due emozioni sono scaturite da una bella iniziativa di Lang (all’esordio da titolare) sprecata da Politano, e da una efficace incursione di Olivera che, servito da Gilmour, si è visto respingere in extremis da Falcone la sua conclusione a botta sicura.
Al quarto d’ora della ripresa è poi arrivato il “rigorino” per il Lecce, frutto di una revisione al VAR per un mani di Juan Jesus con il braccio in realtà molto prossimo al corpo: l’assegnazione a norma di regolamento ci può stare, ma il dubbio che sulla decisione abbia pesato il piagnisteo di Marotta per il penalty concesso a Di Lorenzo resta tutto.
Ad ogni modo ci ha pensato Vanja a risolvere la questione, tuffandosi alla sua destra e intercettando la timida conclusione di Camarda, forse gravato di una responsabilità eccessiva vista l’età e l’inesperienza.
Scampato il pericolo, Conte ha rotto gli indugi, inserendo Hojlund, McTominay e Spinazzola, dopo aver mandato in campo Neres al posto di Lang infortunato: proprio da uno splendido cross su punizione del brasiliano è nato il gol partita di Anguissa, puntuale nell’indirizzare il pallone di testa nell’angolo alto alla destra di Falcone.
A quel punto si è rivisto il Napoli “old style”, bravo a congelare il pallone, a soffrire il minimo indispensabile e capace di portare a casa tre punti pesantissimi, che lo tengono in testa alla classifica a pari punti con la Roma vittoriosa, contro il Parma.
Se quella col Lecce è stata una partita tesa ma povera dal punto di vista tecnico, di tutt’altro tenore dovrebbe essere la sfida in programma oggi (ore 18) al “Maradona” tra gli azzurri e il Como di Fabregas, rivelazione di questo primo scorcio di torneo, attualmente quinto e imbattuto dalla seconda giornata.
Sarà anche una sfida tra il “Maestro” Conte e il suo allievo, con il quale ai tempi del Chelsea dopo alcune frizioni iniziali è nato un rapporto di grande stima reciproca.
Il tecnico salentino recupera definitivamente Rrahmani e Hojlund, anche se mentre il centravanti danese, già impiegato a Lecce, dovrebbe partire titolare, il difensore Kosovaro dovrebbe subentrare a partita in corso, con la coppia Buongiorno-Juan Jesus confermata e con Spinazzola unica altra novità rispetto al 4-3-3 visto in Puglia martedì.
I lariani avranno anche sicuramente voglia di smentire la cabala, visto che sono usciti sempre sconfitti nei 12 confronti giocati a Napoli in Serie A: il 4 Ottobre dello scorso anno, quello del ritorno del Como nel massimo campionato finì 3-1 con il gol lampo di McTominay, il pareggio di Strefezza e le reti decisive di Lukaku su rigore e David Neres.
L’unica vittoria a Napoli i lombardi l’hanno ottenuta…in Serie B: il 7 Settembre 2003 un gol di Bressan condannò alla sconfitta la squadra del presidente Naldi, che a fine stagione conobbe l’onta del fallimento.
C’è anche un pareggio nei precedenti tra le due squadre, registrato nel girone di Coppa Italia 1999/2000: l’8 Agosto 1999 una rete di Lombardi nel finale evitò il k.o. ai ragazzi di Walter Novellino, che nell’estate successiva festeggiarono un effimero ritorno in Serie A.
La partita contro l’ambiziosa squadra di Fabregas si annuncia complessa, anche se probabilmente meno spigolosa rispetto alla battaglia di Lecce: quello che conta, però, è che il Napoli confermi di aver ritrovato lo spirito e la compattezza giusti, magari provando ad approfittare dello scontro diretto tra Roma e Milan per ritrovare la vetta solitaria della classifica.






