Buona la prima: il Napoli di Max Allegri inizia il suo campionato con un’importante vittoria a Genova, soffrendo nella prima mezz’ora ma chiudendo in crescendo, grazie ai cambi decisivi del tecnico di Livorno.
La squadra di De Rossi, come prevedibile, è partita a spron battuto, pressando forte gli azzurri e costringendoli ad alcuni errori in fase di costruzione, sui quali ha creato in realtà gli unici pericoli per Meret: in particolare, un rinvio sbagliato del portiere partenopeo ha consentito a Vitinha di battere a rete, non centrando però la porta, dopo una decina di minuti.
Il Napoli ha avuto il merito di non disunirsi e di aspettare il prevedibile calo genoano, rendendosi pericoloso già a fine primo tempo con Alisson, Spinazzola e Anguissa, anticipato a un passo dalla linea di porta su cross del brasiliano.
Nella ripresa il Genoa è sparito dal campo, trovando solo un pericoloso contropiede alla mezz’ora con Sow, il cui tiro è però finito sull’esterno della rete.
Viceversa gli azzurri sono saliti in cattedra, occupando stabilmente la metà campo avversaria e rendendosi pericolosi soprattutto con un McTominay, protagonista prima con un tiro da fuori area e poi con un cross teso su cui Hojlund è arrivato in ritardo per questione di centimetri.
Decisive, come spesso nella sua carriera, le sostituzioni decise da Allegri: l’ingresso di un eccellente Vergara per Politano e di Lang per Alisson, ma soprattutto il cambio decisamente offensivo Anguissa-De Bruyne, hanno alzato il livello qualitativo del gioco e dimostrato la volontà dell’ex allenatore della Juventus di vincere la partita.
Il coraggio di Allegri è stato premiato a una decina di minuti dalla fine, quando il fuoriclasse belga ha chiuso in modo vincente un triangolo con Vergara (bello il tacco del napoletano), sfruttando lo “svenimento” di Vazquez sulla sua spallata e freddando Bijlow in uscita.
Il Napoli ha poi chiuso il match con lo stesso Vergara, bravo ad aprire il contropiede dopo il recupero di Lucca imbeccando De Bruyne, e poi a chiuderlo sfruttando il cross di KdB dopo il liscio dell’ex attaccante del Pisa davanti alla porta.
Gli azzurri incamerano quindi i primi 3 importantissimi punti del loro campionato e possono affrontare con il giusto entusiasmo il difficile esordio stagionale al “Maradona”, in programma oggi (ore 18:30) contro il temuto Como di Fabregas, reduce dalla storica qualificazione in Champions dello scorso campionato e da una faraonica campagna acquisti.
Non arriveranno invece ulteriori novità dal mercato, con l’evidente necessità, dopo le spese folli del biennio Contiano, di far quadrare nuovamente il bilancio.
Per migliorare la situazione sarà necessario centrare gli ottavi di Champions, e in tal senso stavolta il sorteggio è stato benevolo per il Napoli, che affronterà due squadre inglesi (il City a Manchester e l’Arsenal all’esordio in casa), due norvegesi (il Bodo Glimt e il Viking, entrambe al “Maradona”), oltre all’impegno casalingo con il Bruges ed alle trasferte in Spagna (Villareal), Portogallo (Porto) e… Azerbaijan, contro il Sabah.
A prescindere dal mercato, Allegri avrà comunque l’imbarazzo della scelta, con i rientri di Beukema, Neres e Badiashile, e con i soli Marianucci e Buongiorno ai box: rispetto all’undici di Genova, potrebbero però esserci novità soprattutto a centrocampo, dove De Bruyne e Vergara potrebbero trovare spazio dopo l’ottimo impatto in Liguria.
Il Como ha ottenuto il suo primo e unico punto in Serie A a Napoli nel più recente dei 13 scontri diretti giocati in Campania: il 1 Novembre 2025 i lariani hanno addirittura recriminato per il penalty prima procurato, e poi parato, da Milinkovi-Savic a Morata.
Gli azzurri si sono sempre imposti nelle altre sfide, e l’ultima vittoria risale al 4 Ottobre 2024, quando McTominay, Lukaku e Neres vanificarono il momentaneo pareggio firmato da Strefezza.
I lariani hanno violato Fuorigrotta solo in Serie B: il 7 Settembre 2023 un gol di Bressan risolse la sfida, e fu il triste presagio di un cammino anonimo che sarebbe culminato nel drammatico fallimento del club allora presieduto da Salvatore Naldi.
E’ passata una vita da quel confronto, e le due squadre vivono tutt’altro momento della loro storia: il Napoli è ormai stabilmente nell’élite nazionale ed europea, mentre il Como, sotto l’ambiziosissima guida della ricca famiglia Hartono, punta a diventare uno dei club emergenti del calcio continentale.
I due allenatori, Allegri e Fabregas, non potrebbero invece essere più diversi, il toscano ambasciatore del calcio “vecchio stile”, il catalano esponente autorevole della “nouvelle vague” degli allenatori che mirano al risultato solo attraverso un gioco brillante e propositivo.
Ci sono tutti gli ingredienti, quindi, per un match emozionante e di alto livello, con vista sui vertici della classifica e dal sapore di Champions League: non resta che gustarselo fino in fondo.







