EUROPA LEAGUE, ARRIVA IL GRANADA: PER IL NAPOLI L’OBBLIGO DI TENTARE L’IMPRESA

L’unica cosa da salvare, nella disfatta (4-2) di domenica scorsa del Napoli a Bergamo, è stato il silenzio stampa dopo il match, imposto a Gattuso ed ai giocatori dal presidente De Laurentiis; sarebbe stato francamente troppo, infatti, doversi sorbire anche l’ormai consueta litania sulle assenze, le partite ogni tre giorni, il veleno, il pericolo da annusare e così via.

E’ superfluo tra l’altro ribadire, come dopo l’altra figuraccia settimanale rimediata a Granada, che Gattuso anche contro l’Atalanta ha potuto mettere in campo una formazione sulla carta assolutamente competitiva, con il centrocampo titolare a disposizione, nonchè con Osimhen, mister 70 milioni, al centro dell’attacco.

Eppure, a parte la perla bella e solitaria di Zielinski che è valsa l’illusorio 1-1, il Napoli non ha tirato altre volte in porta, venendo travolto nella ripresa da un’Atalanta che ha strapazzato gli azzurri senza sudare troppo, regalando loro anche un grottesco quanto inutile autogol.

ANSA/PAOLO MAGNI

Il silenzio stampa è stato ovviamente interrotto per via degli obblighi con la Uefa, visto che stasera (ore 19) il Napoli sarebbe chiamato a tentare la remuntada contro il Granada, battuto 3-2 in Liga dall’Huesca fanalino di coda, ma forte del 2-0 inflitto ai partenopei 7 giorni fa.

Gattuso ha corretto il tiro rispetto alle sconcertanti dichiarazioni di giovedì scorso, quando fece intendere che con tanti infortunati non aveva senso pensare al passaggio del turno, visto che poi non ci sarebbero stati giocatori da schierare: un’affermazione indegna di un tecnico che guida una squadra con ambizioni di vertice, che gioca in Europa da 10 anni di seguito e che ha l’obbligo morale di provare a lottare in tutte le competizioni cui partecipa.

L’allenatore calabrese non ha mancato di sottolineare il peso delle assenze, anche giustamente, visto che stavolta mancherà pure Osimhen, a riposo dopo il trauma cranico rimediato nel finale della partita di Bergamo; Gattuso ha però aggiunto che la squadra dovrà dare molto di più rispetto a quanto visto di recente, e che proverà a fare di tutto per passare il turno (e ci mancherebbe altro, viene da aggiungere).

L’ex mediano del Milan ha anche sottolineato che essendo lui il responsabile tecnico, è giusto che venga “massacrato”, lasciando intendere di ritenere eccessive le critiche che lo stanno investendo: per quanto, come più volte ribadito, non sia giusto attribuire all’allenatore tutte le responsabilità, le perplessità sul suo operato sono corroborate da numeri sconfortanti.

Il Napoli, con il k.o. di Bergamo, ha infatti perso la sesta partita nelle ultime 12 di campionato, la nona nelle ultime 18 tra Serie A e coppe, la ventunesima sulle 64 gare da quando Gattuso siede sulla panchina azzurra; in queste ultime 12 partite gli azzurri sono passati dal secondo posto a pari merito con l’Inter, fino al settimo, a 13 lunghezze dai nerazzurri, subendo ben 17 gol (28 nei 18 match disputati in tutte le competizioni).

Cifre impietose, che evidenziano un’autentica caduta libera, a fronte della quale la squadra partenopea appare in corsa per il quarto posto solo in linea puramente teorica; di fronte a questa situazione, Gattuso deve ritenersi onestamente fortunato ad aver evitato l’esonero fin qui.

La storia insegna che, comunque, Insigne e compagni dovranno compiere un’impresa, la rimonta da 0-2 nel match di andata, riuscita solo una volta nella storia del club: si tratta del celebre 3-0 rifilato il 15 Marzo 1989 alla Juventus nel derby italiano di ritorno dei quarti di finale della Coppa Uefa 1988/89, con il gol decisivo segnato da Renica all’ultimo minuto dei supplementari, ottenuti dagli azzurri grazie alle reti di Maradona su rigore e Carnevale.

In un’altra occasione il Napoli rimontò una sconfitta di due reti, ma dovette ricorrere allo spareggio: nella Coppa delle Coppe 1962/63 gli azzurri, battuti in Galles il 5 Settembre 1962 dal Bangor City per 2-0, vinsero il ritorno per 3-1 tre settimane dopo, e si imposero nella “bella” (allora i gol fuori casa non valevano doppio, per fortuna) giocata ad Highbury il successivo 10 Ottobre per 2-1, con doppietta di Humberto Rosa.

La tradizione, le assenze, il clima attorno alla squadra: nulla lascia presagire che stasera ci siano i presupposti per la rimonta; ciò non toglie che, comunque vada, la squadra ha l’obbligo, innanzitutto verso i propri tifosi, di non lasciare nulla di intentato.

Si può perdere, si possono fallire anche tutti gli obiettivi stagionali, ma non è ammissibile abituarsi alla sconfitta, come questa squadra sembra ormai aver fatto, come l’ultima delle provinciali.

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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