Festa derby al San Paolo, troppo Napoli per gli stregoni

Torna un derby campano in serie a dopo quasi 30 anni: allora fu l’Avellino a provare a contendere la supremazia regionale al Napoli, stavolta tocca alla matricola Benevento. Accompagnati da tanti festanti tifosi, i sanniti si affidano, simpaticamente, al santo patrono di Napoli ricordando le sue origini beneventane. A parti i dubbi storici sulla veridicità della nascita di Ianuarius nel Sannio, evidentemente il buon “faccia gialluta” si è accomodato in tribuna a godersi lo spettacolo di un Napoli (chiamato a rispondere dopo la cocente sconfitta in Champions e per reggere il primo posto in condominio con Inter e Juve) scatenato senza tendere alcuna mano santa ai poveri giallorossi che vivranno una giornata da incubo sul rettangolo verde. Troppa la differenza tra il Napoli, oggi schierato con i titolarissimi e il Benevento privo, tra l’altro, di diverse pedine importanti. Quattro gol in poco piu’ di mezzora per i padroni di casa e una supremazia imbarazzante e perfino difficile da commentare. Al minuto tre sblocca la gara Allan, pronto a ribadire in rete un tiro di Mertens mal respinto dal portiere Belec. Era stato lo stesso brasiliano ad avviare l’azione: il numero 5 azzurro oggi è giocatore imprescindibile, lottatore instancabile e imbattibile in mezzo al campo e, per una domenica, anche uomo gol. Domina in lungo e largo la squadra di casa: al minuto 15, con una magia, Insigne raddoppia. Mertens, servito da un assist da urlo di Lorenzo fa tre a zero, imitato da Callejon pochi minuti dopo. Impossibile per gli ospiti abbozzare una reazione, è dilagante la squadra di Sarri che di gol potrebbe farne il doppio. La giornata di riposo assoluto per la difesa azzurra permette al capitano Hamsik di giocare con maggiore tranquillità: evidenti i miglioramenti dello slovacco che cerca, senza fortuna, il primo gol stagionale.

La ripresa è solo una formalità che, probabilmente, i sanniti si risparmierebbero volentieri. In effetti il ritmo cala, anche se gli azzurri non si fermano e puntano la porta con continuità,  incoraggiati anche dal Benevento che non ci pensa proprio, o forse non riesce, ad avvicinarsi alla porta di Reina in versione disoccupato. Si rivede in campo Giaccherini che ha il merito di conquistare il rigore del quinto gol trasformato da Mertens con fortuna. Lo scorrere placido del match permette anche di vedere l’esordio di Ounas, l’algerino mostra subito le sue caratteristiche: tendenze da funambolo, dribbling facile e gusto nel puntare, saltandoli, gli avversari. Proprio il neoentrato si guadagna il secondo rigore di giornata allo scadere per il sei a zero ancora di Mertens che va al tiro nonostante tutto lo stadio acclamasse Hamsik ad alta voce. Tripletta e primo pallone stagionale portato a casa per Dries.

Finisce sei a zero quindi, una gara mai esistita. Per il Benevento, ancora a zero punti, una pagina da cancellare e l’augurio di poter iniziare presto la risalita, magari già dal prossimo mercoledì contro la Roma. Prossimo match per il Napoli contro l’altra romana, un test probante per dare seguito alle 9 vittorie consecutive in campionato.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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