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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
News dal mondo

Food stamp, licenziamenti, voto sui fondi dell’Obamacare: l’accordo per la fine dello shutdown Usa

Redazione
Redazione 4 settimane fa
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(Adnkronos) – Lo shutdown del governo federale più lungo della storia degli Stati Uniti sta per finire. E l'accordo raggiunto in Senato, grazie al voto di otto senatori democratici, sarebbe anche "molto buono". Parola del presidente Donald Trump, che prima delle nuove votazioni alla Camera ha promesso di "riaprire il nostro Paese molto rapidamente". Come spiega la Cnn, il via libera è arrivato grazie a otto senatori dem e in cambio del reintegro dei dipendenti federali licenziati durante lo shutdown e di un futuro voto sull'estensione dei sussidi per l'assistenza sanitaria a prezzi accessibili. E il tycoon, ai giornalisti presenti nello Studio Ovale, ha assicurato che l'accordo "sarà rispettato". "Beh, dipende di quale accordo stiamo parlando, ma se è l'accordo di cui ho sentito parlare… vogliono modificarlo un po', ma direi di sì", le parole a Kaitlan Collins della Cnn quando gli è stato chiesto se appoggiasse la misura. "Penso, in base a tutto quello che ho sentito, che non abbiano cambiato nulla, e abbiamo il sostegno di un numero sufficiente di Democratici, e che riapriremo il nostro Paese. È un peccato che sia stato chiuso, ma riapriremo il nostro Paese molto rapidamente, Rispetterò l'accordo: è molto buono", ha assicurato il presidente Usa.  La misura per mettere fine allo shutdown è passata ieri grazie ai voti di otto senatori democratici che hanno votato con i repubblicani, e contro le indicazioni dei leader del loro partito, in un decisivo voto procedurale. Per l'effettiva riapertura del governo, bisognerà comunque aspettare che la misura venga discussa e definitivamente votata al Senato, dopo il passaggio alla Camera prima della firma del presidente, convinto che la fine dello shutdown sia "vicina". Al voto di ieri si è arrivati dopo i negoziati condotti nel weekend – mentre si aggravava la crisi provocata dal taglio di migliaia di voli che ha fatto precipitare i principale aeroporti nel caos e il braccio di ferro per i buoni alimentari negati dall'amministrazione Trump a milioni di americani più poveri – dal gruppo dei senatori democratici per raggiungere un accordo che ha provocato una profonda spaccatura in seno al partito. I leader della Camera e Senato, Hakeem Jeffries e Charles Schumer, si erano infatti opposti all'accordo, perché non conteneva la principale richiesta avanzata dai democratici durante tutte queste settimane, cioè il rinnovo dei sussidi federali all'Obamacare.  "La crisi sanitaria è così severa, urgente e devastante per la famiglia che io non posso in buona fede sostenerlo", aveva detto Schumer in aula, con una posizione sostenuta dalla maggior parte dei colleghi. "Credo che sia un terribile errore", le parole di domenica sera di Elizabeth Warren al termine di una riunione di due ore con i colleghi, riferendosi all'accordo negoziato dai dem centristi.  Da quello che per ora è stato reso noto, l'accordo assicura il finanziamento e quindi l'apertura del governo federale fino al 30 gennaio prossimo. Contiene poi la revoca, chiesta dai dem, dei 4mila licenziamenti fatti dall'amministrazione Trump durante lo shutdown e ne impedisce altri da qui a gennaio. Inoltre si assicurano fino al prossimo settembre i fondi per il Supplemental Nutrition Assistance Program, il programma dei food stamp, buoni alimentari che l'amministrazione Trump sostiene di non dover pagare con lo shutdown, anche se durante le precedenti chiusure i sussidi vitali per 42 milioni di americani non erano mai stati bloccati.  Riguardo ai sussidi federali per l'Obamacare, la cui scadenza a fine dell'anno rischia di provocare un'impennata dei costi per l'assistenza sanitaria di milioni di americani che sono riusciti ad ottenerla con lo storico Affordable Care Act firmato da Barack Obama, i repubblicani si sono limitati ad impegnarsi a permettere a dicembre un voto in aula per il rinnovo. Un impegno troppo generico che nasconde, denunciano i democratici, la volontà di affossare la misura nel Congresso controllato dai repubblicani.  Angus King, il senatore indipendente del Maine che vota con i democratici, ha difeso la decisione sua e dei suoi sette colleghi dicendo che uno shutdown così lungo è diventato un peso insostenibile per gli americani". Mentre Tim Kaine, il senatore della Virginia il cui voto è stato decisivo per approvare l'accordo, ha sottolineato come la misura "proteggerà i dipendenti federali da licenziamenti ingiustificati, reinserirà quelli che sono stati illegalmente licenziati durante lo shutdown e garantirà che i dipendenti federali ricevano gli stipendi che sono stati sospesi".   
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Redazione Nov 11, 2025
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