Fra sogno, realtà e altre cose strane: Dampyr 234 – Le torri di Carcosa

Il sogno. Semplicemente l’attività di un cervello addormentato, o un collegamento con un altrove misterioso? Un legame con verità sepolte nell’inconscio, o con quelle di uno stomaco troppo appesantito? La vita è un sogno? O i sogni aiutano a vivere? Non si sa, ma secondo un’antica leggenda sumera, ripetere ossessivamente queste domande su una rete nazionale fa miracoli per il conto in banca.

Aah i sumeri e i loro dei gozeriani…

Il sogno è senza dubbio un topos letterario molto diffuso: dall’ Alice di Carroll alla Storia Infinita di Ende; dai sogni interpretati da Giuseppe nell Genesi, alla Ruota della Fortuna della Morte d’Arthure allitterativa del XIV secolo (no, non c’entra niente Mike Bongiorno). Per non dire del cinema, che dalla narrazione onirica ha preso a mani basse. Per fare un esempio ovvio Inception di Nolan. Per farne uno vagamente meno ovvio Paprika di Satoshi Kon. Ma è d’obbligo buttare in mezzo anche quel pazzo oniropate di David Linch. E citerei il Whedon dell’episodio 4×22 di Buffy l’ammazzavampiri, “Restless”. Così giusto per fare citazioni iperspecifiche da nerd della prima ora.

Manco a dirlo, anche il vecchio H.P.L aveva un rapporto privilegiato con la propria immaginazione onirica. Tanto che, a quanto pare, molte delle sue creazioni erano ispirate direttamente ai propri deliri notturni. Ma la poetica dello scrittore di Porvidence in fondo, è tutta imperniata sulla sovrapposizione macabra di una realtà diurna e fragile, con l’abisso magmatico e minaccioso del caos. Un caos che è esterno all’uomo: “un orrore cosmico”. Ma al contempo, e soprattutto, è interno: il magma ribollente dell’inconscio. Insomma l’immaginazione plasma la realtà, almeno quanto la realtà plasma l’immaginazione. In un circolo incontrollabile, che trova nella letteratura il suo nodo più saldo.

Mauro Boselli ha così gioco facile nel raccontare, a partire da spunti lovecraftiani, l’intersezione fra immaginazione onirica e realtà letteraria, con la complicità di un Corrado Roi particolarmente in forma, soprattutto nei paesaggi.

Prima di proseguire, lancio qui il consueto

ALLARME SPOILER

Vinta l’armata del caos nel numero precedente, Harlan, suo padre, Tesla e Dandy seguono Nyarlathotep in fuga, che si è portato dietro un Kurjack maschera-parassita munito.

Si ritrovano così in un altro mondo già visto. Il multiverso è piccolo dopo tutto. Il nuovo teatro del conflitto è il “mondo del crepuscolo”, (Dampyr 101 e 180) dove un’altra ex fiamma di Emil Kurjack (e basta!), la regina Xilella Xeethra regna benevolmente sulla “Città del crepuscolo” (cioè Crepuscolo City, tipo la capitale del Messico?). Qui, la regina ha appreso che suo figlio Emil (figlio suo e del locale eroe nazionale Kurjack!!!) fa sogni strani.

Appunto.

Per qualche motivo questa cosa sembra impensierire tutti, e per di più un gruppo di esploratori torna con una notizia incredibile: sul pianeta c’è un’altra città! Il problema è che quel pianeta era in guerra con i robot da un lato e i mostri dall’altro fino al giorno prima. Quindi città vere e proprie dovrebbero essercene poche. Tipo una sola. Tipo quella dove abitano loro e basta. Cosa saranno mai dunque quelle assurde torri che svettano sempre più vicine?

Ma ovviamente “le Torri di Carcosa”!

Gli ampi spazi e i decisi chiaroscuri di Roi, come accennato, danno vita ad atmosfere rarefatte, nelle quali si concretizza l’apparizione della città maledetta di Carcosa, secondo il mito sospesa tra le “membrane della realtà”, in quello spazio tra le dimensioni in cui il reale perde la sua consistenza e si fa influenzare dal sogno. Fra paesaggi lunari, architetture impossibili e mostri randomizzati.

Dal canto suo, Boselli mette su una trama centrata sulla tradizione del “Re Giallo” ( o “Re in Giallo”, o “quel tizio vestito di stracci color limone”). Una figura che rimanda all’omonimo libro di Robert W. Chambers e nel quale compare la leggenda di Carcosa. Il libro di Chambers parla di un’altro libro mitico con lo stesso nome, un po’ come il Necronomicon di H.P.L. (see mitico… la verità è che i poteri forti e gli annunaki non vogliono che lo leggiate). Questo “vero” ma falso Re Giallo sarebbe una piece che racconta proprio la storia della perduta Carcosa, e che se letta farebbe impazzire la gente. Un po’ come la cassetta di The Ring, ma targettizzata su persone alfabetizzate. O come si dice oggi, “radical chic”.

La trama è così complessa che potrebbe avere senso solo se fosse un sogno causato da una peperonata al peyote. Boselli quindi ci tiene a spiegare il piano più di una volta a tavola. Dunque non lo riporterò qui, anche perché comunque non l’ho capito benissimo. Mi pare c’entri una recita scolastica…

Ma alla fine chi vince? E soprattuto vince Carc… No questa battuta non la faccio.

Per scoprirlo tocca leggere anche il prossimo numero, dato che la guerra con gli Antichi pare sarà una cosa lunga.

Dampyr 234 – Le Torri di Carcosa

Autori: Mauro Boselli, Corrado Roi

Casa editrice: Sergio Bonelli Editore

Prezzo: 16×21 cm, b/n, pp. 96, € 3,90

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Biografia Carmelo Nigro

Carmelo Nigro
Nato sul finire della lontana e oscura epoca umana conosciuta come “anni '80”, è riemerso, più o meno trionfante, dal labirinto universitario durante la seconda decade del terzo millennio, riportando una laurea in giurisprudenza come macabro trofeo. Nerd incallito e irredento, fagocita libri e fumetti di ogni tipo, delirando di improbabili super-poteri da ben prima che Downey Junior rendesse popolare la faccenda sfrecciando ubriaco nei cieli di Hollywood... Il suo primo atto ufficiale come membro del team di Senza Linea è stato inventare la parola “Nerdangolo”, rubrica di cui tutt'ora si occupa per la gioia di sé stesso. mail: c.nigrox@gmail.com

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