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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Cucina

Francesco Mastrogiovanni e Ivan Russo due chef che scelgono il Cilento

Redazione
Redazione 1 mese fa
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«Sono partito dal Cilento, ma ogni viaggio mi ha riportato qui»: così esordisce Francesco Mastrogiovanni, chef originario di Omignano (SA), nel Cilento, il quale, dopo un peregrinare che lo ha visto lavorare in giro per il mondo fra Senegal, Danimarca e Svizzera, ha deciso di tornare alla sua terra di origine.

«Il Cilento è sempre stato il punto di partenza della mia cucina. Anche quando ho scelto di andare via, di conoscere altre realtà e di confrontarmi con culture gastronomiche lontane, ho continuato a portare con me la memoria dei sapori, dei profumi e delle tradizioni con cui sono cresciuto. Le esperienze in Senegal, Danimarca e Svizzera mi hanno dato la possibilità di vedere la cucina da prospettive completamente diverse. Ho imparato nuove tecniche, conosciuto ingredienti e abitudini differenti e, soprattutto, ho capito quanto sia importante avere una propria identità. Paradossalmente, è stato proprio viaggiando che ho riscoperto ancora di più il valore della mia terra. Tornare in Cilento per me significa ripartire da quello che conosco meglio, ma senza fermarmi alla tradizione. Significa prendere la nostra memoria gastronomica e provare a raccontarla in maniera nuova, con quello che ho imparato lungo il percorso. Credo che la cucina debba evolversi senza perdere le proprie radici. Per questo oggi cerco di creare piatti che abbiano il sapore del Cilento, ma che sappiano anche parlare un linguaggio contemporaneo. Sono tornato perché qui sento di avere ancora qualcosa da raccontare. E perché penso che, dopo aver visto il mondo, il modo più autentico per raccontare la propria terra sia guardarla con occhi nuovi».

Percorso simile quello di Ivan Russo, anche lui chef cilentano originario di Giungano, il quale aggiunge «Tornare nel Cilento non è stato un passo indietro, ma una scelta precisa. Ho avuto la fortuna di viaggiare, lavorare in cucine importanti e confrontarmi con mondi gastronomici molto diversi. Parigi, Dubai e le esperienze maturate nelle cucine di Robuchon mi hanno insegnato tantissimo: disciplina, tecnica, precisione e, soprattutto, il rispetto assoluto per la materia prima. Ma più mi allontanavo, più mi rendevo conto di quanto il Cilento fosse rimasto dentro di me. Dopo tanti anni trascorsi fuori, ho sentito il bisogno di tornare alle mie radici e di ritrovare un rapporto più diretto con il territorio, con i suoi prodotti, le sue stagioni e i suoi ritmi. Il Cilento ha una ricchezza straordinaria, spesso nascosta nella semplicità delle sue materie prime. Tornare qui significa per me mettere tutto quello che ho imparato nel mondo al servizio di un luogo che conosco e che sento profondamente mio. Per questo oggi cerco di creare piatti che abbiano il sapore del Cilento, ma che sappiano anche parlare un linguaggio contemporaneo. Sono tornato perché qui sento di avere ancora qualcosa da raccontare. E perché penso che, dopo aver visto il mondo, il modo più autentico per raccontare la propria terra sia guardarla con occhi nuovi. Oggi non cerco di portare il mondo nel Cilento, ma di raccontare il Cilento attraverso gli occhi e le tecniche che ho acquisito viaggiando. È proprio questo incontro che mi interessa: la cucina che incontra la semplicità del territorio, la tecnica che non deve coprire la materia prima, ma valorizzarla. E la vigna rappresenta perfettamente questa nuova fase del mio percorso. Qui la cucina può diventare più essenziale, più vera e, soprattutto, può tornare a essere parte di un’esperienza: il vino, il cibo, la terra e le persone che li vivono».

Due chef. Due stili. Un’unica essenza.

Ritornati in patria, Francesco Mastrogiovanni e Ivan Russo trovano il proprio campo-base a Trentinara, presso gli spazi di Tredaniele.

A Mastrogiovanni è affidata la conduzione di Villa Tredaniele, dedicata a una cucina classica e raffinata, nella quale la tradizione cilentana incontra creatività, tecnica e contaminazione.

A gestire il Wine Garden, invece, Ivan Russo, il volto più fresco e contemporaneo di Tredaniele, immerso tra le vigne, dove semplicità, stagionalità e convivialità diventano protagoniste.

«Francesco e Ivan hanno da subito abbracciato la nostra filosofia, che è quella di portare in tavola i nostri prodotti a metro zero dal nostro orto in vigna, da cui provengono ortaggi, erbe aromatiche e prodotti stagionali utilizzati quotidianamente nelle cucine di Villa Tredaniele e del Wine Garden. Un piccolo esempio concreto della nostra filosofia: coltivare, raccogliere e portare direttamente in tavola ciò che la nostra terra offre, seguendo il ritmo delle stagioni e valorizzando al massimo freschezza, autenticità e sostenibilità», aggiunge Gianni Daniele, responsabile, insieme ai fratelli Pietro e Francesco, dell’azienda Tredaniele.

«Quello che vogliamo offrire ai nostri ospiti è un programma di esperienze enogastronomiche, culturali e territoriali pensate per permettere ai turisti di entrare in contatto con il Cilento più autentico. Oggi il mondo è piccolo. Grazie a uno smartphone possiamo raggiungere virtualmente qualsiasi angolo del pianeta e trasformare in pochi secondi una destinazione sconosciuta in una meta desiderata. Ma proprio questa facilità di accesso ha cambiato il modo di viaggiare. Alcune delle destinazioni più fotografate e condivise sui social rischiano di diventare luoghi affollati, standardizzati e lontani dall’immagine autentica che avevamo immaginato. Il Cilento conserva invece qualcosa di raro. Qui si può ancora incontrare il contadino con il suo asino, la massaia che prepara il pane, il contadino che intreccia i cesti. Si possono ascoltare storie tramandate di generazione in generazione e scoprire gesti e mestieri che appartengono a una cultura ancora viva. Tredaniele vuole offrire proprio questo: non una semplice visita, ma un accesso autentico al territorio e alla comunità che lo abita. Gli ospiti possono imparare a preparare la pasta casareccia, partecipare a degustazioni e percorsi gastronomici, dipingere il tramonto tra i vigneti, esplorare il territorio in e-bike, vivere eventi in vigna e scoprire tradizioni locali. L’obiettivo è andare oltre la fotografia di un luogo: vivere una storia, incontrare una comunità, imparare qualcosa e portare a casa un ricordo autentico», chiude Gianni.

Cena a Quattro Mani

Dall’unione delle loro esperienze, dall’incontro tra le due anime gastronomiche del progetto, nasce la Cena a Quattro Mani, una cena che mette in dialogo due chef, due ristoranti e due modi diversi di interpretare il territorio.

A unire i due volti e i due stili sono quattro valori fondamentali:

Tradizione · Territorio · Creatività · Convivialità

Il percorso viene accompagnato da quattro vini Tredaniele, scelti per creare un dialogo tra i piatti e le diverse espressioni del terroir.

La prossima cena si terrà domenica 6 settembre.

Francesco Mastrogiovanni

La tradizione cilentana incontra il mondo.

Francesco Mastrogiovanni interpreta la cucina di Villa Tredaniele attraverso un percorso profondamente legato al territorio, ma aperto alle contaminazioni e alla ricerca.

Chef autodidatta, ha costruito il proprio percorso attraverso esperienze in Italia e all’estero, confrontandosi con culture gastronomiche differenti e maturando una visione personale della cucina.

Le esperienze internazionali, tra cui quelle in Senegal, Danimarca e Svizzera, hanno arricchito il suo modo di lavorare sulle materie prime, sulle tecniche e sugli abbinamenti, senza mai interrompere il legame con la propria terra.

La sua cucina parte dal Cilento e dalla sua memoria gastronomica per svilupparsi in una direzione contemporanea, dove tradizione, creatività e tecnica convivono.

van Russo

Dall’alta cucina internazionale alla vigna di Tredaniele.

Al Wine Garden, la visione gastronomica di Tredaniele trova il suo interprete in Ivan Russo, chef dal percorso internazionale costruito tra la grande cucina italiana e francese.

Ivan entra in cucina giovanissimo, a soli 15 anni, iniziando il proprio percorso nei ristoranti tradizionali italiani. La sua formazione prosegue presso ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Colorno.

Dopo la formazione, lavora in importanti realtà della ristorazione italiana, tra cui Vistamare con Rocco De Santis e Da Caino con Valeria Piccini, maturando esperienza nel mondo dell’alta ristorazione.

Nel 2017 si trasferisce a Parigi, dove entra nella brigata del ristorante Joël Robuchon a Saint-Germain. L’esperienza nella cucina Robuchon rappresenta un passaggio fondamentale della sua formazione, permettendogli di approfondire una filosofia gastronomica fondata su tecnica, precisione e assoluto rispetto della materia prima.

Nel 2020 prende parte all’apertura di L’Atelier Robuchon a Dubai, assumendo un ruolo di primo piano nella cucina e contribuendo a portare nel nuovo ristorante i principi dell’alta cucina francese.

Il suo percorso internazionale trova oggi una nuova dimensione al Wine Garden, dove la tecnica maturata nelle grandi cucine incontra la semplicità del territorio cilentano.

La sua cucina nasce così dall’incontro tra alta formazione, materia prima e territorio: una cucina contemporanea, essenziale e stagionale, pensata per accompagnare il vino e valorizzare l’esperienza di vivere la vigna.

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