Senza LineaSenza Linea
Aa
  • Home
  • Qui Napoli
    • Eventi
    • Storia & Curiosità
  • Sport
    • Calcio Napoli
  • Cucina
    • #Tengofame
  • Arte & Spettacolo
    • Musica
    • Arte
    • Cinema
    • Libri
      • Editoria
    • Serie Tv
    • Teatro
  • Nerdangolo
    • CosPlay
    • Fumetti
    • Giochi
    • Hi Tech
    • Animazione
    • Videogiochi
  • LGBT
  • La tana del Bianconiglio
  • Salute & Benessere
Cerca
Reading: Frank Miller e l’eterno “Ritorno del Cavaliere Oscuro”
Share
Aa
Senza LineaSenza Linea
  • Home
  • Qui Napoli
  • Sport
  • Cucina
  • Arte & Spettacolo
  • Nerdangolo
  • LGBT
  • La tana del Bianconiglio
  • Salute & Benessere
Cerca
  • Home
  • Qui Napoli
    • Eventi
    • Storia & Curiosità
  • Sport
    • Calcio Napoli
  • Cucina
    • #Tengofame
  • Arte & Spettacolo
    • Musica
    • Arte
    • Cinema
    • Libri
    • Serie Tv
    • Teatro
  • Nerdangolo
    • CosPlay
    • Fumetti
    • Giochi
    • Hi Tech
    • Animazione
    • Videogiochi
  • LGBT
  • La tana del Bianconiglio
  • Salute & Benessere
Follow US
  • Disclaimer
  • Privacy
  • Buy This Theme!
  • Advertisement
  • Contact us
© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Nerdangolo

Frank Miller e l’eterno “Ritorno del Cavaliere Oscuro”

Redazione
Redazione 10 anni fa
Share
11 Min Lettura
SHARE

Correva l’anno 1986, per molti, il golden year del fumetto americano che, in quell’anno, muore e rinasce.

Frank Miller, all’epoca, e prima di farsi conoscere globalmente col cinema (“Sin City”) era un giovane e talentuoso cartoonist del Maryland, che si era fatto le ossa nel bullpen della Marvel, dove rifiniva le tavole dei disegnatori ufficiali. Miller si fa conoscere dal grande pubblico dei comics con il suo egregio lavoro su “Daredevil”, cui l’ottimo omonimo serial Netflix è totalmente debitore.

Ma il colpaccio arriva grazie alla Dc Comics che fornisce a Miller la possibilità di portare quel suo stile originalissimo e personalissimo, e quella sua insana passione per il noir (ma anche per l’hard boiled, Chandler, lo“Spirit” di Will Eisner, per il manga e per il cinema), forse al più grandioso protagonista dei comics che sia mai esistito: Batman.

Cinquantasei anni di storie avevano reso il personaggio a fumetti noir per antonomasia, ormai la pacchiana caricatura di se stesso. Infatti dopo il ciclo iniziale di storie scritto e illustrato dal grande Bob Kane, Batman ha vissuto un declino senza precedenti, cosparso di un’aurea mediocritas mortificante.

Miller parte da un discorso base: Bruce Wayne, e la vendetta. Una vendetta comunque assurda, malata, una crociata morbosa, psicotica, e schizofrenica, in una parola, insana. Elementi questi che potevano solo essere accennati nell’originale e comunque innovativa produzione pulp degli anni’40. L’autore riprende il discorso in termini tuttora attualissimi e innovativi, e, partendo da un discorso decostruzionista, prova a darci una risposta, con un breve ciclo di storie – una miniserie di soli quattro numeri – che in breve tempo rivoluzionerà il modo di fare fumetto occidentale da lì in avanti.

Il Batman di Miller è un personaggio meta – fumettistico, un cupo samurai dei nostri tempi, anzi un ronin (figura che Miller conosce bene!), con un suo preciso codice d’onore. E’ un cinquantaseienne in quanto nasce – graficamente parlando – attorno al 1930, e che sente su di sé il peso del tempo che è passato. E’ un ex-vigilante che, ormai, si è ritirato dalle scene, come una grande, discussa e discutibile rock-star.

Il mondo lo ha quasi dimenticato e lui vive ormai solo nel ricordo dei suoi vecchi amici e nemici ancora vivi, e nell’immaginario di qualche adolescente che lo vede come un mito.

Perché lui è questo: un mito, una leggenda, un’autentica icona pop, col suo simbolo universalmente conosciuto.

Batman/Bruce Wayne, versione Miller, è un eroe da tragedia elisabettiana, un anti-eroe degno della migliore letteratura europea sette-ottocentesca, un titano romantico ma anche decadente, pronto a battersi contro tutto e tutti pur di perseguire il suo personale ideale di giustizia. Il titano si fonde con il detective anni’40, con un procedimento, forse, più unico che raro nel mondo del fumetto, che fa apparire vecchio tutto quello che è venuto prima. Miller crea una miscela esplosiva che orchestra magistralmente, assolutamente asciutta ma elegante, a tratti autentica poesia, con un meccanismo narrativo potente ma mai pesante

Tim Burton ha ammesso di essersi liberamente ispirato a questo graphic novel per i suoi due bei film, onirici e fiabeschi, nel 1989 e nel 1992.

Miller è regista, sceneggiatore e scenografo, e ci proietta in una Gotham City resa al meglio, decadente e gotica, una sorte di NY/Chicago anni’30.

La nuova razza di criminali è diversa, <<più pura>> perché amorale, che non prova il minimo scrupolo ad uccidere immotivatamente. Il vecchio vigilante stenta a comprenderli, ma sa che deve combatterli, perché non può farne a meno.

L’elemento politico qui è forte e lascia intravedere una critica alla società moderna, da parte di un self-made man alla Clint Eastwood di “Gran Torino”, dove il titano anarcoide, il cui ideale travalica ogni connotazione politico-partitica, è stanco, deluso e disilluso dal mondo attuale e dalla modernità, e appende il mantello al chiodo, non sentendosi più in sintonia con la società che lo circonda. Salvo poi convincersi a tornare a combattere ancora una volta per riparare i torti e raddrizzare le cose in nome di un ideale di giustizia più alto. Torna il vigilante – pioniere, che, al di là delle deboli ed inefficaci leggi degli uomini, si fa giustizia nel modo più diretto: anche da solo, o al massimo con pochi e fidati alleati, vecchi e nuovi.

Conscio della lezione di Orson Welles, Miller sottolinea l’onnipresenza dei media, ne racconta la banalità, ma anche la pericolosità. Nel tetro teatro antico di Miller non poteva mancare il deus ex-machina, incarnato nel Superman più convincente che si ricordi, il super-eroe appunto, una forza della natura che nei colori incarna la bandiera dell’America che lo accolse bambino, alla quale – e al cui Governo – lui si prostra in segno di totale gratitudine/sottomissione: la furia irrazionale della natura, messa sotto controllo governativo, l’arma più potente (<<Dio è con noi o quel che più gli si avvicina>>).

La grandezza di Miller è anche nell’analisi acuta, attenta e spregiudicata che ci dà di personaggi storici delle pagine DC. Ecco, quindi, un commissario Gordon finalmente diverso dallo stereotipo del poliziotto senza macchia, più vicino all’ispettore Callaghan che a John Wayne, per intenderci, nostalgico per gli anni della golden age, quando il nemico erano rappresentato da lunatici con buffi costumi e tutto era più semplice.

Ritroviamo il Joker, la nemesi del vigilante per antonomasia, ultra decadente e tipicamente dark anni’80, finemente modellato sul David Bowie di quel periodo – che qui appare più simile ad un elegante serial killer nichilista che al clown armato di gas esilarante.

Sono le due facce della stessa medaglia ed è Due-Facce, appunto, finalmente “guarito” che rappresenta in maniera ancor più inquietante l’aspetto più traumatico, schizzofrenico e psicotico della duplice personalità, di cui Batman/Wayne non è immune e in cui non può fare a meno di vedere uno specchio, (<<vedo un riflesso, Harvey>>): il dualismo, nonostante le apparenze, non è fuori, ma prevalentemente dentro. Il dialogo finale crudo ed ultrarealistico, breve ed intenso con Harvey Dent, è senz’altro uno dei momenti più alti che (non solo) il fumetto abbia mai conosciuto. E’ pura letteratura.

Il nuovo Robin è una boccata d’ossigeno nella claustrofobia opprimente dell’autore, e i suoi primi goffi tentativi di emulare la spalla storica del suo mito, fanno da contrappunto al climax devastante che porta Batman di nuovo sulle scene (<<un lupo ulula, so come si sente>>). Straordinario è anche lo scontro, in due parti, con il capo della gang dei mutanti: il vigilante, con un cinismo da brivido, capisce che solo sconfiggendolo definitivamente, può garantirsi l’approvazione delle masse di adolescenti perduti, una nuova generazione sbandata in cerca di ispirazione. Volente o nolente sono loro il futuro, e questo Batman lo sa. Non può sconfiggerli tutti, quindi sconfigge in maniera plateale il loro capo per essere lui, stavolta, la loro fonte di ispirazione (<<Il futuro appartiene a noi. I figli di Batman>>). Con un decisionismo ed una realpolitick degna del miglior stratega, capisce come conquistare il cuore delle masse giovanili, le uniche che possono ancora nutrire un ideale ed aiutarlo nella sua utopica crociata di Giustizia, quella vera, al di là delle convenzioni sociali e delle leggi-compromesso scritte dall’uomo. Come Gordon spiega al suo successore, Batman diventa un concetto, un’idea, le cui azioni sono troppo grandi per essere giudicate dall’Uomo.

Il racconto tutto è politicamente scorretto e straordinariamente attuali le riflessioni sulla vigliaccheria delle armi da fuoco che rendono l’omicidio troppo facile. Non c’è speranza, né di cambiamento né di redenzione. Miller, a questo punto, è Batman e parla attraverso Batman, affinchè sia ben chiaro che la realtà è dura, non fa sconti, vige la legge del più forte, la legge della strada, ma anche quella di Wall Street e della deregulation neo-liberista più esasperata. Non manca, nel finale, un barlume di speranza dopo il sacrificio necessario, ossia la sua morte, inscenata per sottrarsi al gioco delle parti, ma solo dopo aver sconfitto, altrettanto platealmente, Superman: l’ultimo smacco al sistema, l’ultimo ruggito del leone, anzi del pipistrello, ovvero di <<un eroe che ormai ha fatto il suo tempo>>.

“The Dark knight returns” è un’opera geniale e sempre attuale di letteratura, poesia, politologia, filosofia, sociologia, schizzi e acquerelli, con cui viene idealmente raccontata l’ultima storia e, di sicuro, la storia definitiva del più grande degli eroi a fumetti americani.

Potrebbe piacerti anche

Roblox porta la creazione di giochi su iPhone e iPad

Bethesda annuncia Fallout 5 mentre Xbox taglia migliaia di posti

San Francisco chiede di rimuovere le app per creare nudi falsi con l’IA

Comscore: a maggio vola il tempo speso online dagli italiani, exploit di Dazn e Sky Sport

Sergio Bonelli Editore presenta “IL CONFINE 11” di Mauro Uzzeo e Giovanni Masi

Redazione Ott 19, 2016
Share this Article
Facebook TwitterEmail Stampa
Previous Article La soap “Un posto al sole” festeggia i suoi 20 anni
Next Article PERE AL CIOCCOLATO FUSO

Ultime notizie

Paolo Borsellino un ricordo tra ieri e oggi
2 ore fa Fabiana Sergiacomo
MUSICA AL CASTELLO 2026 di SCENA SUZANNE VEGA, ALTEA e SARA GIOIELLI
2 ore fa Redazione
DEAR LUNACY “ABBASTANZA”. Una generazione che cerca il proprio posto nel mondo.
2 ore fa Redazione
Walter Ricci – Neapolis Mambo mercoledì 22 luglio 2026 al Nocera Jazz Festival
2 ore fa Redazione
TRA INFORTUNI E INCOGNITE DI MERCATO, IL NAPOLI INIZIA LA STAGIONE DEL CENTENARIO
2 ore fa Jacques Pardi
GUERRI NAPOLI, GRANDE COLPO DI MERCATO: UFFICIALE L’ARRIVO DI JEFF DOWTIN
13 ore fa Jacques Pardi
Volley Nations League, l’Italia supera Cuba 3-1 e si qualifica per le Finals
19 ore fa Redazione
Serie A, chi sono i top player? Il confronto col resto d’Europa
19 ore fa Redazione
Brignone: “Sogno un figlio, dopo lo sci girerò il mondo in surf. Popolare come Sinner? Lui ha il jet, io prendo Ryanair”
19 ore fa Redazione
Caso Roggero, Tajani: “Mai pensato di candidarlo in Fi, ogni partito candida chi vuole”
19 ore fa Redazione

You Might Also Like

Hi Tech

Roblox porta la creazione di giochi su iPhone e iPad

3 giorni fa
Hi Tech

Bethesda annuncia Fallout 5 mentre Xbox taglia migliaia di posti

3 giorni fa
Hi Tech

San Francisco chiede di rimuovere le app per creare nudi falsi con l’IA

3 giorni fa
Hi Tech

Comscore: a maggio vola il tempo speso online dagli italiani, exploit di Dazn e Sky Sport

3 giorni fa
Senza LineaSenza Linea

© Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri

Questo sito utilizza cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Accept Reject Read More
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
ACCETTA E SALVA
Welcome Back!

Sign in to your account

Lost your password?