GATTUSO SFIDA IL “SUO” MILAN: LUI E IBRA IN CAMPO NELL’ULTIMO BLITZ ROSSONERO AL SAN PAOLO

Continua il momento positivo del Napoli: a Genova, contro i rossoblù sempre più vicini alla B, è arrivata la seconda vittoria consecutiva (grazie alle reti di Mertens e del redivivo Lozano), la quarta nelle 5 partite di campionato post-lockdown e la nona in un girone di ritorno che vede gli azzurri secondi solo all’Atalanta, ed a pari punti con la Juventus.

Proseguire la striscia vincente non sarà però semplice, visto che stasera (ore 21:45) è di scena al San Paolo una delle squadre più in forma del momento, ovvero il Milan di Stefano Pioli, che ha battuto Lazio e Juventus (con una spettacolare rimonta) negli ultimi due turni, segnando ben 7 reti alle prime due in classifica.

Inutile sottolineare quanto sia speciale questo match per mister Rino Gattuso: allenatore dei rossoneri fino alla scorsa stagione, “Ringhio” è stato, da giocatore, un autentico pilastro del Milan (soprattutto negli anni in cui in panchina c’era Carlo Ancelotti), con cui ha vinto, tra l’altro, due scudetti, due Champions League, due Supercoppe Europee ed un Mondiale per club.

Gattuso era in campo con il Milan l’ultima volta che i rossoneri hanno violato il San Paolo, quasi 10 anni fa:  il 25 Ottobre 2010 la squadra di Max Allegri si impose per 2-1, con le reti di Robinho e di Zlatan Ibrahimovic, che sarà in campo anche stasera.

Al Napoli non bastò una rete capolavoro del “Pocho” Lavezzi (pallonetto da terra a baciare la traversa) per completare la rimonta da 0-2, cosa riuscita in modo incredibile agli azzurri un anno prima.

Il 28 Ottobre 2009 infatti i partenopei di mister Mazzarri, sotto di due gol al 90′ (Pato ed Inzaghi a segno), realizzarono due gol nei minuti di recupero con Cigarini e Denis, facendo letteralmente ruggire di gioia un San Paolo incredulo.

Anche di recente il Napoli ha rimontato un doppio svantaggio al Milan, guidato in panchina proprio da Gattuso: il 25 Agosto 2018 furono Zielinski, con una doppietta, e Mertens nel finale a vanificare le reti di Bonaventura e Calabria.

Il computo dei 72 precedenti giocati a Napoli in Serie A tra le due squadre sorride agli azzurri, vittoriosi in 29 occasioni a fronte di 21 pareggi e di 22 sconfitte.

La più dolorosa di queste ultime è sicuramente il 3-2 del 1 Maggio 1988, data purtroppo indelebile per i tifosi del Napoli: il Milan di Berlusconi, guidato in panchina da Arrigo Sacchi, coronò un lunghissimo inseguimento al Napoli della “Ma-Gi-Ca”, Campione d’Italia in carica ed in testa dall’inizio del campionato.

A nulla servì una magistrale punizione di Maradona, che pareggiò l’iniziale vantaggio siglato da Virdis: un’altra rete dell’attaccante sardo ed un gol di Van Basten in contropiede siglarono il sorpasso rossonero, rendendo inutile il gol finale di Careca.

Quel successo, salutato con sportivissimi applausi da un San Paolo in lacrime, diede il via alla stagione dei trionfi rossoneri in Europa (due Coppe Campioni consecutive conquistate) e sancì una rivalità, quella tra Napoli e Milan, che avrebbe caratterizzato la fine degli anni ’80.

D10S e compagni si sarebbero presi la rivincita nelle due stagioni successive: 4-1 il 27 Novembre 1988 (con strepitosa doppietta di Careca ed incredibile gol di testa di Diego da fuori area), e 3-0 il 1 Ottobre 1989 (doppietta di Carnevale e delizioso pallonetto del “Pibe” nel finale), in una stagione che avrebbe visto il Napoli vincere il rinnovato duello scudetto con i rossoneri, completando la vendetta azzurra.

Anche nella stagione del primo tricolore del Napoli era arrivata una vittoria (2-1) dei partenopei, ed anche in quel caso non era mancata la firma d’autore di Dieguito.

Il 26 Aprile 1987, dopo il vantaggio firmato da Carnevale, Maradona raddoppiò con uno splendido sinistro da posizione defilata, dopo un incredibile aggancio volante su imbeccata di Giordano e successivo dribbling sul portiere rossonero Nuciari.

Inutili i disperati tentativi di salvataggio in extremis di Baresi e Maldini, mentre il 10 azzurro era già intento ad esultare con tutto lo stadio ai suoi piedi.

Il Milan ha spesso recriminato sullo scudetto perso nel 1990, sostenendo che a decidere quel campionato sia stato lo 0-2 a tavolino ottenuto dal Napoli a Bergamo per via della monetina che colpì l’azzurro Alemão, ed ottenendo la cancellazione della regola alla fine di quel campionato.

Curioso ricordare che 20 anni prima, il 20 Dicembre 1970, furono i rossoneri ad usufruire di una vittoria 0-2 a tavolino a Napoli, per via di un mortaretto lanciato contro il milanista Villa sul’1-0 per il “Diavolo” (gol di Pierino Prati) contro gli azzurri allora in testa alla classifica.

Dopo i grandi duelli degli anni ’80 le distanze tra Napoli e Milan si sono allargate inesorabilmente: i rossoneri sotto la gestione berlusconiana hanno speso tanto e vinto tantissimo, gli azzurri sommersi dai debiti si sono avviati ad un lungo calvario, culminato con il fallimento del 2004.

Nonostante ciò, in un paio di occasioni gli azzurri si sono tolti lo sfizio di battere il “Milan degli invincibili”, guidato negli anni ’90 da Fabio Capello: indimenticabile l’1-0 firmato da Paolo Di Canio il 27 Marzo 1994, con un incredibile gol di sinistro dalla linea di fondo dopo aver messo a sedere Baresi e Panucci con una doppia finta.

Quel Napoli, guidato in panchina da Marcello Lippi, avrebbe ottenuto l’ultima qualificazione europea prima dell’avvento di De Laurentiis.

L’impresa riuscì al Napoli anche l’anno successivo, in una sfida curiosamente giocata di giovedì sera per consentire ai rossoneri di preparare al meglio la finale di Champions League, poi persa contro l’Ajax: il 18 Maggio 1995 fu un gol del “Condor” Agostini a mandare k.o. un Milan probabilmente distratto.

Con la fine dell’era Berlusconi al Milan e l’inizio della gestione del sodalizio azzurro da parte di Aurelio De Laurentiis, le gerarchie si sono lentamente e clamorosamente ribaltate.

Un indizio di ciò che sarebbe accaduto in seguito si ebbe già al primo anno di Serie A del Napoli targato AdL: l’11 Maggio 2008 le reti di Hamsik, Domizzi e Garics siglarono il clamoroso 3-1 con il quale i Campioni del Mondo in carica, allenati da Carlo Ancelotti, furono sconfitti perdendo l’ultimo posto utile per la qualificazione in Champions League.

Negli ultimi 8 anni il grande Milan dei 18 scudetti e delle 7 Champions League, è regolarmente finito dietro al Napoli, a dimostrazione dell’ingresso in pianta stabile degli azzurri nell’elìte della Serie A.

Quest’anno però, complice il disastroso girone di andata dei partenopei, gli uomini di Pioli proveranno il sorpasso per ottenere la qualificazione in Europa League, già conquistata dalla squadra di Gattuso grazie al trionfo in Coppa Italia.

E’ anche per questo che la sfida di stasera si preannuncia aperta a qualunque risultato, come nella migliore tradizione nei confronti tra Napoli e Milan.

 

 

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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