Gay Hipster:consigli (non richiesti e semi seri) su come conquistare un gay radical chic

La moda è moda e può avere tanti significati. Chi fa da sé, chi segue le sfilate e chi copia gli influencer. Ma è la strada che porta le idee più originali, giovani comuni che accostano vari “pezzi” e si creano un look. Quando ciò è copiato da altri o fonte di ispirazione per gli stessi stilisti si parla di moda. Insomma tutti si ispirano a ciò che hanno intorno.

Negli ultimi tempi fa capolino per le strade un modo di essere alternativo, definito Hipster. Benché frutto di una sottocultura che non vuole assolutamente avere a che fare con il boom del consumismo, e con l’omologazione che uccide l’originalità di ognuno di noi. Ma il look da hipster è tornato di tendenza  e spopola ovunque, ed è paradossale.

Concetto, stile di vita, presa di posizione politica! Arte? Il bello sta nella libera interpretazione.

Hipster: Giovane seguace di tutte le forme di cultura alternativa, che esprime la propria insofferenza delle regole recuperando i codici comportamentali e di costume più anticonformisti della seconda metà del sec. XX (fonte dizionario google)

Quindi più che una moda è un concentrato di gusti raffinati, riutilizzo originale degli oggetti comuni, “vintage mania” e tanta fantasia. L’hipster ha gusti e miti ben precisi in fatti di cibo, gusti musicali, film e atteggiamento sociale. E non si esce dal cerchio designato, o tutto o niente. Se volete essere dei veri hipster (e non solo ispirarvi a loro rubando qualche idea o qualche capo) dovrete abbracciare tutto il pacchetto.

Oggi vi darò dei consigli su come possa essere un gay hipster e come conquistarne uno.

Allora, poniamo che avete appuntamento con il ragazzo dei vostri sogni, conosciuto sull’ app. di incontri Grindr (gli hipster sposano la vita bohémien ma sono appassionati di alta tecnologia!).

“Lui” è un hipster convinto. Volete fare colpo?

Ecco come fare.

Appuntamento per il prossimo sabato.

La prima cosa da fare è scegliere l’outfit per la serata. Punto base gli skinny jeans, must del look hipster. Poi abbinate delle scarpe da ginnastica, vanno bene tutte. Sopra agli skinny potete scegliere per un look più ricercato con camicia tinta unita con maglione a scollo a V e papillon, oppure indossate una semplice  maglia con stampe animali, cartoni anni 80 (il massimo sarebbero quelle con Poochie o Pac man) o magliette di meeting aziendali, quella che la gente comune metterebbe solo in casa. Assolutamente no le griffe della moda! Completate il look con una bella borsa in iuta con stampa, occhiali con montatura doppia anche senza lenti. Barba curata e lunga, capelli racconti in cima alla testa.

La location per la cena

Non cercate locali che si definiscono hipster, se già catalogati tali hanno perso il loro fascino.

Optate per un risputante vegano o meglio dove si mangiamo crudités. Posti sconosciuti, dove le sedie sono piccole e scomode, meno gente c’è e più l’hipster apprezzerà, va bene anche una birreria dove producono birre particolari frutto di una lavorazione artigianale servite nei barattoli delle conserve che fungono da bicchieri. Ubriachi e con la schiena a pezzi farete un figurone.

Per la conversazione, sgranocchiando una gambo di sedano, con i libri non si sbaglia mai! Vi dico qualche titolo Illuminazioni” di Arthur Rimbaud (1886), Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer Houellebecq, “2666” di Roberto Bolaño “Denti Bianchi” di Zadie Smith.

Dopo la cena: concerto o film?

Film solo indie, non nelle sale della grande distribuzione, cercate il filmetto indipendente del regista americano che con pochi mezzi realizza la sua opera, poche copie distribuite nelle sale e vincitore di premi al Sundance Festival.. L’attrice preferita dagli hipster è Chloe Sevigny, regina americana del cinema indie. Oppure se al cinema ci sono solo i Marvel e i cinema d’essay hanno chiuso bottega da secoli, optate per un classico, tipo l’inaugurazione di piccole gallerie d’arte, o concerti in ex magazzini adibiti a sale concerti. Meglio ancora le serate con palco a “microfono aperto”.

I  loro miti musicali sono tutti quelli della scena indie tipo Dutch Nazari, Orfeo, Gazzelle (ancora per poco) Colapesce, magari prima documentatevi sulla loro musica.

Soddisfatti? Siete riusciti a conquistare l’ometto radical chic che vi fa battere il cuore?

Fatemi sapere….

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno" e giornalista,Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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