“Come fai a capire quando mancano tre minuti alla fine e stai due a uno in una semifinale e ti guardi intorno e vedi tutte quelle facce, migliaia di facce stravolte, tirate per la paura, la speranza, la tensione, tutti completamente persi senza nient’altro nella testa… E poi il fischio dell’arbitro e tutti che impazziscono e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo, e il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato un momento cruciale in tutto questo rende la cosa speciale, perché sei stato decisivo come e quanto i giocatori, e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe niente del calcio? E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, c’è sempre un’altra stagione. Se perdi la finale di coppa in maggio puoi sempre aspettare il terzo turno in gennaio, che male c’è in questo? Anzi, è piuttosto confortante, se ci pensi.”
L’incipit è il meraviglioso film “Febbre a 90”, forse il più riuscito lungometraggio sul calcio e sul tifo, una storia impregnata di risvolti sentimentali e sociologici che mette in evidenza l’irrazionalità del tifoso e del suo diritto a sperare e, quindi, di gufare.
Alzi la mano chi, a Napoli e nell’altra metà del mondo meneghino, non abbia gufato contro l’Inter domenica sera. Non ha importanza quello che pensate sul serio, non rileva nulla che razionalmente crediate o meno ad una rimonta impensabile. I tifosi del Milan e del Napoli hanno metaforicamente indossato la sciarpa viola e sperato che la Fiorentina facesse l’impresa contro l’Inter (tra l’altro riuscita anche abbastanza bene!!!)
Questo campionato è stato davvero brutto: gli arbitri, o meglio i loro continui errori, hanno catalizzato la stagione; ogni singola squadra si sente defraudata di un certo numero di punti (in questo caso va detto che tutti hanno ragione), senza contare che anche le avversarie si sentono allo stesso modo, specificando gli errori a proprio sfavore, considerandoli più errore di altri. La verità è che, mai come quest’anno, i torti arbitrali sono stati divisi in modo più o meno equo e poco hanno influito sulla classifica reale: quella “senza errori arbitrali”, che cambia a seconda di chi la stila, non serve a nulla.
Messa quindi da parte la questione arbitri, e dato per assodato che la classifica è giusta così (non parliamo di infortuni, quelli sono una parte del gioco e nessuna responsabilità possono avere le avversarie se il tuo migliore giocatore sta fuori per mesi), passiamo alla questione più importante.
Il tifoso medio, per tutto l’arco delle 38 giornate, passa settimane intere a sperare: non ha importanza il tifo, dall’Inter ai fanalini di cosa Pisa ed Hellas, lo fanno tutti.
E tutti gufano.
Chi dice di non farlo, mente. Ipocritamente.
Io stesso ho tifato per la Juve l’anno scorso, danzando ad un gol di Conceicao contro l’Inter. No, non me ne vergogno, perchè il fine ultimo è la vittoria della tua squadra.
Domenica sera ho esultato al gol di Ndour.
Il prossimo turno, quello pasquale, presenta un crocevia fondamentale: Inter-Roma e Napoli-Milan, due partite da dentro o fuori, inutile nasconderlo.
I nerazzurri hanno il braccino corto e perdere altri punti significherebbe dilapidare ulteriormente il siderale vantaggio accumulato in questi mesi, la Roma è all’ultima chiamata Champions, Napoli e Milan si contenderanno lo scettro dell’inseguitore sognatore. Sapete cosa accadrà? Che napoletani e milanisti tiferanno Roma, comaschi e juventini per l’Inter mentre i tifosi nerazzurri faranno le macumbe per un pari al Maradona. Si, tiferanno per squadre che, un secondo dopo il fischio finale, torneranno a detestare.
Tutto questo è meraviglioso.
Che diritto avete di toglierci il nostro sogno?
Finchè la matematica non ci condanna….è una frase spesso abusata ma che rende perfettamente l’idea.
Matematica e irrazionalità, una combinazione tanto improbabile quanto perfetta, sono i due aspetti che tengono in vita i sogni, almeno quelli calcistici.
E anche quando la matematica ci condannerà, ci sarà sempre un altro obiettivo, un altro sogno.
Alla fine il campionato svanisce, chi vince festeggia, chi perde recrimina e spiega.
Ma, come nel film, ad agosto ricomincia tutto d’accapo, avremo già superato il mercato, con i suoi sogni e le sue delusioni, e saremo pronti a ricominciare!!
In tutto questo, volete sapere se ci credo oppure no?
Ve lo dico dopo Pasqua!!

