Il 22 giugno 2026, nell’ambito della quinta edizione di inRiva Festival, ospitata al Castello di Riva di Ponte dell’Olio (Piacenza), lo scrittore Abdulrazak Gurnah, Premio Nobel per la Letteratura 2021, ha ricevuto il Premio PEN Italia 2026 – Alberto Moravia per la narrativa.
La cerimonia è stata accompagnata da una conversazione pubblica dedicata alla sua produzione narrativa, introdotta da Nicoletta Brazzelli e arricchita dall’intervento di Alberto Cristofori, traduttore italiano delle opere dello scrittore. La conversazione ha affrontato alcuni dei temi centrali della produzione narrativa di Gurnah: le migrazioni, le eredità del colonialismo, la complessa geografia culturale dell’Oceano Indiano, la memoria, il ruolo della narrazione.
A seguire, una panoramica dei suoi libri più famosi.
Dottie
Abdulrazak Gurnah restituisce la voce a chi vive ai margini per raccontare l’intensa storia di formazione di due sorelle unite da un legame indissolubile. Un romanzo luminoso sulla crescita, sulla memoria, sulle imprevedibili vie con cui la libertà si manifesta a ciascuno di noi.
«Nel romanzo, grazie alla consueta abilità narrativa e alla sensibilità psicologica dell’autore, soprusi e abiezioni convivono con qualche piccolo miracolo.» – Alessia Rastelli, La Lettura
Per fuggire da un’infanzia segnata dalla povertà e dal degrado, Dottie Badoura Fatima Balfour immagina storie appassionanti ispirate ai suoi nomi bellissimi e per lei misteriosi. Delle sue origini non sa quasi nulla, e ancora meno conosce del passato doloroso che ha portato i suoi antenati in Inghilterra. Poco più che adolescente, Dottie deve prendersi cura dei due fratelli minori e a loro si aggrappa con ostinazione nel desiderio di tenere unita la famiglia, finché Hudson viene risucchiato sempre più da una vita criminale a cui non sa negarsi e Sophie, emarginata e inquieta, finisce in un collegio per ragazze difficili. Le due sorelle si ritrovano quando Sophie dà alla luce un bambino, un inatteso raggio di vita che sembra finalmente portare una speranza di futuro nel loro orizzonte. L’arrivo del nipote apre un varco nella vita di Dottie: la ragazza conosce l’amore e la fiducia, corre il rischio di affrontare la propria storia e mette in discussione i pregiudizi e le etichette tra cui è cresciuta.
Sulla riva del mare
Tra Oceano Indiano e Canale della Manica, Sulla riva del mare ci ricorda che il racconto e lo scambio di esperienze possono offrirci la possibilità di ritrovare noi stessi e gli altri.
Il sessantacinquenne Saleh Omar è un mercante di Zanzibar, richiedente asilo in Inghilterra. Sindbad dei giorni nostri, Omar lascia una terra dove il genio del male si è incarnato in governanti ladri provvisti di ogni forma di moderna violenza politica: campi di concentramento, armi e uno stuolo di cortigiani. Al suo arrivo a Londra, all’aeroporto di Gatwick, Omar mostra un visto non valido, rilasciato in patria da un suo parente e acerrimo nemico, Rajab Shaaban Mahmud. A Omar era stato suggerito di mostrare di non capire una parola di inglese, per cui l’assistente sociale che ha preso in carico il suo caso si trova costretta a chiedere la consulenza di un esperto di Kiswahili, uno dei dialetti dell’Africa Orientale: per ironia della sorte, l’interprete è Latif Mahmud, il figlio di Rajab, l’acerrimo nemico di Omar. L’uomo ha tagliato ogni ponte con la sua famiglia di origine dagli anni ’60, quando ha chiesto asilo come rifugiato in Inghilterra, dove vive nella nostalgia della sua terra. Ora, Omar si trova faccia a faccia con Latif in una cittadina inglese sul mare. Entrambi rifugiati, con una origine e un destino che li accomuna. Il figlio del persecutore di Omar è anche la persona che può salvarlo e dargli finalmente una nuova vita. Dal premio Nobel per la Letteratura Abdulrazak Gurnah, un romanzo su due uomini che hanno scommesso tutto per cambiare vita, uno sguardo letterario implacabile sull’eredità dimenticata del mondo postcoloniale.
Paradiso
Un romanzo d’avventura, di formazione, di scoperta, che racconta un mondo alle soglie della sua definitiva trasformazione, dove si intrecciano favole, leggende, cruda realtà, poesia, amore.
«Avventure di viaggio, racconto sociale, atto d’accusa politico e una storia d’amore maledetta. “Paradiso” prende vita negli imprevisti, è l’affascinante riscoperta di un mondo dimenticato.» – The Sunday Times
«Un suggestivo ritratto dell’Africa sull’orlo del cambiamento. Una commovente meditazione sulla natura della libertà e la perdita dell’innocenza, tanto vera per un bambino quanto lo è per un intero continente.» – The New York Times Book Review
«Un libro emozionante. Assolutamente da leggere.» – Stern
Qua e là vi erano aranci e melograni. Agli alberi erano appesi degli specchi, posti troppo in alto perché Yusuf potesse vedersi riflesso. Anche se non l’avrebbe mai ammesso, in quei momenti il più grande desiderio di Yusuf era quello di essere imprigionato in quel giardino per un tempo indefinito.
Paradiso è la storia di Yusuf che, a dodici anni, viene dato in pegno dal padre, un locandiere pieno di debiti, a zio Aziz, un ricco mercante. Nel fermento della città, tra swahili, musulmani d’Africa, colonizzatori tedeschi, camionisti sikh, Yusuf ha il suo rifugio nel giardino paradisiaco al centro della casa. È la storia dell’amicizia con Khalil, poco più grande di Yusuf, anche lui comprato da zio Aziz. È anche la storia dell’amicizia interrotta tra i due ragazzi, quando zio Aziz chiede a Yusuf di accompagnarlo in un viaggio d’affari nell’entroterra. È la storia della scoperta dell’amore di Yusuf, cresciuto, bellissimo, nella casa in cui viene educato. E diventa una lezione su come gli amori, soprattutto quelli proibiti, finiscono all’improvviso. È la storia del sultano Chatu che, nella città di Marungu, fa prigioniero Yusuf e i suoi, e li priva di ogni avere. Ma la prima guerra mondiale è alle porte, gli eserciti europei stanno conquistando il continente, e inizierà tutta un’altra storia per l’Africa, per le sue genti, per Yusuf.
Furto
Nel primo romanzo scritto dopo il conferimento del premio Nobel per la Letteratura nel 2021, Abdulrazak Gurnah narra la vita di tre giovani che crescono in una realtà che cambia vertiginosamente intorno a loro. Nello stile magnifico di un maestro della letteratura mondiale, un romanzo toccante e potente sul diventare adulti, tra i primi passi nell’amore e la tentazione di un tradimento che potrebbe cambiare tutto per sempre.
«Questo non è solo un libro. È un intero universo tenuto insieme dalla prosa bellissima di Gurnah. Nelle storie di Badar, Fauzia e Karim si celano gli interrogativi di intere generazioni che si confrontano con un mondo in continua evoluzione.» – Maaza Mengiste
«Dopo aver letto questo romanzo, noi lettori siamo più pronti a capire cosa significa lottare, osare, amare, cosa significa essere umani.» – Elif Shafak
Tanzania, anni novanta. Karim, Fauzia e Badar sono tre ragazzi che stanno per raggiungere la maggiore età. Sognano in grande, sperando in un futuro ricco di possibilità nel loro giovane paese, indipendente solo da pochi decenni. Karim, ambizioso e spavaldo, è appena tornato nella sua tranquilla città natale dopo l’università. Fauzia, la sua fidanzata, intravede nel matrimonio un’occasione per fuggire da un’educazione soffocante. Badar è un servo, non ha mai conosciuto i suoi genitori e sembra che le porte del futuro, per lui, siano tutte chiuse. Un’opportunità inattesa, però, porta Badar a servire la ricca famiglia di Karim, con il quale nasce un fortissimo legame che, ben presto, si estenderà anche a Fauzia. I tre muovono insieme i primi passi nell’età adulta, così che anche quando una falsa accusa colpisce Badar, i due amici non lo abbandonano. Mentre turismo, nuove tecnologie, grandi opportunità e pericoli inaspettati raggiungono il loro tranquillo angolo di mondo, Karim, Fauzia e Badar sono costretti a ripensare le loro vite, e a comprendere per la prima volta cosa significhi prendere in mano il proprio destino.
Il disertore
Un romanzo sulle conseguenze del passato, sulla forza combattiva dell’amore, sul potere salvifico della letteratura.
«Certi giorni tutto sembra così vicino e gli eventi di anni fa sembrano accaduti ieri, tutto è stretto e compresso fino a scoppiare. Penso a lei tutti i giorni.»
Africa orientale, 1899. Hassanali è un piccolo commerciante che ogni mattina ha l’incarico di aprire la moschea e chiamare i fedeli alla preghiera. Un giorno, nella luce dell’alba, scorge un uomo esausto avanzare dal deserto, in fin di vita, e lo salva: è un viaggiatore inglese, Martin Pearce, scrittore e studioso d’Oriente. La sorella di Hassanali, Rehana, si prende cura dello straniero e tra i due nasce un sentimento tanto appassionato quanto proibito. Zanzibar, anni ’60. Amin e Rashid sono due fratelli, brillanti studenti cresciuti in una famiglia di insegnanti. Amin si innamora di Jamila, la nipote di Rehana, ma deve lottare contro l’opposizione dei suoi genitori. Rashid è attratto dall’Europa e vuole continuare gli studi all’estero, proprio quando sulla sua isola sta per scoppiare la rivoluzione. Il premio Nobel Abdulrazak Gurnah intreccia due storie d’amore che sfidano le convenzioni, per seguire il destino di tre generazioni misteriosamente legate tra loro. Un romanzo sulle conseguenze del passato, sulla forza combattiva dell’amore, sul potere salvifico della letteratura.
L’ultimo dono
Il premio Nobel Abdulrazak Gurnah racconta l’esperienza dell’immigrazione senza retorica, in un romanzo intenso sull’appartenenza, sull’importanza del perdono e del dialogo. Una storia che scava nei segreti di una famiglia per mostrare quanto è importante comprendere il passato per capire chi siamo veramente, e chi abbiamo davvero di fronte.
Abbas non ha mai raccontato a nessuno del suo passato: di quanto accaduto prima di imbarcarsi in Africa come marinaio d’alto mare, prima di incontrare la sua futura moglie Maryam a Exeter, prima di iniziare con lei una vita tranquilla assieme ai loro figli, Jamal e Hanna. Ora, all’età di sessantatré anni, Abbas è costretto all’afasia a causa di un ictus, e teme di non poter più confessare il segreto che ha sempre portato con sé. Jamal e Hanna sono cresciuti, lasciando i genitori e spiccando il volo verso il mondo. Nati entrambi in Inghilterra, non riescono comunque a scrollarsi di dosso un senso di estraneità al paese in cui si trovano. Hanna, che ha deciso di togliere la H dal suo nome, è andata a vivere col suo ragazzo, ma la famiglia bianca di lui non manca di farle notare la sua differenza. Jamal, affascinato fin da bambino dai racconti delle vite degli altri, si trasferisce in una casa per studenti e rimane stregato da una giovane donna dagli occhi azzurri, e dalla sua complessa storia. La malattia di Abbas costringerà entrambi a un ritorno tra le mura di casa, alle ombre del padre e all’irrequietezza della madre Maryam che, nel forzato silenzio del marito, sembra aver finalmente ritrovato sé stessa.







