I fantasmi del passato ritornano sempre! This Is Police II [Playstation4 – Recensione]

Di cosa si tratta?

Torna Jack Boyd  il protagonista del primo This is the Police, il gestionale noir del team bielorusso Weappy.  Il poliziotto corrotto del primo episodio ritorna nel secondo capitolo e tenta un  cammino di redenzione . This is the Police 2 è  un titolo particolare, la grafica “old style” tradisce le radici del titolo. Un pò gestionale, un pò graphic novel , con uno stile grafico interessante e una trama “adulta” dai ritmi fin troppo lenti.

Iniziamo!

Il gioco è ambientato nella cittadina americana di Sherpwood, dove il nostro antieroe si è rifugiato scappato dal suo torbido passato. La prima missione, che funge da tutorial,  vede protagonista lo sceriffo e i suoi uomini più fidati che, in seguito una soffiata, vengono sterminati in una segheria da alcuni criminali appartenenti ad un gruppo criminale chiamato Neckties. Il nuovo capo del dipartimeto di polizia, la fragile Lilly Reed, affida la direzione delle operazioni a Boyd, nascondendo ai colleghi il suo passato. Giorno dopo giorno  si viene a conoscenza di nuovi tasselli della storia che vede Jack tentare di riavvicinarsi alla propria famiglia, nascondendosi dall’FBI grazie anche all’aiuto dei suoi vecchi amici mafiosi.

Lento incedere….

I vari episodi in cui è suddiviso il gioco sono in perfetto stile serie TV, ma potrebbero non piacere a tutti. Tanto per fare un esempio durante la prima ora di gioco non si gioca praticamente mai e si passa il tempo ad ascoltare i dialoghi tra i vari protagonisti della vicenda:essendo la grafica molto stilizzata, il tutto si basa sulle voci degli eccellenti doppiatori. Per fortuna i dialoghi sono interamente sottotitolati in italiano, ma questo tipo di approccio potrebbe allontanare, non solo gli appassionati di giochi decisamente più action, ma gli stessi amanti dei gestionali più “classici”.

Il sistema di gioco

Lo schema di gioco è  lo stesso didel primo capitolo e ruota  attorno alla mappa della cittadina in cui, di tanto in tanto, si attivano dei punti di interesse: sono le posizioni dei cittadini che hanno chiamato la centrale per segnalare dei crimini. Ogni reato è contraddistinto da un livello di gravità, e non sempre è sufficiente inviare i primi uomini disponibili sui luoghi segnalati, dato che è necessario che l’esperienza della squadra raggiunga un livello minimo. Una volta raggiunta la scena del delitto si deve decidere in che maniera procedere. Ogni poliziotto che controlleremo è contraddistinto da sei attributi: velocità, furtività, mira, intelligenza, negoziazione e forza; sarà fondamentale tenere presente questi parametri per utilizzare il poliziotto più adatto al tipo di missione che affronteremo. Il completamento delle missioni, ovviamenteaumenta l’esperienza dei vari agenti.

L’invincibile armata

Bisogna però fare i conti con lo scarso materiale umano a disposizione dato che avremo a che fare con veri e propri parassiti che si presentano a lavoro una volta alla settimana, altri che dopo mezza giornata passata sulle scartoffie si stancano e altri ancora che hanno sempre delle scuse pronte per evitare di svolgere il proprio dovere, come l’agente Mustard che non vuole donne nella sua squadra, o la bella Spurlunk che non accetta di uscire in missione da sola. Non sarà facile districarsi tra i mille imprevisti e l’inefficienza del dipartimento. Al termine della giornata lavorativa c’è un debriefing in cui verrà giudicato l’operato di Boyd. Con i punti a disposizione si possono ingaggiare nuovi agenti o ripristinare le scorte di equipaggiamento; si deve poi scegliere chi chiamare al servizio il giorno successivo, tenendo a mente che anche gli agenti si stancano e la deconcentrazione potrebbe portare al fallimento delle missioni. Si capisce ben presto che l’importate non è evadere tutte le segnalazioni dei cittadini, cosa praticamente impossibile, ma selezionare con cura quelle potenzialmente più pericolose,  centellinando le risorse umane a nostra disposizione.

Indagini e azione sul campo

Oltre alle emergenze ci sono altri due tipi di missioni: le indagini e l’azione sul campo. Le prime, già presenti nel primo episodio, sono segnalazioni dei cittadini in cui vengono posti all’attenzione di Boyd due o più possibili colpevoli. In base agli indizi  a disposizione bisogna  convogliare l’attenzione degli agenti su chi si ritiene colpevole e, una volta entrati in possesso di tutti gli elementi, ricostruire l’accaduto e consegnare il delinquente alla giustizia.

L’ azione sul campo è un tipo di missione in cui si comandano direttamente gli agenti da una visuale isometrica. Prima di iniziare bisogna scegliere con quali bonus equipaggiare i poliziotti e condurli al completamento dell’obbiettivo  entro un certo numero di turni.

“Loschi affari”

A complicare ancor di più la faccenda ci sono i debiti di Boyd, con la criminalità organizzata che deviare le indagini dell’FBI “chiede”ogni settimana  al nostro protagonista ben 20.000$. Ovviamente questi soldi non possono  ottenere attraverso la routine lavorativa quotidiana, ma attraverso delle quest “borderline” che potranno anche cambiare il resto della nostra storia e costringeranno, fin troppo spesso,  il giocatore a cercare la scelta “corretta”.

Tecnica e considerazioni finali

Prima abbiamo parlato degli ottimi dialoghi in lingua madre, ma vale la pena notare anche il particolare stile grafico del gioco, che ricorda il super classico dei primi anni ’90 Another World, fatto di visi impersonali, tratto “spigoloso” ma con inquadrature molto “cinematografiche”. This is the Police 2 migliora il precedente capitolo sotto diversi aspetti, aggiungendo una sezione tattica e snellendo diversi aspetti del gameplay che rendevano il primo gioco un po’ troppo farraginoso. Il gioco ha un’ottima trama, lato gestionale  raffinato, una grafica “stilosa” e un’eccellente sezione audio che ne fanno un titolo completo e appassionante, penalizzato però da dei ritmi un po’ lenti che potrebbero non essere adatti ai giocatori più giovani.

PRO

+ Lo Stile grafico 

+ i dialoghi

+ La trama

CONTRO

– Il ritmo è un pò lento

– Non è un gioco per tutti

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Biografia Danilo Battista

Danilo Battista
Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

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