Annunciati i finalisti della sezione narrativa della 97ma edizione del Viareggio-Rèpaci.
Tra oltre 80 opere, la giuria, presieduta da Paolo Mieli, ha selezionato: Mattia Insolia con “La vita giovane” (Mondadori), Eleonora Marangoni con “L’imperdibile” (Feltrinelli) e Anna Voltaggio con “La santa degli altri” (Neri Pozza).
Il 24 luglio, alle 21, si terrà la serata finale con la cerimonia di premiazione.
La vita giovane di Mattia Insolia
Appena trentenne, Mattia Insolia scrive questa storia da una posizione eccezionale, quella di chi ha il talento e l’esperienza per raccontare la sua generazione dal di dentro. Lo fa mettendo in scena sei ragazzi feriti e disperatamente vitali negli anni in cui sono più belli, irrisolti, incandescenti. E ci consegna un romanzo mondo, che si legge tutto d’un fiato.
«Insolia scrive pagine potenti e ritmate, compiutamente contemporanee, ma il motore della sua urgenza è quello delle tragedie classiche.» – Enrico Brizzi
«Tornare tra gli amici di quando si era ragazzi, e fare i conti: è la trama di Mattia Insolia.» – Ida Bozzi, La Lettura
Teo ha ventotto anni e tra sé e la sua adolescenza ha messo molti chilometri e altrettanti silenzi. Milano gli ha concesso l’anonimato, avventure sessuali e soprattutto la possibilità di dimenticare. Quando però due dei suoi migliori amici del liceo, Giorgio e Matilde, si sposano, decide di tornare a casa, nella città di provincia in cui è cresciuto, dopo quasi dieci anni di assenza. Qui ritrova il gruppo di amici dell’epoca: oltre agli sposi – monade a due teste fin dalla terza superiore – ci sono Sofia, il suo amore mancato, Tommaso, l’indomabile, e Marta, la più fragile e misteriosa del gruppo. Dal primo all’ultimo anno di liceo sono stati loro sei: sempre insieme, visceralmente legati, inseparabili. Forse a tenerli uniti erano le ferite da cui ognuno dei sei, così giovane, era già segnato. Ma anche la sete di vita, amore, allegria sfrenata; in qualche modo, di futuro (“il futuro ci era stato promesso, ci avevano detto che sarebbe stato stupendo”). Finché, l’ultimo anno di liceo, un incidente non ha spezzato violentemente la loro amicizia: insieme, hanno fatto qualcosa di irreparabile, e quell’evento ha scavato in ognuno di loro un’insaziabile voglia di fuggire. Che adulti sono diventati? Che fine hanno fatto i loro sogni? Lo scopriamo durante i tre giorni che precedono il matrimonio, perimetro e conto alla rovescia del romanzo, che si muove avanti e indietro nel tempo in modo sapiente e implacabile, fino a condurci al momento in cui tutti i fili si riannodano e le verità di ognuno vengono a galla.
L’imperdibile di Eleonora Marangoni
L’imperdibile è un romanzo che si interroga sul concetto di successo e di riuscita personale, e ci consegna il memorabile ritratto di un antieroe americano, irresistibile anche per via dei suoi fallimenti. Sempre che possano considerarsi tali, visto che in fondo, come pensa Walter Hunt, “il successo di un fiore non si misura con quanta gente lo guarda, il successo di un fiore è diventare se stesso, e nient’altro”.
«A cosa serve una spilla da balia? Protegge, unisce, assicura, tiene insieme. “El imperdible”, ho scoperto che si chiama in spagnolo. L’imperdibile: l’oggetto perfetto di un uomo passato alla storia per le occasioni che ha perduto.»
«Con uno stile molto coinvolgente e ricco di dettagli storici la scrittrice costruisce un affascinante percorso narrativo che si muove tra tra biografia e riflessione». – Mirella Serri, Tuttolibri
Che forma ha una vita riuscita?
Walter Hunt arriva a New York come molti altri: in cerca di fortuna. Originario di una provincia remota, porta con sé una piccola valigia e una filatrice da lino, il primo brevetto della sua lunga carriera di inventore.
Comincia così l’avventura di un uomo geniale e sempre “fuori tempo”, creatore di oggetti che rivoluzioneranno la vita quotidiana di milioni di persone.
La penna stilografica, il clacson, la spilla da balia: sono solo alcuni dei brevetti che Walter Hunt firma uno dopo l’altro, muovendosi in una società che sta fiorendo e fonda il proprio mito sull’ambizione. Ma lui quasi non si accorge del valore delle sue invenzioni, occupato com’è dalle incombenze della vita, nuovi progetti, una famiglia numerosa da mantenere.
Nel 1833, con quindici anni di anticipo sul resto del mondo, mette a punto la prima macchina da cucire: la sua vita potrebbe finalmente cambiare, ma il destino ancora una volta prende una traiettoria imprevista, a riprova che “la vita è la curiosa tara fra quello che ci è successo davvero e quello che abbiamo soltanto immaginato”.
Con la sua scrittura versatile e piena di luce, Eleonora Marangoni ci regala la storia di un genio dimenticato dell’Ottocento, e in parallelo ci racconta il suo viaggio lungo le strade d’America sulle tracce di Walter Hunt.
La santa degli altri di Anna Voltaggio
In questo romanzo potente e ipnotico, Anna Voltaggio osa prescindere dal materialismo dei nostri giorni, facendo spazio alla dimensione sacra anche delle esistenze più laiche, con le colpe di cui tutti ci macchiamo e il perdono che solo noi possiamo darci.
Quel pomeriggio, nel giro di pochi minuti Margherita rifiuta il sacrificio e tradisce. Sua madre, il mare, la Santa, il dolore da cui è nata insieme alla speranza che non muore mai, promessa che non salva nessuno ma che tiene in vita.
«Una scrittura, quella di Anna Voltaggio, che svela con eleganza la crisi, il fallimento e le maniere più incredibili per sopravvivere alla vita». – Giulia Caminito
«Fra segreti, rinunce, perdite e voglia di riscatto la trama si dipana lasciando lentamente trapelare gli indizi che legano tra passato e presente sotto l’egida invisibile ma potente di Santa Rita, il destino di tutti i protagonisti.» – Patrizia Violi, La Lettura
Nella sua vita succede sempre tutto in primavera. Così Nica scompare in un giorno di maggio, recidendo il legame con Tommaso senza una spiegazione, solo un biglietto succinto nel posto che era stato del loro amore. Di quella donna laconica e fragile, volubile e altera, della sua indifferenza lieve per le cose del mondo, della passione tutta nuova che gli aveva rovesciato addosso, del suo essere carne viva e insieme puro spirito a Tommaso non restano che un pugno di ricordi e il rimpianto di non essersi mai pensato con lei nel futuro. La cerca dappertutto, percorrendo come un sonnambulo le strade di una Palermo bollente e torpida che pare non volergliela restituire, perché trovarla significa ritrovare la parte più viva di sé stesso che il desiderio di lei gli ha mostrato. La sua storia corre parallela a quella di Gelsomina e di sua figlia Margherita, arrivata come un dono grazie al voto fatto alla santa degli impossibili, santa Rita. Una donna e una bambina che vivono i loro giorni in esilio dalla famiglia, in una casetta dove il tempo non esiste e il mare si beve ogni cosa, fino a quando irrompe la vita vera. È da quel legame, velo che abbraccia e giogo che stritola, che si dipana una storia di fughe e ritorni, di verità taciute e conquistate libertà.





