sabato , 19 Ottobre 2019

I primi due volumi di Darwin, la nuova serie Bonelli

La nuova collana della Bonelli per un pubblico adulto, L’Audace, ormai funziona a pieno regime, con diversi titoli all’attivo, ed è quasi tempo di bilanci.

Malgrado il sapore amarcord dell’aggettivo sostantivato che fa da titolo (si chiamava così un periodico italiano pubblicato dal 1934 al 1944, famoso per essere stato uno dei primi a contenere fumetti) lo sforzo dichiarato è stato quello di aprire la strada ad approcci innovativi, almeno rispetto alle strade più battute nel mercato mainstream italiano. Insomma, un piede nel passato e lo sguardo dritto verso il futuro. Un tentativo forse ancora timido, ma che ha dato già vita a prodotti interessanti. Come la versione “ultimate” (non uso il paragone a caso) del Bonellianissimo Mister No. So che questa potrebbe essere una posizione controversa (e a tratti impopolare), ma un’operazione come quella mi è sembrata assolutamente affascinante, se non necessaria. Che ci crediate o no, i personaggi vanno ripresi e ripensati, le storie rinarrate e aggiornate a canoni stilistici e linguistici presenti, re-immerse nel flusso contemporaneo della vita culturale. Non importa quanto buone fossero in origine. Anzi, quanto più il personaggio è entrato nell’immaginario collettivo, tanto meno dovrebbe abbandonato alla propria epoca.

Va da sé che questo tipo di operazioni può essere assai rischiosa. I ‘miti’, soprattutto quelli recenti, sono oggetti magnifici ma estremamente fragili: basta un niente per trasformarli in orrori. Così, ad esempio, se la mano esperta di Mark Millar può trasformare i vecchi Avengers negli Ultimates (appunto), ispirando in massima parte il successivo MCU (chi è che non se n’era accorto?),  qualche brillante cartoonist potrebbe trasformare l’epopea di Saint Seiya in… qualunque cosa sia quella roba pubblicata da Netflix.

Fra gli ultimi nati in casa Audace c’è Darwin. Arrivata già al secondo numero, la storia è stata in realtà adottata dalla collana, dato che nasce nel lontano 2012 sul settimo volume dei Romanzi a fumetti Bonelli); sceneggiatura di Paola Barbato e disegni di Luigi Piccatto, che firma anche il soggetto. La casa editrice non è affatto nuova a questo tipo di operazioni. Una delle più eclatanti, si ricorderà, è stata Dragonero, serie regolare iniziata pochi anni che prendeva le mosse proprio dall’omonimo volume dei Romanzi a Fumetti. Il primo della serie, per altro.

Dando un taglio alle digressioni, vediamo di che cosa parla e come si presenta questa nuova serie. Ovviamente, da questo punto in poi

SPOILER ALERT

Darwin, il tomo di quasi trecento tavole del 2012, si era concluso con un grosso cliff-hanger: una pioggia di meteoriti ha posto fine al mondo come lo conosciamo. Il pianeta si appresta a tramutarsi in una landa desolata e post-apocalittica in cui il caos riscrive le vestigia dell’ordine precedente, e i protagonisti si ritrovano divisi in tre gruppi principali: Kent Darwin, Ryan, Kinja e il di lui cane in marcia verso Bugarach; Arachne e Chiecko (figlia di Kinja nonché ragazza di Darwin) da qualche parte a Parigi; Sally e Lizard nel gruppo – cosa sarebbe fra l’altro? Una comune di nazi-survivalisti psico-tossici? Una confraternita di Indaco malvagi? – messo su da quello spostato di Zen.

© Sergio Bonelli Editore

Che ci fosse molto altro nelle idee di Piccatto era evidente. Il volume giocava con diverse suggestioni sia narrative che grafiche: dalle profezie maya all’esoterismo nazista, dall’eugenetica all’escatologia. Tutti elementi da creepy-pasta o da leggenda metropolitana, messi insieme in un grande racconto mitico/complottista post-moderno che non poteva che suggerire un lungo sviluppo.

E infatti, dopo appena sette anni, eccoci qui, a riprendere le fila della vicenda. Il compito è appunto affidato a questi primi due volumi, usciti in edicola rispettivamente a giugno e luglio 2019. Se i disegni sono firmati ancora da un Piccatto, dal tratto mai così nervoso, alla sceneggiatura troviamo questa volta Michele Masiero.

Parte di questi primi episodi è dunque destinata, ovviamente, a recuperare le linee narrative del ‘presente’, rimetterli sulla strada, chiarire e fare i conti con un universo completamente cambiato, o in via di rapida trasformazione, ricco di possibili sviluppi.

Molte tavole sono tuttavia dedicate ad arricchire la cornice di mistero. Il primo ad esempio, dedica tutta la prima parte ad un lungo flashback “storico” volutamente confuso, che infittisce le questioni lanciate in precedenza, mettendo al centro la già citata Bugarach, il ruolo dei ragazzi indaco e del motore del mondo. Il secondo episodio sembra invece un po’ più incentrato sul presente, introducendo alcune conseguenze della pioggia di meteoriti. Tipo gli zombie nottambuli…Vago riferimento a Romero?

L’idea alla base non è nuova, ma sempre affascinante: una serie a termine che gira attorno a miti e leggende diffusi nella cultura contemporanea. Una sorta di grande what if… complessivo: cosa succederebbe se le suggestioni complottistiche fossero tutte vere, in massa?

A quanto pare un disastro globale. Ma forse anche una discrea serie a fumetti.

Staremo a vedere.

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Biografia Carmelo Nigro

Carmelo Nigro
Nato sul finire della lontana e oscura epoca umana conosciuta come “anni '80”, è riemerso, più o meno trionfante, dal labirinto universitario durante la seconda decade del terzo millennio, riportando una laurea in giurisprudenza come macabro trofeo. Nerd incallito e irredento, fagocita libri e fumetti di ogni tipo, delirando di improbabili super-poteri da ben prima che Downey Junior rendesse popolare la faccenda sfrecciando ubriaco nei cieli di Hollywood... Il suo primo atto ufficiale come membro del team di Senza Linea è stato inventare la parola “Nerdangolo”, rubrica di cui tutt'ora si occupa per la gioia di sé stesso. mail: c.nigrox@gmail.com

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