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IL CIMITERO DELLE FONTANELLE SPIEGATO AI PIU PICCOLI

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Noi napoletani, da sempre, abbiamo un rapporto privilegiato e particolare con la morte e con il mondo sovrannaturale. Al limite della superstizione, e per alcuni aspetti simili al rapporto esistente tra i nostri predecessori pagani e i loro dei. Il defunto, a Napoli, è come se fosse il romano “larus” e cioè l’antenato che continua a proteggere la famiglia dal mondo dei morti, ricevendo in cambio dai vivi i riguardi per la sua anima in forma di preghiere. In fondo a Napoli pregare per l’anima dei morti non è mai un percorso a senso unico: si prega per la sua anima, ma si richiedono, allo stesso tempo, in cambio delle grazie che abitualmente sono di ordine pratico: trovare un marito, magari ricco o ricevere la combinazione vincente per il gioco del lotto. Il cimitero delle Fontanelle è una cava di tufo risalente al 1500 utilizzata per recuperare materiale da costruzione per le abitazioni del proprietario, il Principe Carafa. Il nome deriverebbe, secondo la tradizione, da piccole uscite sorgentizie che in passato trasudavano dalla roccia porosa. A oggi il cimitero accoglie circa 40.000 resti di corpi umani, ma si dice che sotto l’attuale piano di calpestio vi siano compresse ossa per almeno quattro metri di profondità, ordinatamente disposte, all’epoca, da becchini specializzati. S’impegnano a Illustrare questo splendido luogo e le sue caratteristiche oltre che trasmettere con la dovuta leggerezza questo messaggio ai bambini le guide dell’Associazione culturale Manie e Vulcani. L’associazione organizza visite guidate al famoso cimitero delle Fontanelle dedicate ai più piccoli. Il 16 e 17 Gennaio si svolgeranno le visite dedicate.

L’appuntamento è alle ore 10:30 all’esterno del Cimitero in Via Fontanelle 80. E’ necessaria la prenotazione al numero 0815643978 – 3404230980.

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Biografia Carmelita de Santis

Carmelita de Santis
"Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo" così è iniziata l’avventura di Senzalinea. Tra i quattro amici, sfortunatamente, ci sono anch'io e le idee peggiori di questa pagina vengono da me. Amo e odio la mia città, mi appassiona la sua storia e le sue tradizioni.

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