IL COVID CI PORTA VIA MICHELE SERIO

Il 24 settembre è morto a Napoli per una polmonite, complicanza del Covid, lo scrittore e musicista Michele Serio; aveva 67 anni e non aveva voluto vaccinarsi, era ricoverato da qualche giorno nell’ospedale Cotugno.

Ha iniziato come musicista e compositore di canzoni pop. Per il teatro ha messo in scena ben sette lavori, alcuni dei quali rappresentati per parecchi anni; scrive testi e interpreta come attore protagonista per Raisat Fiction dieci telefilm dal titolo Napoli in giallo; ha inoltre scritto ben quindici sceneggiature per TV movie americani e collaborato come opinionista a numerosi quotidiani e riviste.

Esordisce come narratore nel 1991 con La signora dei lupi, un fantasy a sfondo erotico, pubblica nel 1994 Pizzeria Inferno, un horror che viene considerato un libro di culto dagli scrittori cosiddetti pulp.

In un post sulla sua pagina facebook, Maurizio de Giovanni ha così salutato l’amico: “Napoli perde il più visionario, folle e talentuoso degli scrittori”.

I suoi romanzi sono stati tradotti in Spagna, Francia, Grecia e Germania.

 

La signora dei lupi

Favola sessuale, senza il puritanesimo dei fratelli Grimm e di Andersen, nella tradizione di Boccaccio ma anche di Basile, novelliere del Cinquecento – napoletano come Michele Serio – La signora dei lupi riscrive in modo irrispettoso, spregiudicato e umoristico, secondo lo spirito della commedia, i temi classici della favola.
Come accade nelle favole, il padre muore e Rosa, la protagonista, viene scacciata di casa dalla mamma cattiva. Poi, entra nella foresta e incontra l’animale: il lupo. Ma, come non accade nelle favole, Rosa, nana e gobba, con ululati bestiali, lancia il suo richiamo sessuale al branco che risponde dando inizio a un festino notturno in una sfrenata danza che nemmeno il giorno può placare…

 

Pizzeria Inferno

Napoli anni ’80. Palle di carne rotolanti si aggirano per le strade della città: squartano e uccidono con una singolare unghia che fuoriesce dai corpi. Perché uccidono? Con quale criterio scelgono le loro vittime? Chi sono? Da dove vengono? Politicanti corrotti, camorristi, imprenditori senza scrupoli devono fare i conti con questo fenomeno inspiegabile che sconvolge un equilibrio sociale fondato sulla complicità e sull’ignavia. “Pizzeria inferno” è un horror metropolitano che si innesta in situazioni sociali reali, di sfacelo e disagio.

 

Nero Metropolitano

Una signora della Napoli bene scende di casa infuriata: ha scoperto che il marito la tradisce. Un guardiamacchine nota la donna e decide di violentarla. Il portiere di un palazzo, omosessuale, che costruisce giorno dopo giorno il pene ideale, per caso diventa testimone dello stupro. Il marito della signora bene ha in effetti una relazione, con una bambina che piace anche a suo figlio. Un cadavere scompare e ricompare misteriosamente. Un suicidio spettacolare sconvolge le vie del centro. Una valigetta che contiene un miliardo in contanti passa di mano in mano. In poche ore i buoni diventano cattivi, gli innocenti colpevoli, nulla sarà più come prima.

 

Giù le mani dal Vesuvio

Genny Scognamiglio è un diciannovenne balbuziente e imbranato. Ma a sorpresa viene incaricato dal Procuratore Generale per indagare su alcuni omicidi misteriosi che insanguinano Napoli. Il ragazzo accetta per intascare il denaro promessogli. Ma Genny non può sapere che un’organizzazione filo araba agisce in città e che ben presto si ritroverà, suo malgrado, al centro di un intrigo internazionale. Come se non bastasse, un sosia lo insegue, gli ruba il lavoro provocandogli una crisi d’identità che finisce per coinvolgere perfino la sfera sessuale. Il giovane si chiede se quella che si prepara in città sia davvero una festa in maschera organizzata dalle Istituzioni o un tentativo di coinvolgere quanti più cittadini possibili in un eccidio. Per ottenere una risposta, si rivolge quasi in maniera mistica al Vesuvio che domina il golfo. E il gigante di pietra sembra diventare il suo unico interlocutore. Coinvolto in una girandola di avventure a volte drammatiche, a volte grottesche, Genny nel tentativo di salvare se stesso e la città finisce assieme ai suoi amici sul bordo del cratere dove sa che tutto potrebbe accadere, anche l’Apocalisse.

 

365 ma non li dimostra

Michele Serio ci svela in questo libro l’esistenza di una sorta di Legge di Murphy all’inverso: a ogni assurdità, a ogni contrattempo corrisponde un sorriso uguale e contrario. È nato così un annuario originalissimo, consigliato a chi reagisce con uno sberleffo, anzi risponde per le rime (in senso stretto) a ogni circostanza della vita. Le quartine, ricche di paradossi e battute, di tanto in tanto assumono un tono narrativo, come nel racconto della gestazione, della nascita e della crescita del nipote, o in quelli del Commissario, una figura che prende in giro la folla di ispettori che ha invaso negli ultimi tempi gli scaffali delle librerie. Con tono leggero e canzonatorio, Serio sembra dirci: dacci oggi il nostro spasso quotidiano, uno per ogni giorno dell’anno. E ci fa diventare suoi complici in un percorso utile a cercare un senso (o meglio un nonsense) alla nostra lotta quotidiana per conservare un briciolo d’indipendenza intellettuale in un mondo appiattito dal conformismo del politicamente corretto.

 

E tu di che congiuntivo sei?

Genny, giovane e imbranato nerd, viene trascinato suo malgrado, da una bellissima ragazza che nei suoi sogni ha le sembianze di sirena, in una lotta millenaria tra due fazioni contrapposte, rappresentate da una multinazionale e da una setta formata dai discendenti della nobiltà napoletana. Tra gag esilaranti e situazioni tragicomiche, Genny diventa la prima firma del giornale cittadino e, addirittura, candidato a sindaco della città. Riuscirà il nostro antieroe a ritornare alla sua vita da eterno bamboccione? Dopo aver salvato la sua fidanzata dalla mafia cinese (San Gennaro made in China, 2015) e dopo aver sventato un attentato di matrice islamica (Giù le mani dal Vesuvio, 2018), torna Genny Scognamiglio, giovane nerd sfigato, in una nuova esilarante avventura.

 

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Biografia Cristiana Abbate

Veterinaria pentita e mamma convinta.Si ritiene propositiva e per nulla diplomatica .Grande appassionata di viaggi e divoratrice di libri. Malata di shopping e con il conto in banca fisso sul rosso.

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