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Reading: “IL CUORE DI FRANKENSTEIN” DI ANTONELLA DI LUOFFO. RECENSIONE ED INTERVISTA
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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Libri

“IL CUORE DI FRANKENSTEIN” DI ANTONELLA DI LUOFFO. RECENSIONE ED INTERVISTA

Cristiana Abbate
Cristiana Abbate 6 anni fa
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7 Min Lettura
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Trama: Un mostro si aggira da vent’anni nella foresta bavarese. Si è allontanato dagli uomini ma di nascosto frequenta la biblioteca di Ingolstadt dove impara a conoscere il mondo, le arti e la mitologia greca dalla quale trae il nome che porta: Prometeus. Un giorno salva la vita a Karl Reinholdt, pioniere della chirurgia, che per questo decide di operarlo per cancellargli le cicatrici. A lui, dopo questa prima metamorfosi, rivelerà la sua identità.

Eretica Edizioni

 

Recensione: Era il 1818 quando Mary Shelley pubblicò la prima edizione del mostro più famoso della letteratura classica, dopo 201 anni, il Prometeo moderno ritorna in vita grazie ad Antonella Di Luoffo, anche se, nel libro, di anni ne sono trascorsi solo 20 dall’ultima pagina vergata dalla scrittrice britannica.

Ci vuole coraggio a riprendere vicende che hanno incoronato Frankenstein come mostro sacro della letteratura classica e, la Di Luoffo lo ha dimostrato. O ci vuole incoscienza? Beh, molti potranno contestare questa scelta, ma esorto tutti a leggere la storia prima di emettere condanne a morte.

L’atmosfera è decisamente gotica ed il “demonio”, perchè è così che in realtà viene appellata la creazione vivente di Victor, riempie pienamente la scena. Un personaggio che di mostruoso non avrà più nulla, viene completamente ritrasformato, ha bisogno di smettere i panni di creatura deforme per svolgere una vita apparentemente più serena. La figura di Prometeus entra con prepotenza nell’immaginario del lettore, lo si ama totalmente, si presenta come un essere affamato di conoscenza, capace di amare e di essere amato.

Una scrittura fortemente introspettiva, con un analisi psicologica di ogni singolo personaggio veramente notevole. Immagino non sia stato facile riprendere tutti i personaggi creati da una penna come quella di Mary Shelley e riproporli senza commettere sbavature. Ci saranno colpi di scena veramente forti che stravolgeranno le sorti e il giudizio sui singoli personaggi. Si evidenzia una grande preparazione della Di Luoffo, che è riuscita a riprendere i fili lasciati in sospeso per tessere nuove trame e nuovi intrighi senza slivellamenti.

Devo, però ammettere che alcuni passaggi li ho trovati leggermente confusionari: pensavo, inizialmente, di ritrovarmi di fronte a salti temporali, mentre, invece, si trattava del continuum della storia ed alcune “metamorfosi” con successive conseguenze, forse, un po’ forti.

Posso asserire che Prometeus è stato portato in vita tre volte: la prima dalla mente della Shelley, la seconda da Victor e la terza da Antonella Di Luoffo.

 

Antonella Di Luoffo, laureata in filosofia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, è insegnante di sostegno nella scuola superiore. Autrice del saggio Educazione al rispetto delle omosessualità (2008), ha collaborato con lo storico trentino Giuseppe Sittoni al libro Fatti di Resistenza (2017). Dal 2009 scrive per il magazine online psicolab.net.

 

 

                                                                                                      INTERVISTA

 

Ci racconta la genesi del suo romanzo?

 Tutto ha avuto origine quando avevo diciotto anni e lessi il romanzo Frankenstein di Mary Shelley. Lo lessi con tanta passione da volerne fare un seguito, una rielaborazione personale. Dapprima un “insight” mi ha fatto immaginare il volto dei personaggi, il loro sguardo emotivo. Successivamente ho voluto riprendere in mano il loro mondo psicologico e introspettivo.

 

Per toccare uno dei mostri sacri della letteratura mondiale ci vuole coraggio. Lei ne ha avuto. Quanto ha avvertito il rischio?

 Non ho pensato al rischio. Ho solo scritto ciò che desideravo: esplorare la profondità dei personaggi e riflettere, attraverso la prosecuzione delle loro storie, su paure sempre attuali, come quella per il diverso, per l’estraneo o per lo straniero e sull’importanza per ognuno di noi di conoscersi, di essere consapevoli delle nostre scelte. Perché, fondamentalmente, noi siamo le nostre scelte.

 

Perchè proprio Frankenstein?

 Forse perché alla creatura di Frankenstein mancava la consapevolezza della propria identità. Senza nome, senza identità, ha scelto di seguire il male per disperazione e solitudine. Dalla presa di consapevolezza di queste azioni e dalla volontà di cercare se stesso sono partita per riprendere il romanzo.

 

Victor ha dato nuova vita ad un “uomo”, lei ad un romanzo. Come si è “preparata” alla rinascita?

 Innanzitutto rileggendo il romanzo originario, vedendo poi il film Frankenstein del 1994, diretto da Kenneth Branagh con la partecipazione di Robert De Niro. Robert De Niro è riuscito a ridare umanità al mostro, cioè al demonio del dottor Frankenstein. Lui chiede a Victor “chi è”. Victor non sa rispondergli. Da questa mancata risposta mi sono preparata alla rinascita del personaggio. Nel mio romanzo, c’è una rinascita nel senso di scoperta, da parte del protagonista, della propria identità attraverso il mito e la cultura. Inoltre, egli deciderà di assumersi le proprie responsabilità per il crimine commesso. Ma si scopriranno altre storie. Si avranno nuove sorprese.

 

Lei è laureata in filosofia. Quanta filosofia c’è nel suo libro?

 La filosofia si rispecchia in alcuni personaggi. In Karl Reinholdt per esempio, possiamo ritrovare il pensiero di Giordano Bruno, espresso nella sua opera Spaccio de la bestia trionfante.

 

Dalla saggistica alla narrativa. Continuerà con questo genere?

 Al momento posso solo rispondere che mi piacerebbe trasformare questo romanzo in una sceneggiatura.

 

 

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Pubblicato da Cristiana Abbate
Veterinaria pentita e mamma convinta.Si ritiene propositiva e per nulla diplomatica .Grande appassionata di viaggi e divoratrice di libri. Malata di shopping e con il conto in banca fisso sul rosso.
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