venerdì , 28 Febbraio 2020

“IL DESTINO DI STELLE CADENTI” DI EMANUELE ZANARDINI. RECENSIONE ED INTERVISTA

 

Trama: Chi si preoccupa del destino delle stelle cadenti? Se lo chiede Cassiopea, la sera di San Lorenzo, mentre osserva il cielo stellato. Nella sua vita ne sono sfrecciate, di stelle cadenti, che l’hanno illuminata per un istante e poi sono svanite. Come il padre, che non ha mai conosciuto. “Non credevo che una ragazza potesse essere così felice con me”. Milo si sorprende di tanta fortuna. E infatti non dura molto. Precario nella vita, soprattutto negli amori, si innamora almeno una volta al giorno. Anche di quella ragazza, che sembra un extraterrestre che guarda la sua navicella spaziale volare via. Cassie e Milo, due astri la cui orbita si congiunge per un breve tratto, che torna a dividersi per poi ancora unirsi, in un viavai di attese, di delusioni ma anche di forti emozioni. Quale sarà il loro destino? Vagare da soli nell’immenso spazio della loro esistenza, oppure riavvicinarsi definitivamente per costruire insieme il loro futuro?

 

Recensione: Inizialmente, leggendo la sinossi, ho pensato di trovarmi di fronte ad un rifacimento de La solitudine dei numeri primi dove il “mai-una-gioia” è sempre dietro l’angolo. Non amo le storie che si rifanno a successi già stampati, ma in questo caso, mi sbagliavo.

I personaggi, già cosa fondamentale, sono positivi: Milo è simpatico, divertente anche se la sua vita è un continuo buco nell’acqua tra lavori persi, innamoramenti sbagliati e, porta sulle spalle un fardello non da poco (se ne scoprirà il motivo a fine lettura); Cassiopea è una normalissima ragazza, che scappa dalla provincia e da una famiglia destrutturata per studiare in città, ma troverà solo un “mostro” ad accoglierla, a bruciare i suoi sogni, perché sarà vittima di uno stupro che porterà conseguenze chele quali andranno a sovvertire i suoi progetti.

I protagonisti si conoscono in una condizione di estrema drammaticità e le loro vite cammineranno parallele per circa un anno poi, le due rette, diventeranno convergenti.

Per fortuna, in molti passaggi, la storia non è scontata e riesce ad evitare quelle pieghe che un lettore attento e voglioso di novità vorrebbe che un libro non prendesse mai.

La narrazione si svolge durante le quattro stagioni e la scrittura è asciutta ed efficace, Zanardini tralascia completamente le descrizioni, il focus è sui protagonisti, i paragrafi sono un’alternanza di ciò che accade a Milo e Cassie, il che rende tutto molto fluido tanto da sembrare una sceneggiatura cinematografica ben riuscita.

Il titolo dell’opera si rifà ad uno dei pensieri di Cassiopea: ogni momento speciale della vita è come osservare una stella cadente, si attende tanto, si esprime il desiderio, si resta a bocca aperta e poi nessuno si preoccupa del suo destino.

Una storia di rinascita narrata con delicatezza e grandissima umanità.

 

Emanuele Zanardini ha scelto di cambiare rotta nella sua vita da adulto, dopo diciotto anni dello stesso lavoro, e di seguire la propria ispirazione. Così la passione per la scrittura, che lo accompagna fin dall’età della ragione, è diventata il movente delle sue giornate. Viaggiatore e fotografo, l’autore ha narrato le sue peregrinazioni nei cinque continenti per il web magazine Gli scrittori della porta accanto. Per il blog Fotografia moderna ha raccontato la Storia e le storie dietro immagini famose. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di racconti La guerra è finita! Andate in pace per BookaBook Edizioni. Nel 2019 pubblica in self-publishing il suo primo romanzo Il destino di stelle cadenti.

 

                      INTERVISTA

 

Parliamo della genesi del suo romanzo.

È liberamente ispirato al romanzo di Diego De Silva, Mancarsi, sulla forza del caso, che io preferisco chiamare provvidenza. Stavo vivendo un periodo complicato, con la perdita del lavoro e la scelta tra cercarne uno simile e cambiare completamente rotta. Da questo nacque una sceneggiatura nella quale volevo mettere, quasi terapeuticamente, l’esperienza di quel periodo, diventata poi il romanzo. 

 

Milo e Cassie, i protagonisti, ci racconti come ha costruito i loro personaggi.

Milo è l’alter ego dell’autore e conoscendo bene l’autore, non è stato difficile costruire il personaggio. Un po’ indeciso, sempre alla ricerca di una via d’uscita, sognatore appesantito dalla propria natura. Cassie non è ispirata, per fortuna, a nessuna delle donne che conosco. Volevo che fosse una ragazza forte, nonostante l’età e nonostante la sua grave disavventura. Un personaggio con le sue debolezze, ma anche con un grande bagaglio interiore, spesso sottovalutato o sommerso dalla contingenza della vita, che emerge al momento opportuno. 

 

Le stelle cadenti, tanto desiderate, ma poi? Qual è veramente il loro destino?

Le stelle cadenti suscitano una sorpresa e un’euforia iniziali, destinata a spegnersi in pochi istanti, tanti quanti la sua traccia rimane in cielo e negli occhi di chi guarda. Cassie e Milo sentono di essere così, destinati a passare nel mondo come una particella di cui si può anche fare a meno, tanto è piccola. Una sensazione che solo chi la prova può comprendere. È questo che li attira l’uno verso l’altra.  

 

A che genere di lettore consiglierebbe il suo libro?

Lo consiglierei a tutti quei giovani che si trovano nelle condizione di uno dei due protagonisti. A quegli uomini che ancora giustificano o minimizzano qualsiasi tipo di violenza sulle donne. In generale a chi si sente solo o teme di non riuscire a dare un senso alla propria vita.

 

Quanto potrebbe essere discutibile la scelta di Cassiopea nel portare avanti la gravidanza?

Per quanto mi riguarda, è discutibile la scelta di non portare avanti una gravidanza. Con questo personalmente mi sento di condannare, attenzione, il gesto dell’aborto, non chi lo compie, della cui storia personale non conosco nulla e quindi non posso giudicare. Ma mi chiedo spesso se è davvero un diritto fare una scelta che coinvolge in maniera irreversibile un individuo che non può in nessun modo dire la propria opinione. Ribadisco, nel rispetto della storia di ogni donna che arriva a quel momento, ritengo che ci sia sempre un’altra possibilità da prendere in considerazione. 

 

Che progetti ha per il futuro?

Ho ripreso testi scritti in passato, per prepararli a una futura pubblicazione. In particolare una trilogia ambientata a New York, tra gli anni della Depressione e un futuro prossimo plausibile, visto l’andazzo attuale riguardo l’ambiente. Nel frattempo lavoro a testi più brevi da pubblicare su alcune piattaforme internet specializzate. E, come scritto nella prima risposta, proporre il romanzo per una sceneggiatura, sempre su una piattaforma dedicata.

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Biografia Cristiana Abbate

Cristiana Abbate
Veterinaria pentita e mamma convinta.Si ritiene propositiva e per nulla diplomatica .Grande appassionata di viaggi e divoratrice di libri. Malata di shopping e con il conto in banca fisso sul rosso.

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