L’Ospedale “Vincenzo Monaldi” risale all’anno 1931, con l’inizio dei lavori di costruzione di un imponente complesso ospedaliero, voluto dall’allora Istituto Nazionale Fascista per la Previdenza Sociale (I.N.F.P.S.), per la cura dei pazienti affetti da tubercolosi.
Oggi è uno dei migliori centri d’Italia nel rapporto tra interventi e sopravvivenza, dopo cinque anni sono oltre il 90% pazienti trapiantati che conducono una vita normale.
Il numero di trapianti di cuore è cresciuto del 43%, passando da 15 a 23 ai quali si aggiungono 8 procedure di impianto di LVAD con una curva di sopravvivenza a 365 giorni dell’85%”.
Da alcuni giorni però l’ospedale è al centro di una bufera per un trapianto che oggi dicono: Non doveva essere effettuato.
Un trapianto di cuore fallito su un bambino di Napoli, l’attenzione mediatica si è accentrata su una serie di presunti errori logistici e procedurali che ha messo a rischio la vita del piccolo.
La storia
Domenico, un bimbo di due anni, affetto da cardiomiopatia dilatativa, aveva urgente bisogno di un trapianto di cuore., era infatti primo nella lista . Nel dicembre 2025, finalmente arriva un barlume di speranza: è stato trovato un cuore compatibile.
Purtroppo, la grande gioia per i genitori si è presto trasformata in un dramma perchè il trapianto non è andato bene, Il cuore era in parte danneggiato.
Ovviamente una volta uscita questa tremenda notizia tutti abbiamo voluto conoscere il perchè.
Il 23 dicembre alle 10, il cuore viene espiantato a Bolzano dal donatore. Secondo quanto ricostruito, l’equipe medica di Napoli sarebbe partita senza il box omologato per il trasporto dell’organo, box specifico per i casi di organi da trapiantare che deve mantenere una temperatura controllata. Sempre secondo le prime ricostruzioni, i sanitari di Bolzano avrebbero riempito il contenitore per il trasporto con del ghiaccio secco invece di utilizzare del semplice ghiaccio.
Sembra, sempre secondo indiscrezioni, che essendo trasportato senza le adeguate precauzioni, il cuore sarebbe arrivato a Napoli danneggiato: l’organo senza il box omologato, non sarebbe stato mantenuto a 4 gradi, come previsto dalle normative, ma sarebbe stato esposto a temperature molto più basse, circa -78 gradi.
Alle 14:30 del 23 dicembre inizia l’espianto del cuore malato. I medici per velocizzare il trapianto avrebbero iniziato l’operazione di espianto. Quando i medici si rendono conto che l’organo era danneggiato, era ormai troppo tardi per tornare indietro.
Ormai tutti sappiamo il triste epilogo della storia, Ognuno di noi ha vissuto il dramma di quella mamma che aspettava un cuore per il suo bambino. Tutti sapevamo che il cuore per il piccolo Domenico sarebbe stato il grande dono di un genitore che aveva perso un figlio.
Una storia atroce che ci ha colpito, ma dobbiamo sempre ricordare, anche se in questo momento la testa pùò non accettarlo che la donazione di organi è un atto di amore, libero, anonimo e gratuito, che offre una seconda possibilità di vita a pazienti in attesa di trapianto. Un gesto di estremo amore che nel dolore donano sapendo che a volte può salvare fino a sette vite, coinvolgendo organi (cuore, reni, fegato, polmoni, pancreas, intestino) e tessuti.
Non ci facciamo quindi condizionare da questa enorme tragedia, ricordiamoci sempre che il donare è un dono.
Intanto facciamo lavorare gli organi preposti e speriamo che sia fatta luce su quanto è avvenuto e chi ha sbagliato SPERIAMO paghi, tutti, nessuno escluso, dal primo all’ultimo com’è giusto che sia per quell’angelo e per la sua famiglia.


